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Posts Tagged ‘Web’

The Guardian ha pubblicato la sua Open Platform

The Guardian Open Platform

Mentre i principali quotidiani e le riviste cartacee che decidono di spostarsi sul web abbracciano sempre più spesso i featured content a pagamento (di norma tramite sottoscrizioni forfettarie su base mensile o, annuale come gli abbonamenti tradizionali) per fronteggiare la crisi della carta stampata, c’è chi ha scelto di sfruttare un differente modello di business.

È il caso del britannico Guardian Media Group (editore anche dell’Observer, oltre al quotidiano omonimo) che alla faccia dei competitor nazionali e statunitensi ha lanciato un’Open Platform per publisher e sviluppatori che mira a “reinventare” gli investimenti dell’informazione sulla rete: consolidati e nuovi partner la stanno provando dalla fine del 2009.

La piattaforma offre 3 tipi diversi d’accesso a seconda del piano stabilito con l’agenzia media del Guardian: il primo livello è liberamente accessibile, ma non prevede la pubblicazione dei contenuti integrali di cui il GMG detiene i diritti — sebbene consenta di generare dei mockup. I piani a pagamento dipendono dagli usi delle API che gli editor hanno preventivato.

via ossblog

SMS con numero inesistente o falso: SMS Spoofing

maggio 14, 2010 16 commenti

Ti sarà sicuramente capitato di voler fare uno scherzo a qualche tuo amico, pensando di inviargli un SMS da un altro numero e non sapendo come fare hai rinunciato allo scherzo.

Peccato, se tu fossi passato prima di qua, avresti portato a termine il tuo scherzo perfettamente!

Ti starai chiedendo se sia possibile o meno mandare un SMS da un numero di tua fantasia, falso, oppure esistente ma di un’altra persona…giusto?

Ebbene sì. Tutto questo è possibile e non richiede nessuna grande capacità tecnica nè tantomeno informatica.

Devi sapere che esiste servizio online che permette di fare questo.

Il sito è hoaxmail.co.uk , ti puoi iscrivere gratuitamente e iniziare il tuo scherzo.

Questo servizio in pratica ti permette di inviare un SMS verso un cellulare e far apparire al destinatario il numero da te scelto come mittente del messaggio stesso.

Ho pensato che testare di persona il servizio fosse il miglior modo, così mi sono iscritto al servizio compilando il modulo, ho inserito il numero del mittente che volevo far apparire al destinatario sul display, successivamente ho inserito il numero del destinatario e il testo del messaggio.

FATTO! Niente di più semplice.

Il messaggio è arrivato quasi all’istante. Ho letto che è possibile anche inviare il messaggio in un secondo momento preimpostandolo.

Potrai per esempio programmare l’invio di un messaggio ad un tuo amico e decidere di farglielo ricevere quando magari siete insieme. In questo modo non avrà dubbi sulla veridicità del messaggio, oltre che vedere sul display il numero da te scelto…

Come detto in precedenza l’iscrizione al servizio è Gratuita mentre l’invio dell’ SMS è a pagamento. L’invio di un messaggio costa 1.35 euro e per ricaricare l’account puoi utilizzare tranquillamente Paypal.

Il servizio Hoaxmail.co.uk permette inoltre di inviare email con il mittente scelto da te, contraffatto, inoltre ti permette di ricevere risposte all’indirizzo email falso.

Se scegli l’account gratuito, alla fine di ogni email apparirà una scritta che indica al mittente che l’email è stata inviata tramite il servizio hoaxmail.co.uk.

Se vuoi togliere questa limitazione ti basterà passare all’account a pagamento.

Il costo? 3.45 euro al mese oppure 21.80 euro all’anno.

Personalmente ho trovato questo servizio utile e a buon mercato.

In fondo 1.35 euro per uno scherzo ben riuscito mi sembra una cifra modesta. Il funzionamento è semplice e intuitivo, non necessita di nessuna capacità particolare.

Ti consiglio di provarlo e vedere con i tuoi occhi il funzionamento e dopo, successivamente, passare all’azione.

P.s. Ti consiglio di non utilizzare il servizio per commettere atti illegali, in quanto, logicamente, verrai con molta probabilità rintracciato e dovrai rispondere di quello che hai fatto. Per fare due risate è un ottimo servizio, economico e funzionale.

Via hackgeek

Internet Explorer sotto il 60% di quota mercato

maggio 4, 2010 1 commento

Internet Explorer sotto il 60% di quota mercato

Continua a scendere la quota mercato di Internet Explorer, che nelle statistiche relative al mese di aprile appena trascorso arriva al 59,95% perdendo quasi un punto percentuale rispetto al 60,65% di marzo. Il browser Microsoft è ora usato in meno di 3 PC su 5 connessi alla rete.

Tra la concorrenza Chrome arriva al 6,73% dal precedente 6,13%, mentre Firefox conclude il mese di aprile con un rispettabilissimo 24,59%: basti pensare al maggio 2008 quando Microsoft aveva il 75,94% del mercato, con Firefox al 18,3% e Chrome non era ancora uscito per rendersi conto della crescita che questi due browser hanno avuto negli ultimi 24 mesi.

via downloadblog

Blogger, direttore a metà

I post non firmati non si possono imputare al gestore di un blog. Che è responsabile solo dei contenuti postati da lui stesso. Questo il parere della Corte di Appello di Torino

Nel luglio del 2006 un blogger veniva condannato dal Tribunale di Aosta per diffamazione e omissione di controllo sui commenti di utenti anonimi: oggi quella sentenza è in parte ribaltata e – pur rimanendo in capo al tenutario di un blog la responsabilità per i post personalmente firmati – viene respinta l’altra ipotesi di reato che configurava un precedente pericoloso.

Secondo la sentenza di primo grado il gestore di un blog “altro non è che il direttore responsabile dello stesso, pur se non viene formalmente utilizzata tale forma semantica per indicare la figura del gestore e proprietario di un sito Internet”: dal momento che esso può (e conseguentemente deve, se davanti a contenuti offensivi o illeciti) cancellare i messaggi degli utenti – si legge nelle motivazioni – la sua posizione e quella di un direttore di una testata giornalistica stampata sono, mutatis mutandis, identiche.

L’inchiesta era stata avviata dalla Polizia Postale di Aosta, su denuncia di quattro giornalisti valdostani nei confronti dell’anonimo autore del blog “Il bolscevico stanco”, dietro cui è stato individuato l’oggi 63enne giornalista Roberto Mancini.

Oggi la Corte di Appello di Torino presieduta dal Giudice Gustavo Witzel ha confermato la condanna per diffamazione, infliggendo a Mancini una pena pecuniaria di mille euro per due post da lui stesso firmati, ma lo ha assolto dalla più controversa accusa di omissione di controllo che aveva valso al giornalista la solidarietà di osservatori e colleghi come Reporter Senza Frontiere.

Con l’appello è venuta quindi meno l’equiparazione del blogger al direttore responsabile di una testata giornalistica che ha responsabilità editoriali su tutti i contenuti pubblicati sulle pagine di un giornale. Il gestore di un blog – invece – risponde personalmente solo dei post da lui stesso firmati.

Via punto-informatico

Facebook, il Web sono io

Il social network di Palo Alto punta a essere il collante della Rete. Zuckerberg cancella la privacy dalla lista dei suoi amici e pensa a stravolgere i canoni del World Wide Web

Grandi manovre in quel di Palo Alto, California. La conferenza f8 tenuta dai massimi vertici di Facebook e dedicata principalmente ai “developer” potrebbe costituire una sorta di spartiacque tra ciò che è stato e ciò che sarà il social network creato da Mark Zuckerberg, che ora pare intenzionato a stravolgere più o meno tutto: dalla gestione privacy degli utenti, che in passato ha generato non poche polemiche, all’integrazione di Facebook con il resto del Web.

Proprio su privacy e interazione con siti e applicazioni di terze parti vertono i nuovi criteri con cui i dati degli utenti verranno somministrati a sviluppatori e webmaster. Cade il termine massimo di 24 ore del periodo in cui era possibile trattenere nomi, cognomi, date di nascita e quant’altro sia disponibile sulla propria pagina: inoltre se prima era necessario autorizzare una determinata applicazione affinché questa pescasse le generalità degli utenti, ora basterà invece che questi vi interagiscano anche una sola volta per aprire le porte dei propri segreti allo sviluppatore di passaggio.

A questo proposito presto cambierà forma Facebok Connect, il tool sin qui utilizzato per far coincidere con Facebook l’accesso a diversi altri siti e social network che, una volta modificato, sarà noto con il nome di Open Graph e permetterà in pratica ai gestori di siti e applicazioni di prepararsi alla visita dell’utente confezionandone l’esperienza Web a seconda dei gusti, carpiti dal profilo Facebook.

L’aria di cambiamento radicale in realtà si respirava già da un po’ e la recente decisione di cancellare Facebook Lite non è stata che l’ultima di una serie continue modifiche che hanno coinvolto il social il network in blu, dal layout ai termini d’uso.

Mark Zuckerberg sembra volersi prendere tutto sobbarcare un’opera titanica, ovvero quella di rimodellare le fondamenta del Web: “Stiamo operando in maniera che tutti i siti Web possano lavorare insieme per creare una rete di contatti migliore e migliorare l’esperienza social di ognuno – ha spiegato il fondatore di Facebook – abbiamo ridisegnato la piattaforma per semplificare e migliorare gli strumenti utilizzabili dagli sviluppatori sparsi per la Rete al fine di dare una forma alla mappa”.

I partner di Facebook sembrano accogliere favorevolmente questa piccola rivoluzione, come dimostra la risposta data da Tom Conrad, CTO di Pandora, a chi gli ha chiesto cosa significasse per il portale musicale quanto annunciato da Zuckerbeg: “Queste novità consentirà agli utenti di Pandora di condividere i propri gusti su Facebook, facilitando l’inserimento dei novizi senza che questi debbano frugare nel database – ha dichiarato al New York Times – possiamo dire ora che Pandora è finalmente social”.

Via punto-informatico

Hugo Chavez vuole chiudere la rete in Venezuela

Hugo Chavez vuole chiudere la rete in VenezuelaDopo essersi scagliato qualche tempo fa contro le console da gioco, il Presidente del Venezuela Hugo Chavez ha deciso stavolta di andare contro Internet, auspicando nella propria nazione un maggior controllo da parte delle autorità su quanto viene pubblicato sulla rete.

La reazione di Chavez arriva come conseguenza dell’apparizione su un sito della notizia su un presunto falso omicidio di uno dei suoi ministri, cosa che a quanto pare ha spinto il presidente a dire queste parole:

“Internet non può essere un qualcosa di aperto dove tutto ciò che si dice è fatto. Ogni nazione deve applicare le proprie regole e norme. Dobbiamo agire. Chiederemo al procuratore generale di aiutarci, perché questo è un crimine. Sono stato informato che questa pagina pubblica periodicamente incitamenti al colpo di stato. Questo non può essere permesso”

Secondo diverse fonti tutto ciò sarebbe solo un pretesto per chiudere la rete in Venezuela, visto che da altre parti del mondo di certo non ci si sogna di attaccare la rete o parte di essa per quello che succede a causa di un singolo, tranne forse Cina, Iran e… ehm, Italia.

via downloadblog

L’iPhone potrebbe avere il multitasking entro l’estate grazie al firmware 4.0


Stando ad una fonte di AppleInsider, il firmware 4.0 dell’iPhone introdurrà il multitasking entro l’estate.
La soluzione multitasking “supporterà molte applicazioni di terze parti” tutte in una volta con un “gestore di multitasking che utilizza una tecnologia di interfaccia già integrata nel suo sistema operativo Mac OS X“.

Per noi, questo suona molto come Exposé: una visione a multi-finestra che si trova già in telefoni come l’HTC Legend.

Francamente, non ci interessa molto di come sarà visivamente, almeno finché ci permette di guardare la posta facilmente mentre navighiamo sul web come si può già fare su Android. Inutile aggiungere che se l’iPhone avrà il multitasking, la cosa riguarderà anche l’iPad.

via gizmodo