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WineBottler: installare ed utilizzare applicazioni Windows sul Mac

gennaio 18, 2010 1 commento

WineBottler

WineBottler è una applicazione per Mac che permette l’installazione e la gestione di applicazioni standalone sviluppate in ambiente Windows e nasce da Wine, popolare tra gli utenti Linux.

Per far girare una applicazione su Mac è sufficiente scaricare un file EXE per Windows e trascinarlo sull’applicazione WineBottler. L’utente può installare le applicazioni in un “drive C: artificiale”, solitamente posizionato nella cartella home.

Dopo aver reso il software utilizzabile su Mac, Wine Bottler lo unirà a Wine in un unico pacchetto, evitando a chi lo utilizzerà di installare Wine separatamente. L’applicazione infatti funzionerà per conto proprio, come se fosse un software nativo per Mac.

WineBottler consente all’utente di installare numerosi software già “impacchettati” (chiamati “prexif), presi da una lista di applicazioni Windows preconfigurate per la massima compatibilità. In alternativa WineBottler consente di installare un programma scelto dall’utente e fornisce i componenti necessari alla compatibilità in modo da installarli in contemporanea.

WineBottler crea i pacchetti in modo che sia sufficiente il doppio click per lanciare il programma. Queste applicazioni richiedono comunque la presenza di Wine sul sistema sul quale si intende farle girare. E’ anche presente una funzione che consente a Finder di lanciare direttamente i file .exe.

Non tutte le applicazioni Windows girano con Wine, ne va verificata la compatibilità caso per caso. WineBottler è una applicazione freeware per Mac ed è compatibile con Snow Leopard.

via melablog

WINE 1.1.10 migliora il supporto ai sistemi 64-bit

dicembre 6, 2008 1 commento

Logo Wine HQCon la solita cadenza bisettimanale a cui siamo stati ormai abituati, il team di WINE ha nella giornata di ieri rilasciato al pubblico la versione 1.1.10 del famoso emulatore/non-emulatore API di Windows.

Le novità in questa minor release sono abbastanza significative e si concentrano soprattutto sulla migliorata compatibilità dell’applicazione con i finora mal supportati sistemi a 64-bit. Aggiunte diverse funzioni GdiPlus e, dando quasi per scontata la normale risoluzione di molti bug minori, risulta essere stata perfezionata anche la gestione della memoria virtuale.

Il changelog di versione ed i link per il download sono disponibili a questo indirizzo.

Fonte: ossblog

Giocare online con Android si può. Quasi

ottobre 7, 2008 1 commento

Android è arrivato. O quasi: T-Mobile G1, lo smartphone polifunzionale recentemente presentato dall’omonimo operatore tedesco in una conferenza stampa alquanto lontana dall’ipnotismo monolitico dagli show di “Apple Jobs”, sarà disponibile nei negozi statunitensi solo a partire dal prossimo 22 ottobre. Nel mentre, chi volesse dare uno sguardo ravvicinato al gingillo può servirsi del simulatore in tecnologia Flash sviluppato dalla stessa T-Mobile.
il cosinoDefinito impropriamente un “emulatore” del googlefonino, l’appliance del provider che per primo si è accollato l’investimento necessario ad adottare Android non è in realtà granché usabile o funzionale, limitandosi a fornire un’idea di massima e un colpo d’occhio su forma e contenuti del G1.

L’applicazione offre una visione “a 360 gradi” dello smartphone riprodotto in grafica di sintesi, anche se la suddetta visione sembra piuttosto eterodiretta e limitata, giusto il tempo di vedere i marchi “Google”, “HTC” e “T-Mobile” stampati sul telaio, lo schermo scorrere a rivelare o coprire la micro-tastiera QWERTY e il balenìo dei finti riflessi pre-renderizzati che farebbero apparire bello anche il device più brutto e anonimo.

La sezione “Guide” del simulatore offre poi una panoramica delle operazioni meccaniche possibili con il googlefonino, utili a far comparire la tastiera, sostituire la batteria, montare la SIM-card e la memory stick. Il tutto ancora una volta in pre-rendering e senza particolari possibilità di interazione da parte dell’utente.

La parte del simulatore definita “emulatore” da T-Mobile offre una rappresentazione a pieno schermo del G1, e permette di “giocare” con la tastiera, i pulsanti presenti sulla base longitudinale del dispositivo e una riproduzione del desktop di Android, con tanto di icone per le chiamate, le e-mail, i contatti, il browser, Google Maps e quant’altro.

Oltre a poter cliccare un po’ a casaccio e visualizzare pagine statiche sul “browser” simulato, però, non si va: tutto è finto, pura estetica che nelle intenzioni di T-Mobile dovrebbe traghettare gli utenti interessati dritti verso l’acquisto e quindi l’esborso di quei 180 dollari scarsi necessari.

Navigando tra i menu e le appliance del simulatore ci si trova, più spesso che no, di fronte all’avviso “questo schermo non è pienamente operativo”, riducendo la prova a una successione un po’ asettica di screenshot in bassa risoluzione. Chi fosse interessato a vedere davvero all’opera G1, suggerisce T-Mobile, dovrà comprarselo.

Fonte: punto informatico

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