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Windows Live Messenger per iPhone

Windows Live Messenger per iPhone, iPad e iPod touchMicrosoft ha rilasciato la app di Windows Live Messenger per iPhone, iPad e iPod touch. Si tratta della quarta app rilasciata da Microsoft per iOS, dopo Seadragon Mobile, Microsoft Tag e il motore di ricerca Bing.

Live Messenger per iPhone è prima di tutto un’applicazione di Instant Messaging che collega l’utente ai network di Windows Live Messenger e Y! Messenger. Inoltre sono state integre alcune funzionalità di reti sociali come Facebook, Flickr e MySpace, oltre alla possibilità di condividere con i propri contatti foto scattate al momento.

L’accesso a Hotmail è anch’esso integrato nell’applicazione. Con l’app Windows Live Messenger si può quindi consultare la propria posta su Hotmail e rispondervi, oltre che comporre nuove mail. L’arrivo di nuova posta viene notificato dall’applicazione, con un breve messaggio.

Windows Live Messenger per iPhone è compatibile con iOS 4, il quale verrà rilasciato oggi stesso da Apple. Live Messenger è disponibile gratuitamente su iTunes Store (link diretto).

Via melablog

Internet Explorer sotto il 60% di quota mercato

maggio 4, 2010 1 commento

Internet Explorer sotto il 60% di quota mercato

Continua a scendere la quota mercato di Internet Explorer, che nelle statistiche relative al mese di aprile appena trascorso arriva al 59,95% perdendo quasi un punto percentuale rispetto al 60,65% di marzo. Il browser Microsoft è ora usato in meno di 3 PC su 5 connessi alla rete.

Tra la concorrenza Chrome arriva al 6,73% dal precedente 6,13%, mentre Firefox conclude il mese di aprile con un rispettabilissimo 24,59%: basti pensare al maggio 2008 quando Microsoft aveva il 75,94% del mercato, con Firefox al 18,3% e Chrome non era ancora uscito per rendersi conto della crescita che questi due browser hanno avuto negli ultimi 24 mesi.

via downloadblog

Guerre di mercato: Apple vs. Google vs. Microsoft

Guerre di mercato: Apple vs. Google vs. Microsoft

La storia recente di Apple non ha mancato di evidenziare i volti dei competitor più agguerriti e soprattutto le diverse collisioni in virtù dei servizi e/o prodotti offerti.

La guerra più accesa, ultimamente si sta giocando sotto il profilo dei servizi, più che sotto quello dei prodotti.

In tale contesto i competitor più importanti sono essenzialmente due: Google e Microsoft. Per entrambi, melablog annovera una pletora di articoli che documentano, seppur in maniera concisa, i vari episodi di attrito tra Cupertino ed i suoi rivali.

I ragazzi di Gizmodo USA hanno pensato bene di sintetizzare il teatro dello scontro realizzando una vera e propria mappa di guerra. Su di essa infatti sono posti tutti i servizi e prodotti che entrano in rotta di collisione tra loro.

Si va dal servizio di vendita di eBook ai vari App Store passando per i lettori musicali portatili fino al mercato videoludico e a quello dei software per ufficio. Insomma c’è davvero tutto. E’ possibile osservare l’immagine in alta definizione cliccando qui sotto.

via melablog

Custom XML, Microsoft perde ancora

Ennesima sconfitta giudiziaria nella contesa legale tra il colosso del software e una piccola società canadese i4i. I giudici non rivedranno la decisione sull’appello, e ora a Microsoft resta solo l’opzione della Corte Suprema.

Continua la serie di sconfitte legali di Microsoft nell’ambito del caso Custom XML, concernente il codice per la personalizzazione dei documenti XML di cui la società canadese i4i detiene i brevetti. Dopo aver rigettato la richiesta di appello presentata da Redmond, i giudici della Corte di Appello del Circuito Federale hanno bocciato anche l’idea di una nuova revisione da parte della Corte nella sua interezza.

La batosta ricevuta a marzo – che confermava la multa da 240 milioni di dollari e l’obbligo di ritirare le versioni di Office e Word contenenti il codice incriminato – era stata infatti decisa da tre dei 12 giudici che compongono la Corte, e tra le opzioni a disposizione di Microsoft vi era appunto la possibilità di richiedere una revisione ulteriore della decisione all’intera Corte di Appello.

Ma la Corte ha ancora una volta rifiutato le rimostranze di Microsoft respingendo al mittente gli inviti a una nuova revisione, lasciando al colosso statunitense ben poche speranze di spuntarla sulla pesante condanna inflittale per l’appropriazione indebita delle tecnologie software registrate da i4i.

Ovviamente antitetiche le reazioni al nuovo pronunciamento della Corte di Appello: “È stato un processo lungo e arduo – ha detto il presidente di i4i Loudon Owen – ma questa decisione ribadisce efficacemente il messaggio per cui le società di minori dimensioni e gli inventori che posseggono una proprietà intellettuale possono essere e verranno protetti”.

“Siamo delusi dalla decisione” sostiene al contrario Kevin Kutz di Microsoft. “Per quanto riguarda i prossimi passi – ha continuato Kutz – noi continuiamo a credere che ci siano importanti questioni della legge sui brevetti che ancora necessitano di essere affrontate in maniera adeguata, e stiamo attualmente considerando le opzioni a nostra disposizione per andare avanti”. Prossima tappa la Corte Suprema degli Stati Uniti.

via punto-informatico

Internet Explorer 10 sarà open source!

In rete si sentono delle voci che parlano di un possibile Internet Explorer 10 open source.

Un rappresentante Microsoft raggiunto per un commento non ha né smentito né confermato, ma ha commentato affermando che: “almeno in questo modo nessuno avrebbe più niente da ridire contro il nostro browser”.

Al momento Internet Explorer 9 è ancora in fase di lavorazione e già dovrebbe migliorare l’attuale supporto agli standard web, ma dalla prossima versione si cambierà sicuramente marcia con il passaggio ad uno sviluppo simile a quello di Firefox.

Tecnicamente sarà possibile portare il futuro IE10 anche sotto Linux, ma le distro dovranno cambiare nome per problemi di copyright.

via ossblog

Choice Screen di Microsoft: vola Firefox

marzo 10, 2010 1 commento

choice screenQuando c’è libertà di scelta, gli utenti scelgono open source. E’ questa la lezione che possiamo trarre leggendo i primi dati sul “Choice Screen” di Microsoft.

Già oltre 50 mila persone hanno scaricato Firefox dalla fine di febbraio proprio grazie al suggerimento del “choice screen” che l’Ue ha imposto a Microsoft per rendere davvero libero l’accesso a Internet. Lo riporta un servizio sul NY Times in cui si fa notare anche che il numero di chi ha scaricato Opera in Belgio, Francia, Gran Bretagna, Polonia e Spagna è triplicato nello stesso periodo.

Pare quindi ben cominciare la battaglia dell’Ue a favore della libertà di scelta in campo software. Siamo ancora a una fase di test del progetto sperimentato in Inghilterra, Belgio e Francia. Il tutto dovrebbe essere operativo da maggio, quando milioni di persone avranno l’opportunità di scegliere prodotti open source al posto di quelli predefiniti Microsoft.

Il choice screen, detto anche ballot screen, si presenta attraverso gli aggiornamenti automatici di Windows Update per XP, Vista e 7. Inviterà a scegliere fra una dozzina di browser, fra cui Explorer, Firefox, Chrome, Safari e Opera. Il NYT cita Statcounter, secondo cui in Europa Explorer è usato dal 46% dei visitatori di siti web, seguito da Firefox col 39%. Opera (6%), Chrome (4%) e Safari (3%) si spartiscono per ora le briciole, mentre gli altri browser non arrivano all’1%. E proprio i “piccoli” browser hanno scritto all’Ue lamentando di non essere ben visibili nella choice screen, benché alcuni abbiamo ammesso di averne già tratto benefici in termini di download.

via ossblog

Microsoft: non premete F1 su Windows XP

Microsoft: non premete F1 su Windows XPIn un recente security advisory, Microsoft ha messo in guardia i possessori di Windows XP da un possibile attacco proveniente da siti malintenzionati legato alla pressione del tasto F1.

Il tutto sarebbe riconducibile a come VBScript interagisce con i file di Aiuto delle guide: condizione necessaria perché si sia esposti al problema è anche quella di usare Internet Explorer per navigare, a quanto pare in tutte le sue versioni compresa la più recente 8. Oltre a XP, anche Windows 2000 e 2003 Server sono impattati dal bug.

In sintesi dunque, in attesa che venga rilasciato un aggiornamento per tappare la falla, Microsoft consiglia a chi usa Internet Explorer su uno dei sistemi operativi sopra citati di diffidare dai siti che chiedono di premere il tasto F1.

via downloadblog