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Posts Tagged ‘iPad’

iPad 3G: bello, veloce, costoso… ma che cos’è?

Abbiamo riunito la famiglia di device che Apple ha lanciato sul mercato negli ultimi anni. Diversi i mercati, unico lo stile: dispositivi sottili, leggeri, touchscreen, belli da vedere, non proprio economici. L’iPhone aveva impiegato poche settimane per diventare la lepre da inseguire, l’iPod è diventato sinonimo di mp3. E ora c’è l’iPad. Già, ma cos’è davvero? iPad è una nuova tipologia di device digitale. Non è uno smartphone, perchè non nasce per telefonare, e il supporto alle reti 3G serve solo per i dati. Non è un netbook, perché tante delle cose che si possono fare con questi piccoli ed economici computer con l’iPad non si possono fare (ma è anche vero che con i netbook non si possono fare cose che iPad rende possibili). Non è nemmeno un ebook reader, né un lettore multimediale tout court (per gli MP3 e i video è ok, ma non tanto tascabile quanto un iPod). iPad fa un po’ tutte le cose consentite da questi device, ma non è in grado di sostituire nel pieno delle funzionalità (e per usabilità) nessuno di essi.

E’ una prima importante considerazione. Perché ci si rende subito conto che la tavoletta magica di Apple (noi abbiamo provato la versione migliore in assoluto, 64 GByte con il 3G) apre un nuovo interessante mercato, è utile, fantastica da usare, ma purtroppo non consente di fare a meno di niente di ciò che si ha già. iPad offre l’illusione di poter lasciare a casa qualcosa, esalta per alcune apps particolarmente ben pensate, ma si capisce che tutti i device che già avete dovrete tenerveli, nemmeno uno potrà finire venduto su eBay senza rimpianti. E il gioiellino costa 799 euro, se solo aggiungete gli accessori necessari arrivate facilmente a sborsare 900 euro, se poi decidete di assicurare l’investimento… Ci siamo capiti.

Via gizmodo

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iPad, l’iD-Day

Nessun ostacolo per la tavoletta Apple: Giappone, Canada e Europa si mettono in fila. Mentre i produttori di contenuti pensano a come riempirlo per renderlo veramente utile.

Esordio internazionale del’atteso iPad: Italia, Giappone, Francia, Canada, Spagna, Svizzera, Australia, Germania e Regno Unito stanno in queste ore spacchettando ufficialmente i primi tablet di Apple. E gli osservatori concordano nel ritenerlo un clamoroso successo.

Anche in Gran Bretagna, Australia, Giappone e Italia si è assistito alle file che hanno caratterizzato il lancio statunitense. A Londra, tra i primi clienti a sfoggiare la tavoletta, anche la coppia di sposi più alta del mondo: vestiti da cerimonia, le altezze sono state applaudite dai commessi e dagli astanti. Forse in un’operazione commerciale da Guinness dei primati che su iPad arriva con una propria applicazione.

A parte tali elementi di colore, con le che file hanno sempre caratterizzato l’uscita di nuovi prodotti con la Mela prendendo ormai la forma di un rituale pagano, i numeri sono tutti a favore di Cupertino, che già per l’alta domanda statunitense e il livello dei preordini aveva dovuto rinviare di un mese il lancio internazionale del prodotto.

I modelli ordinati in anticipo erano in parte già arrivati nelle mani degli utenti, con qualche ora di anticipo sia rispetto alla data ufficiale sia, con buona pace degli utenti, all’avvio delle connessioni 3G predisposte dalle compagnie.

Ottimi risultati anche in Giappone, dove iPad rischia di mettere in crisi i sentimenti nazionali di superiorità nel campo dei prodotti tecnologici: le prenotazioni sono state talmente elevate che Softband, il carrier a cui è abbinato in esclusiva, ha dovuto interrompere gli ordini appena tre giorni dopo il loro inizio. Anche i produttori di videogiochi Konami e Capcom stanno sviluppando versioni dei loro titoli di maggior successo, Metal Gear Solid e BioHazard, per il tablet touch di Apple.

Ora che ce l’hanno fra le mani, gli utenti potranno decidere come utilizzarlo. Giuseppe Granieri parla per l’Italia di iPad come mangia-ereader: visto soprattutto come l’hype per la tavoletta sia coinciso con quello per gli ebook.

Proprio tenendo d’occhio tale utilizzo le testate Rcs Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, così come Repubblica, La Stampa ma anche magazine fra cui quelli del Gruppo Edizioni Master hanno preparato applicazioni ad hoc per sfruttare il nuovo mezzo.

L’applicazione di una rivista, Wired, d’altronde, è tra le più acquistate tra quelle a pagamento: disponibile da un giorno è già stata scaricata più di 24 mila volte (per un incasso complessivo di 120mila dollari, il 30 per cento del quale destinato a Apple). Gli osservatori non appaiono però eccessivamente entusiasti delle novità introdotte con la possibilità di advertising multimediale e le altre opzioni aperte dal mezzo.

Allo stesso modo, come già aveva fatto Kindle, Barnes&Noble ha presentato la sua applicazione che rende compatibili e interscambiabili i contenuti del suo Nook sul tablet di Apple. Avrà le stesse funzionalità di sincronizzazione con i volumi letti su altri apparecchi (proprio come l’applicazione Kindle) e un’opzione particolare che permette di prestare un ebook ad un amico per un periodo di 14 giorni.

Capitolo Flash: Time Warner e NBC Universal hanno dichiarato che non spenderanno tempo e soldi per convertire le loro librerie per bypassare Flash. Al contrario il New York Post ha annunciato di aver iniziato tale conversione.

Intanto dalla Cina sono pronti con il primo clone: iPed, in vendita in Giappone ad appena 105 dollari è lievemente più pesante dell’originale, utilizza Android e monta un chip Intel.

Via punto-informatico

Il firmware 4 e l’integrazione con Facebook

Il firmware 4 per iPhone ed iPad potrebbe avere un’ulteriore novità non ancora annunciata: la piena integrazione con il social network Facebook.

Secondo le voci provenienti dagli USA una funzione che sicuramente verrà implementata e presentata il 7 giugno sarà la possibilità di sincronizzare la rubrica con i contatti Facebook. Altra novità dovrebbe riguardare da vicino gli sviluppatori, dato che nel nuovo SDK sarà implementata la possibilità di integrare facilmente le funzioni di Facebook Connect nelle applicazioni per iPhone.

Addirittura il rumor parla della possibilità di inviare messaggi ad altri utenti Facebook o partecipare alla chat direttamente da un’applicazione nativa (Messaggi?).

Insomma, Apple sembra seriamente intenzionata ad integrare Facebook nel firmware 4.0.

Via iphoneitalia

L’Ipad 3G sbloccato a tempo di record


Sopresi che ci sia voluto così poco? Stando al Dev Team, l’iPad 3G è facile da sbloccare tanto quanto la fersione Wi-Fi del tablet di Apple. E per dimostrarlo hanno anche girato un video che potete vedere alla pagina successiva.

via gizmodo

Steve Jobs: Flash è il passato

Lettera aperta del CEO: sei ragioni per dire no alla tecnologia Adobe su iPhone OS. Una dichiarazione di guerra a tutti gli effetti? Ampi stralci delle sue dichiarazioni.

“Forse Adobe dovrebbe lavorare di più alla creazione di buoni strumenti per HTML 5 per il futuro, e criticare meno Apple per aver lasciato il passato indietro”: non fa sconti Steve Jobs, CEO di Apple, a quella che un tempo era il partner per eccellenza della sua azienda. In una lettera aperta il leader macsimo si toglie parecchi sassolini della scarpa, mettendo nero su bianco concetti che fino a oggi aveva accennato in diverse occasioni: e ci va giù parecchio duro con Adobe, quello che un tempo era un partner privilegiato e indispensabile di Cupertino e che oggi appare invece come un produttore software come un altro.

Sono sei le ragioni con cui Jobs spiega la decisione, definitiva a quanto pare, di rinunciare al supporto di Flash sulla propria piattaforma mobile in favore di HTML 5, H.264, CSS e JavaScript. Decisione che prescinde dal rapporto che risale alla notte dei tempi tra le due aziende (“Apple è stato il primo grande cliente” di Adobe, ricorda, “Apple ha investito in Adobe e ha posseduto il 20 per cento dell’azienda per molti anni”), una precisazione che sembra quasi voler sgombrare il campo da ogni tipo di clemenza: le ragioni della scelta sono tutte esclusivamente tecniche, tanto per gradire si inizia dal concetto di “open”.

Inutile negarlo, una delle principali “accuse” rivolte a iPhone, iPad e in generale al panorama dei device di Apple è la loro “chiusura”: occorre utilizzare gli strumenti di sviluppo dedicati, le API dedicate, possedere un Mac, ottenere l’approvazione di Apple per mettere in vendita le proprie app. Jobs: “I prodotti Flash di Adobe sono al 100 per cento proprietari”. Allo stesso modo, cioè, per svilupparli bisogna rivolgersi ad Adobe, utilizzare strumenti Adobe, ed è solo Adobe a deciderne gli sviluppi futuri, le caratteristiche, le funzionalità e le capacità. “Secondo quasi qualsiasi definizione, Flash è un sistema chiuso” chiosa il CEO.

Seconda ragione: navigare e fruire del Web, di tutto il Web. “Adobe ha detto ripetutamente che i device mobile di Apple non possono avere accesso a tutto il web perché il 75 per cento dei video sul web sono in Flash. Quello che non dicono è che quasi tutti questi video sono anche disponibili in un formato più moderno, H.264, e quindi visibili su iPhone, iPod e iPad”. Idem dicasi, aggiunge Jobs, per i giochi: è vero che tutte le app in Flash che circolano sul Web (e in particolare su Facebook, ndr) sono inutilizzabili su iPhone o iPad, ma è altrettanto vero che ce ne sono 50mila disponibili, gratis e a pagamento, su AppStore: “Ci sono più titoli ludici e di intrattenimento disponibili per iPhone, iPod e iPad che per qualsiasi altra piattaforma del mondo”.

Al terzo porto della classifica di Jobs ci sono la affidabilità e la sicurezza, e soprattutto le performance: “Flash non ha mai funzionato bene sui device mobile. Abbiamo chiesto ripetutamente ad Adobe di mostrarci Flash funzionare al meglio su un device mobile, uno qualunque, per anni. (…) Adobe ha detto pubblicamente che Flash (nella sua versione completa, ndr) sarebbe stato mostrato su uno smartphone a inizio 2009, poi nella seconda metà del 2009, poi nella prima metà del 2010, e adesso dicono nella seconda metà del 2010 (si parla di Android 2.2, ndr). Pensiamo che alla fine succederà, ma siamo felici di non aver atteso (we are glad we didn’t hold our breath, ndt). Chi sa come andrà?” si chiede polemico. Senza dimenticare, ricorda sempre Jobs, che Flash ha subito parecchi colpi sul piano della sicurezza nel 2009, e secondo le statistiche di Apple resta una delle principali cause di crash dei Mac.

Quattro: la durata della batteria. Secondo Jobs, si possono guardare fino a 10 ore consecutive di video H.264 su iPhone, meno di 5 se il filmato è in Flash: la differenza ovviamente la fa tutta la decodifica hardware del primo formato e quella software del secondo. Certo, si può utilizzare H.264 dentro un player Flash: ma perché farlo, visto che H.264 funziona già nativamente nei browser? E poi, quinto punto, c’è la questione del touch: per il CEO di Apple Flash basa i suoi strumenti e le sue interfacce su input come tastiera e mouse, mentre iPhone e iPad lavorano col touch screen. Anche in questo caso, occorre riscrivere le applicazioni: ma se occorre riscriverle, perché non farlo con HTML 5, JavaScript e CSS?

Sesta e ultima ragione, per Jobs la più importante: “Sappiamo grazie a una esperienza dolorosa che consentire l’introduzione di un layer software altrui tra la piattaforma e gli sviluppatori finisce per generare applicazioni sub-standard e limita lo sviluppo e il progresso della piattaforma”. Jobs stigmatizza la dipendenza eventuale da librerie e tool altrui per creare applicazioni su una piattaforma, punta il dito sui ritardi di Adobe nell’adottare talune tecnologie: “Non possiamo essere alla mercé di terzi che decidano se e quando rendere i nostri miglioramenti disponibili ai nostri sviluppatori”.

Le priorità di Apple non coincidono (più?) con quelle di Adobe: “Non è obiettivo di Adobe aiutare gli sviluppatori a scrivere le migliori app per iPhone, iPod e iPad. Il suo obiettivo è aiutarli a scrivere applicazioni multi-piattaforma. E Adobe è stata terribilmente lenta nell’adottare i nostri miglioramenti alla piattaforma Apple. Per esempio, anche se Mac OSX è in vendita da quasi 10 anni ormai, Adobe ha appena concluso la transizione (Cocoa) due settimane fa con il rilascio di CS5. Adobe è stata l’ultimo sviluppatore esterno tra i più importanti ad adottare completamente Mac OSX”.

Flash, dice Jobs, è figlio dell’era dei Personal Computer: quelli che usano tastiera e mouse. “Flash è un business di successo per Adobe, e possiamo comprendere perché tentino di spingerlo oltre i PC”: ma l’era del mobile, quella fiorita in questi anni e che Apple tenta di cavalcare da un pezzo, è l’era di “device a basso consumo, interfacce tattili e standard per il web aperti – tutte aree in cui Flash non eccelle”. L’enorme quantità di creatori di contenuti che si sono mostrati interessati alla piattaforma Apple, le quasi 200mila applicazioni presenti su App Store, conclude Jobs, “dimostrano che Flash non è più necessario”. C’è da stare certi che su questo punto Adobe avrà qualcosa da ridire.

Via punto-informatico

Video in stop-motion della viivisezione di un iPad: per la gioia di chi lo vorrebbe distrutto

aprile 20, 2010 13 commenti


… almeno fino al minuto 2.20 quando inizia il riassemblaggio. Beh, TechRestore non poteva certo lasciare un iPad aperto e vulnerabile a qualsiasi intervento, no?

iFixit aveva già fatto un giro tra tutte le parti usate in un iPad, senza tralasciarne il costo, ma il video in stop-motion di TechRestore mostra more vero per il dispositivo sottoposto alla vivisezione.
buona visione

via gizmodo

iPad esordisce, applausi del pubblico

aprile 8, 2010 2 commenti

Il tablet di Cupertino batte i record di vendita del primo iPhone e per gli analisti arriverà ancora più in alto. Intanto c’è chi ha già fatto irruzione al suo interno, sia nell’hardware che nel software.

La permanenza media di un iPad nuovo di zecca nel magazzino di un Apple Store USA? Molto poco a giudicare dai 300mila esemplari consegnati nelle 24 ore immediatamente successive all’esordio ufficiale del raccontatissimo tablet di Cupertino. Un’entrata in scena degna dell’esperienza con cui Apple ha abituato il suo pubblico ormai dai tempi del primo iPhone, ma che oltre a basarsi su dati parziali (non vengono infatti forniti quelli relativi alle tavolette in ordine e si tratta per ora solo di modelli privi del modulo 3G) risponde, almeno in parte, a chi non vedeva in iPad alcuna utilità o ne preconizzasse in ogni caso una sorta di flop: sempre nell’arco della prima giornata di vendita l’App Store è stato preso d’assalto con un milione di download di applicazioni per iPad, mentre dal catalogo di iBookStore sono stati scaricati più di 250mila ebook.

Un successo prevedibile? Non per tutti. Certo l’hype e il ricordo ancora vivo di situazioni analoghe avrebbero potuto in qualche modo influenzare anche i ragionamenti degli analisti più esperti. Gene Munster, analista di Piper Jaffray, ha corretto più volte il tiro delle sue previsioni, basate peraltro sui soli ordini del modello WiFi, senza azzeccare tuttavia il risultato finale. Le vendite, è fisiologico, caleranno parallelamente all’hype che attualmente fa brillare l’aura di iPad, ma il traguardo del milione di unità vendute sembra essere molto vicino e un ulteriore spinta in questa direzione la daranno gli acquirenti che, scegliendo di attendere, si porteranno a casa il loro iPad 3G a fine aprile: periodo per il quale ne è prevista l’uscita (solo il co-founder di Apple Steve Wozniak, per ovvie ragioni, ne possiede già uno).

Il metro di paragone per capire meglio il successo iPad (almeno per quanto riguarda gli States) è il caro vecchio iPhone, quello di prima generazione che il giorno del debutto finì nelle mani di 270mila utenti e che cede ora lo scettro di best rookie ai 300mila e passa iPad estratti dai propri involucri nell’ultimo weekend. Sono sempre alcuni tra i più prestigiosi broker finanziari a dichiarare che entro la fine dell’anno Apple avrà venduto un numero variabile di milioni di iPad: si va dai 3,7 milioni secondo Canaccord Adams, passando 4,8 milioni di Susquehanna Financial, stima condivisa anche da J.P. Morgan, ai 5,5 milioni previsti invece da Piper Jaffray.

A cosa serve iPad sarà l’utente a deciderlo: e-reader, piattaforma videoludica e/o irrinunciabile strumento aziendale. Ciò di cui sono sicuri alcuni addetti ai lavori è che la capacità di sintetizzare diverse necessità in un solo device porterà con il tempo alla lenta ma inesorabile scomparsa di altri oggetti presenti nel panorama hi-tech e non solo: la sovrapposizione tra iPad e periferiche già esistenti si dovrebbe risolvere a sfavore di queste ultime.

Tra le centinaia di migliaia di acquirenti e curiosi che affollavano gli Apple Store statunitensi c’erano anche alcuni la cui curiosità non poteva essere soddisfatta semplicemente osservando il richiamo all’aggregazione sociale emanato dall’effige della mela morsicata. Qualcuno, dopo essersi sobbarcato la fila, ha preso il suo iPad e lo ha minuziosamente sezionato per cercare di capire dove si celasse il trucco utilizzato da Apple. Uno di questi è David Carey, di UBM TechInsights, che ha raccontato a GigaOM le impressioni raccolte durante e dopo il sezionamento di iPad.

Anche iFixit ha acquistato un iPad per il puro gusto di vedere come era fatto dentro, svelando alcuni particolari come il processore A4 di manifattura Samsung e la scheda di memoria flash NAND e il modulo Bluetooth che è identico a quello presente nell’iPod Touch di terza generazione. Per quanto riguarda i materiali Apple pare sia stata attenta a non turbare gli ambientalisti cercando di evitare a tutti i costi l’uso di sostanze nocive come l’arsenico, il mercurio e piro-ritardanti a base di bromo nella realizzazione di iPad.

Sul fronte WiFi si è invece registrato quello sembra essere un difetto comune a diversi iPad. Sul forum di supporto di Apple sono comparsi negli ultimi giorni alcuni commenti di utenti che lamentano una scarsa efficienza della connettività wireless del proprio dispositivo: il problema, probabilmente di natura software, è caratterizzato da una certa difficoltà nell’agganciare e mantenere una connessione senza fili.

Infine, connettività wireless a parte, iPad, così come iPhone qualche tempo prima, è caduto senza opporre troppa resistenza sotto i colpi inferti dal Dev Team. A mostrare con orgoglio su Twitter le prove dell’impresa ci ha pensato MuscleNerd, un componente della crew dedita al jailbreaking.

via punto-informatico