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Lubuntu rimandata a ottobre, Lucid Lynx intanto è in beta2

Ci sono poche possibilità che la prima versione ufficiale di Lubuntu venga rilasciata a fine aprile, insieme a Lucid Lynx, secondo quanto affermato da Julien Lavergne, uno dei manutentori. La versione di Ubuntu con desktop Lxde dovrà aspettare ottobre per diventare ufficiale.

Per quanto riguarda Lubuntu, destinata prima o poi a sostituire Xubuntu come terza distribuzione ufficiale di casa Canonical, ci sono ancora infatti un paio di cose da sistemare. A partire dall’iso che non è costruita a partire dall’architettura ufficiale di Ubuntu.

Diversi pacchetti importanti poi non sono ancora stati inseriti nei repository di Ubuntu, il file manager di default è ancora in fase alpha e molte applicazioni principali, a partire dal network-manager, non hanno ancora trovato un equivalente.

Intanto è stata rilasciata la beta2 di Ubuntu 10.4, di cui Webuptod8 mette ben in luce le novità, a partire dall’inversione dell’ordine dei bottoni delle finestre che restano a sinistra, tema di cui abbiamo tanto discusso.

Prime critiche però per la beta2 di Lucid Lynx: secondo Roberto Lissandrin, che afferma di aver eseguito un test sullo stesso hardware, Mint 8 basata su Ubuntu 9.10 avrebbe performance migliori di Ubuntu 10.4 beta2, non però della beta1.

via ossblog

The Losties Wallpaper: Lost disegnato alla maniera dei Simpson

marzo 5, 2010 14 commenti

The Losties Wallpaper: Lost disegnato alla maniera dei  Simpson

Se siete fans di Lost e se adorate i Simpson allora metterete subito The Losties Wallpaper come sfondo del desktop.

Si tratta appunto di una bella immagine di tutti i personaggi della serie di culto Lost disegnati alla maniera dei Simpson. Grazie al lavoro di Dean, autore del blog Springfield Punx dove ha pubblicato tutti i sui disegni dei sopravvissuti dell’isola in chiave Simpsoniana, un certo Adam Reynolds ha pensato bene di usare tali immagini per creare lo sfondo.

Il risultato è fantastico. The Losties Wallpaper è anche in alta risoluzione.

via downloadblog

The Simpsons Unleashed: Homer Simpson sul tuo Desktop (Windows e Mac)

febbraio 19, 2010 Lascia un commento

Per festeggiare il 20′ anniversario del celebre cartone animato “The Simpsons” la FOX ha reso disponibile sul sito ufficiale The Simpson Unleashed una simpatica applicazione gratuita per Windows e Mac Os (sviluppata in Adobe Air).

Questa applicazione non solo vi permette di avere lo ScreenMate di Homer Simpson sul Desktop ad intrattenervi con esilaranti animazioni e suoni, ma vi consentirà anche di divertirvi con i vostri amici su Facebook in una specie di “gioco della patata bollente” dove vince il più veloce ad imbrattare il desktop di uno degli sfortunati partecipanti!

Per iniziare installate Adobe Air (se non lo avete già fatto), andate poi sulla Home Page di The Simpson Unleashed e cliccate sul bottone “Install Now” per avviare l’installazione.

Una volta installata l’applicazione bisognerà consentire l’accesso al proprio account Facebook (con Facebook Connect).

Fatto ciò potrete iniziare ad invitare i vostri amici ad utilizzare The Simpson Unleashed a loro volta e sfidarvi a colpi di gavettoni, bombe ad orologgeria, barrette di uranio radioattivo, lattine di Birra Duff esposiva e diventare “Prince o’ Pranks” (principi delle Burle).

Mi raccomando… non trascurate troppo lo ScreenMate di Homer altrimenti si addormenterà dalla noia o sarà improvvisamente rapito dagli alieni! 

via ilarialab

Reinventa il tuo Desktop con BumpTop per Mac e per Windows

gennaio 29, 2010 Lascia un commento

Trasforma le icone in oggetti solidi e il desktop in una vera scrivania. BimpTop è un software che rende il tuo desktop divertente, intuitivo, ma soprattutto 3D.

Non importa se sei un utente Windows o Mac, l’applicazione è disponibile per entrambe le piattaforme in due versioni, la più apprezzata è la veste freeware.

La versione Pro, ha un costo di 29 dollari e porta il supporto multitouch e una funzione di ricerca rapida.
Il multitouch sarà certamente meglio usato dagli utenti Mac che possiedono il trackpads intelligente del MacBook e Macbook Pro, oppure il Magic Mouse. In ogni caso, la versione consigliata è quella base, che può essere scaricata gratuitamente.

Questa non ha il supporto per il multitouch, ma porterà grandi cambiamenti grafici trasformando il desktop in una versa scrivania 3d: le icone possono essere collocate sul pavimento, sul soffitto oppure su una delle due pareti laterali, ovviamente non è escluso un primo piano.

Le icone possono essere visualizzate in vari modi e lo spostamento è piuttosto peculiare perché sono viste come oggetti solidi, anche questi 3D, dunque se si lancia un’icona contro l’altra, queste due collidono dando un buon effetto grafico.

L’applicazione è molto pratica e rende la grafica del desktop più accattivante, inoltre non è molto pesante e richiede una minima quantità di ram per il funzionamento.

Vai a BimpTop

via geektwice

Moblin 2.1: le novità, si punta in alto

novembre 17, 2009 Lascia un commento

Subito dopo il rilascio di Moblin 2.0, Intel ha fatto capire al mondo quali fossero i suoi obiettivi per il futuro: conquistare non solo i netbook ma anche gli smartphone di ultima generazione. A poco più di un mese dal rilascio della prima release candidate, gli indomiti sviluppatori del colosso dei microprocessori hanno rilasciato la versione finale 2.1 della loro piattaforma mobile. Un rilascio che include al suo interno un gran numero di novità, a partire dal browser fino ad arrivare alla gestione delle connessioni 3G e Bluetooth. In questo articolo capiamo come installare Moblin su penna USB e vi spieghiamo da quali elementi è caratterizzato.

L’Installazione
Prima di iniziare, capiamo come installare Moblin. La prima cosa da fare è scaricare l’immagine “moblin-2.1-final-20091103-002.img” dal sito web ufficiale del progetto sul proprio desktop e poi scegliere quale supporto utilizzare: penna USB o CD? Fatto ciò, arriva il momento di byte-copiare l’immagine sul supporto scelto. Supponiamo di voler utilizzare delle chiavette USB. Abbiamo a disposizione diversi strumenti, sia su GNU/Linux che su Windows e Mac OS X, come indicato a questo indirizzo per rendere “bootabile” la penna. Sul pinguino basta copiare lo script image-writer sul desktop. Essendo scritto in Python, assicuriamoci di avere sul sistema una versione superiore o uguale alle 2.4 di quest’ultimo. Inseriamo ora la penna nell’apposita porta USB e smontiamola, da terminale come utente root o sudo, con la direttiva umount percorso/penna. Portiamoci poi sul desktop con cd /home/utente/Scrivania e rendiamo eseguibile lo script image-writer con il comando chmod a+x ./image-writer. L’ultimo passo è copiare l’immagine sulla pena USB con ./moblin-2.1-final-20091103-002.img

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inst-4

Completata questa fase non ci resta che inserire la nostra penna USB nell’apposita porta del netbook, portarci nel BIOS e selezionare il boot primario da quest’ultima. Salvando le modifiche ed uscendo dal BIOS, dopo qualche secondo dovrebbe comparire la schermata iniziale di Moblin. Ci viene chiesto se utilizzare il sistema in modalità Live (Boot) o eseguire l’installazione sul disco. (Boot and Install). Per il nostro articolo abbiamo scelto la modalità Live. A poco più di 10 secondi dall’Invio, Moblin 2.1 è già pronta a scorrazzare sul desktop del nostro netbook.

Muoversi nel sistema
Eccoci difronte a Moblin. Oltre un look particolarmente gradevole ed innovativo, notiamo la presenza di una barra alta da sfruttare per muoversi nel sistema composta da diversi pulsanti: MyZone è praticamente la Home – divisa in tre sezioni – dove al centro possiamo accedere con facilità agli ultimi contenuti visualizzati sul Web o ai dati recenti, sulla sinistra consultare la lista degli appuntamenti o aggiungere memo e sulla destra lo stato dei nostri amici su Twitter o MSN o selezionare i contenuti preferiti.

myzone

Poi c’è Status, una sorta di centro di controllo per le proprie attività “social”. Da qui, ad esempio, è possibile aggiornare facilmente lo stato del proprio account twitter.

status_panel

Il terzo è Peoples, che ci mostra la lista degli amici di tutti i nostri account (MSN, Jabber, Google Talk, etc) così da poterli contattare attraverso un’unica finestra. Non manca il pulsante Internet, basta premerlo per accedere al volo al browser e navigare sulla Rete. Lo stesso dicasi per Media, che mostra tutte i file multimediali presenti sul sistema e funge da lettore musicale e da visualizzatore di immagini. Concludono la carrellata di tasti, Pasteboard, per accedere a tutti i contenuti da copia-incollare, Applications, per aggiungere nuove applicazioni e accedere a quelle installate sul sistema, e Zones, per accedere ai desktop virtuali.

media_panel

Le novità di Moblin 2.1
Rispetto all’ultima release, la versione 2.0, all’interno di Moblin 2.1 il browser è stato praticamente rivisto, grazie ad una nuova versione che aggiunge il completo supporto ai plugin e agli add-on. Per quanto riguarda le connessioni, invece, segnaliamo il supporto ai modem Ericsson MBM 3G. Si tratta solo il primo di una lunga serie che saranno aggiunti nei prossimi rilasci. Sempre in quest’orbita, è stata integrata la ricerca di dispositivi Bluetooth direttamente nella toolbar del sistema. In questo modo gli utenti avranno la possibilità di tenere sotto controllo mouse, tastiere e altri dispositivi che utilizzano tale tecnologia. Novità anche per quanto riguarda l’installer, che ora raggruppa i software in base a della categorie logiche prelevandole direttamente dal database di Moblin Garage.

moblin_application_installer

Uno dei punti deboli di Moblin 2.0 era sicuramente il client per la messaggistica istantanea. Ancora poco stabile, con la nuova release è stato notevolmente migliorato. Per finire segnaliamo la completa possibilità di integrazione di Moblin sui nettop. In pratica, ora la piattaforma si adatta in maniera del tutto automatica alla risoluzione dei display utilizzati dai nettop, mostrando informazioni in base alla risoluzione disponibile. Come ogni nuova release che si rispetti, Moblin 2.1 include anche un gran numero di fix e aggiornamenti rispetto alla versione 2.0. Tra questi segnaliamo il kernel Linux 2.6.31, i driver grafici Intel Linux 2.9, X Server 1.6.4 e Mesa 7.6.

Fonte: Tuxjournal

Interfacce, il ruolo di Linux

agosto 28, 2009 1 commento

Se Apple si prepara ad un cambio di paradigma, cosa fa la concorrenza? Se i grandi produttori dovessero fallire, un ruolo importante lo avrà la community di Linux.

Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un possibile sviluppo nella gestione dei documenti all’interno delle prossime versioni dei sistemi operativi. Qualche tentativo in tal senso è stato fatto anche su alcuni progetti in ambiente Linux, e proprio a proposito di Linux ci si potrebbe chiedere come potrebbe cambiare il mondo dell’informatica anche dal punto di vista del mercato.

Riallacciandomi a quanto detto all’inizio, parlando di informatica si parla di un mercato che si è sviluppato grossomodo negli ultimi 25 anni. Considerando che l’hardware ha un’influenza “relativa” sull’esperienza dell’utente, se non nella misura della potenza di elaborazione che mette a disposizione per il software, focalizziamo l’attenzione sulle due aziende che, seppur con un’enorme sproporzione, rappresentano i due sistemi operativi antagonisti per antonomasia: Microsoft ed Apple.

Entrambe le società sono presenti sul mercato dall’inizio dell’era informatica, ognuna con filosofie di mercato differenti, ed entrambe hanno vissuto finora sotto la guida dei propri fondatori. Bill Gates è andato in pensione lo scorso anno, e Steve Jobs, con il suo rientro nel 1996, è considerato l’elemento chiave della rinascita di Apple. Alla luce di tutto ciò è lecito chiedersi cosa accadrà quando Microsoft ed Apple dovranno affidarsi totalmente ad altri personaggi.

Può essere che il mercato abbia già trovato un suo status quo, come può essere che l’attuale trend porti ad un maggior equilibrio tra i due sistemi. Ho già parlato in passato dell’attuale team che lavora in Apple e che ha sostiuito egregiamente Steve Jobs durante la sua recente assenza per motivi di salute. Per quanto riguarda Microsoft, credo che dopo il mezzo passo falso di Vista (sviluppato e lanciato ancora sotto la guida di Gates), molto del suo futuro dipenderà da Windows 7.

In questa “guerra a due” però non bisogna dimenticare Linux: Linux non è legato a nessuna società (sebbene ne esistano diverse distribuzioni curate anche da aziende quotate in borsa) e può contare sul supporto di una comunità di persone in continua espansione che contribuisce continuamente al suo sviluppo. Sebbene a mio avviso presenti ancora diversi limiti in ambito consumer (nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi anni), e sia purtroppo improponibile in certi ambiti professionali (per la mancanza di alcuni software specifici), la sua forza sta proprio nella sua indipendenza.

La comunità che sviluppa Linux non è identificabile in una sola persona che può fare il bello e cattivo tempo, e non è sensibile a errori strategici o di marketing. Di contro, proprio la mancanza di un riferimento assoluto rende impossibile fare investimenti mirati (a meno di interessi specifici di una determinata società che scelga di utilizzare Linux) o di convogliare tutti gli sforzi della comunità nella stessa direzione (eventualità che in alcune circostanze può essere importante).

In qualsiasi modo sarà realizzato il desktop del futuro, credo che Linux assumerà un’importanza sempre maggiore, anche se (tralasciando certi ambiti dove già ora la fa da padrone) difficilmente riuscirà ad acquisire una posizione dominante nel breve/medio termine: tutto dipenderà da come le grandi software house decideranno di prendere in considerazione l’argomento, perché (checché se ne dica) in certi ambiti alcuni software sono indispensabili e non presentano reali alternative “open”.

Apple, nonostante la crescita continua degli ultimi anni, è sempre in una posizione scomoda perché è costretta a mantenere continuamente la sua fama di azienda “innovatrice”. Se Apple non riuscirà ad imboccare in continuazione la giusta strada, il suo 5 per cento scarso di mercato rischia di venire assorbito presto da altri, anche se poi potrebbe restare in gioco grazie ai dispositivi portatili in stile iPhone.

Se tutti gli altri crescono Microsoft non può che calare, e al di là delle “guerre di religione” questo non può che essere un bene per gli utenti: una divisione più equa del mercato porterà ad una maggiore concorrenza con benefici per tutti. Quanto velocemente calerà (ammesso che il calo continui, come mostrano i trend degli ultimi mesi) è difficile dirlo, ma i prossimi due o tre anni potrebbero essere decisivi per capire quale sarà l’orientamento futuro del mercato.

Negli anni a venire potrebbero esserci molti cambiamenti nel modo di intendere l’informatica e nell’utilizzo di Internet, con i due mondi che vanno a confluire in un numero sempre maggiore di compiti: anche senza tirare in ballo il cloud computing, dietro l’angolo c’è anche Chrome OS, il sistema operativo di Google che è stato volutamente tralasciato in questa analisi, ma che potrebbe rappresentare il quarto incomodo.

Fonte: punto-informatico

Google Chrome OS: cosa è, cosa potrebbe essere

Google Chrome OS: cosa Ã�¨, cosa potrebbe essereIl mondo dell’informatica è stato scosso, recentemente, dall’annuncio di Google, che ha dichiarato di lavorare ad un sistema operativo che si chiamerà Google Chrome OS. Tuttavia sono in molti a chiedersi in che cosa questo sistema operativo sarà diverso dagli altri.

Effettivamente Google non ha ancora rilasciato molte informazioni su Chrome OS, per cui c’è spazio e tempo a disposizione per le speculazioni sulle potenziali caratteristiche.

Secondo Al Gillen, analista di IDC, l’integrazione con Linux sarà un fattore determinante: Linux non è qualcosa di sconosciuto, e Google Chrome OS può sfruttare questo aspetto per risollevare l’ecosistema di Linux.

Sono in molti a credere che uno degli aspetti di Chrome OS sarà l’integrazione con i nuovi siti sociali come Facebook e Twitter. Infatti Google non può pretendere di battere Microsoft sullo stesso campo, e per questo deve puntare ad altri obiettivi. Uno di questi è proprio il settore dei social network, che potrebbero diventare parte integrante di un desktop.

Pensate all’integrazione di un servizio come Twitter che diventa un gadget all’interno del deksop. E, chissà, non è un caso che Google abbia trasferito tutti i suoi blog su Twitter.

Secondo Michael Silver, analista di Gartnet, gli ingegneri di Google hanno un grande lavoro di fronte a loro se vogliono raggiungere il livello di funzionalità disponibili in Windows. In fondo si tratta di comparare un sistema operativo esistente da anni ed uno in via di sviluppo.

Oggi tutto è trasferito sul Web, e questo significa maggiori problemi di sicurezza: ecco, Chrome OS dovrà puntare molto sulla sicurezza.

Infine secondo Dan Olds, analista presso Gabriel Consulting Group Inc, Chrome OS dovrà disporre di una maggiore protezione contro virus e spam, ma soprattutto fare di tutto per differenziarsi da Windows.

Se Chrome OS punta ad essere eseguito sui nuovi netbook, dovrà puntare molto sulla velocità di avvio e l’accesso rapido alle funzioni. E queste funzioni potrebbero benissimo essere le applicazioni di Google come Docs, Gmail ecc… già disponibili sul Web.

Fonte: downloadblog