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Archive for maggio 2010

Qimo 2.0, una distro per i più piccoli

maggio 31, 2010 1 commento

Dopo più di un anno di lavoro è uscita Qimo 2.0, una distro pensata appositamente per i bambini dai 3 anni di età in su.

La distro si arricchisce di un nuovo personaggio, Illa, un’orsetta polare il cui nome significa “amico” nella lingua Inuit. Tra le novità tecniche più interessanti di questa versione c’è la possibilità di avere una sessione diverse per ognuno dei vostri figli e per voi. Se poi utilizzate già Ubuntu (la distro da cui è stata ricavata Qimo) potete anche installare il pacchetto qimo-session dal repository Universe per installare tutte le novità.

Un modo per avvicinare per gradi i vostri piccoli al computer con le applicazioni più adatte. Per il download potete usare il seguente torrent: http://www.quinncoincorporated.org/qimo-2.0-desktop.iso.torrent

Via ossblog

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iPad, l’iD-Day

Nessun ostacolo per la tavoletta Apple: Giappone, Canada e Europa si mettono in fila. Mentre i produttori di contenuti pensano a come riempirlo per renderlo veramente utile.

Esordio internazionale del’atteso iPad: Italia, Giappone, Francia, Canada, Spagna, Svizzera, Australia, Germania e Regno Unito stanno in queste ore spacchettando ufficialmente i primi tablet di Apple. E gli osservatori concordano nel ritenerlo un clamoroso successo.

Anche in Gran Bretagna, Australia, Giappone e Italia si è assistito alle file che hanno caratterizzato il lancio statunitense. A Londra, tra i primi clienti a sfoggiare la tavoletta, anche la coppia di sposi più alta del mondo: vestiti da cerimonia, le altezze sono state applaudite dai commessi e dagli astanti. Forse in un’operazione commerciale da Guinness dei primati che su iPad arriva con una propria applicazione.

A parte tali elementi di colore, con le che file hanno sempre caratterizzato l’uscita di nuovi prodotti con la Mela prendendo ormai la forma di un rituale pagano, i numeri sono tutti a favore di Cupertino, che già per l’alta domanda statunitense e il livello dei preordini aveva dovuto rinviare di un mese il lancio internazionale del prodotto.

I modelli ordinati in anticipo erano in parte già arrivati nelle mani degli utenti, con qualche ora di anticipo sia rispetto alla data ufficiale sia, con buona pace degli utenti, all’avvio delle connessioni 3G predisposte dalle compagnie.

Ottimi risultati anche in Giappone, dove iPad rischia di mettere in crisi i sentimenti nazionali di superiorità nel campo dei prodotti tecnologici: le prenotazioni sono state talmente elevate che Softband, il carrier a cui è abbinato in esclusiva, ha dovuto interrompere gli ordini appena tre giorni dopo il loro inizio. Anche i produttori di videogiochi Konami e Capcom stanno sviluppando versioni dei loro titoli di maggior successo, Metal Gear Solid e BioHazard, per il tablet touch di Apple.

Ora che ce l’hanno fra le mani, gli utenti potranno decidere come utilizzarlo. Giuseppe Granieri parla per l’Italia di iPad come mangia-ereader: visto soprattutto come l’hype per la tavoletta sia coinciso con quello per gli ebook.

Proprio tenendo d’occhio tale utilizzo le testate Rcs Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, così come Repubblica, La Stampa ma anche magazine fra cui quelli del Gruppo Edizioni Master hanno preparato applicazioni ad hoc per sfruttare il nuovo mezzo.

L’applicazione di una rivista, Wired, d’altronde, è tra le più acquistate tra quelle a pagamento: disponibile da un giorno è già stata scaricata più di 24 mila volte (per un incasso complessivo di 120mila dollari, il 30 per cento del quale destinato a Apple). Gli osservatori non appaiono però eccessivamente entusiasti delle novità introdotte con la possibilità di advertising multimediale e le altre opzioni aperte dal mezzo.

Allo stesso modo, come già aveva fatto Kindle, Barnes&Noble ha presentato la sua applicazione che rende compatibili e interscambiabili i contenuti del suo Nook sul tablet di Apple. Avrà le stesse funzionalità di sincronizzazione con i volumi letti su altri apparecchi (proprio come l’applicazione Kindle) e un’opzione particolare che permette di prestare un ebook ad un amico per un periodo di 14 giorni.

Capitolo Flash: Time Warner e NBC Universal hanno dichiarato che non spenderanno tempo e soldi per convertire le loro librerie per bypassare Flash. Al contrario il New York Post ha annunciato di aver iniziato tale conversione.

Intanto dalla Cina sono pronti con il primo clone: iPed, in vendita in Giappone ad appena 105 dollari è lievemente più pesante dell’originale, utilizza Android e monta un chip Intel.

Via punto-informatico

Profilewatch: verificare facilmente il livello di privacy di un profilo di Facebook

maggio 29, 2010 1 commento

Profilewatch: verificare facilmente il livello di privacy di un  profilo di Facebook

Da quando Facebook, il social network per eccellenza, ha fatto la sua comparsa online, le discussioni relative alla privacy dei suoi utilizzatori non hanno mai avuto fine, continuando ancora oggi giorno e mettendo dunque ciascun utente in condizione di cercare di preservare nel migliore dei modi quelli che sono i propri dati personali.

In particolare, nell’ultimo periodo, considerando anche i vari ed eventuali cambiamenti applicati al geniale prodotto di Mark Zuberg, vi è un enorme numero d’utenti che, in modo attento e meticoloso, cerca di preservare quelle che sono le informazioni più riservate, come ad esempio nel caso dei dati anagrafici, mentre invece, al contempo, vi è un altrettanto ampio gruppo di navigatori della grande rete che, non curante, utilizza in maniera del tutto poco cauta quello che, allo stato attuale delle cose, appare come il social network per eccellenza.

Considerando quest’insieme di fattori potrebbe dunque risultare utile ed interessante verificare l’effettivo livello di protezione e sicurezza della privacy del proprio profilo ricorrendo all’utilizzo di un nuovo applicativo online che, in modo semplice ed immediato consente di ottenere esattamente quelle che sono le informazioni in questione.

Il servizio è Profilewatch, un valido strumento web che, senza richiedere alcun tipo di sottoscrizione per il suo utilizzo ed in maniera totalmente gratuita, consente giust’appunto di verificare tutto quanto precedentemente accennato semplicemente andando ad inserire, nell’apposito spazio, l’url relativa al proprio profilo di Facebook (ad esempio http://www.facebook.com/MioNome).

Una volta inserito l’url del profilo di cui abbiamo intenzione di verificare il livello di privacy adottato e confermata l’operazione, ci verrà restituito il relativo rank, con punteggio da 0 10, indicante il livello di protezione adottato e altamente comprensibile grazie all’indicatore di facile visualizzazione.

Oltre al rank, Profilewatch mette a disposizione dei suoi utilizzatori anche tutta una serie di interessanti trucchi e consigli mediante cui migliorare eventualmente la sicurezza di un dato account, mettendo dunque ciascun utilizzatore del servizio in condizione di rendersi facilmente conto di ciò che, agli occhi degli altri utenti, appare condivisibile e, di conseguenza, di pubblico dominio.

Il consiglio è dunque quello di provare questa interessante applicazione online e di verificare quanto un dato profilo di Facebook sia effettivamente in grado di rispondere ad un dato livello di privacy!

Via geekitaly

Il governo abbandona l’Open Source

Da fine maggio l’Osservatorio Open Source, istituito nel 2003 dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazone con l’obiettivo di catalogare i programmi utili alla pa, sarà ridotto a una sola persona. Con seri timori che venga chiuso.

E’ l’ultimo segnale che il governo ha deciso di ignorare le possibilità offerte dall’open source. Già a marzo il ministro Brunetta aveva fatto capire che aria tirava. Nel “nuovo codice dell’amministrazione digitale” non c’era infatti traccia dell’open source. “Neppure un accenno all’introduzione, in modo sistematico e istituzionale, dell’open source nella pubblica amministrazione” si era già lamentata l’Associazione Nazionale Informatici Pubblici e Aziendali (Anipa) scrivendo una lettera aperta al ministro.

Con la chiusura dell’Osservatorio si perderebbe quanto di più prezioso c’è oggi in Italia. Un catalogo dei prodotti open utili alla pubblica amministrazione. In attesa di un piano nazionale a riguardo, intanto le amministrazioni potevano scopiazzare l’una dall’altra.

E c’è pure la beffa. Sul sito dedicato a spiegarci la Riforma Brunetta, ho provato a cercare open source: ne è venuto fuori un solo documento, in cui si dice che il sito è stato realizzato col cms open source Drupal.

Foto | via http://www.renatobrunetta.it

Via ossblog

Scoperta una nuova vulnerabilità su iPhone che mette a rischio i vostri dati

Jim Herbeck, un vero e proprio guru nel campo della sicurezza, ha scoperto una nuova vulnerabilità su iPhone 3GS.

Utilizzando un computer con Ubuntu Lucid Lynx, infatti, è stato in grado di accedere a tutti i dati presenti su un iPhone 3GS non jailbroken e protetto da password. Inoltre, con qualche piccolo accorgimento, presto dovrebbe anche essere in grado di scrivere all’interno di tali dati e di effettuare chiamate da iPhone.

Per Herbeck la mancanza di crittografia sui dati è un problema serio per l’iPhone.

Via iphoneitalia

Acer prepara un tablet Android: sarà l’anti-iPad?


I lettori abituali sanno già da un po’ che Acer stava preparando ereader e tablet da qualche tempo, ma Shufflegazine, che ha sede a Dubai, ha visto il Ceo di Acer coccolare quello che sembra a tutti gli effetti un ereader (date un’occhiata alla tastiera QWERTY), anche se continuava a chiamarlo un tablet Android.

Stando a Shufflegazine, il Ceo Gianfranco Lanci ha dichiarato che il tablet misura 7 pollici, ha uno schermo a colori e dovrebbe essere in vendita entro il quarto trimestre del 2010. E’ possibile anche una connessione 3G e Shufflegazine ha sottolineato che “sembra abbastanza veloce”.

Shufflegazine ha anche notato altri dettagli dell’ereader LumiRead che dovrebbe arrivare a breve. Avrà uno schermo monocromo da 6 pollici, 2GB di memoria e uno slot microSD,oltre ad una tastiera QWERTY proprio come il tablet misterioso.

Se Acer vuole davvero fare il “rivale dell’iPad” allora l’aggiunta di una tastiera QWERTY potrebbe essere una grande idea, ma se sembra un ereader ed ha una tastiera, possiamo ancora parlare di tablet?

Via gizmodo

CleanMyMac, eliminare i file obsoleti per rendere il Mac più performante

maggio 26, 2010 1 commento

CleanMyMac

CleanMyMac è un software per Mac che rappresenta una suite completa per la pulizia del Mac. L’applicazione, con qualche semplice click, permette di ripulire il proprio Mac dai file inutili che occupano spazio sull’hard disk, rallentandolo.

CleanMyMac analizza lo spazio del disco (cliccando su “Scansiona”) dividendo gli elementi trovati nelle categorie: Il Mio Mac (il totale di spazio occupato da file obsoleti), Cache, Log, File di Lingua, Binari Universali, Junk di Sistema, Rifiuti e Avanzi. Ognuna di queste categorie può essere selezionata (o deselezionata) per cancellare in modo mirato i file che occupano spazio.

L’interfaccia utente mostra anche la voce “Estensioni”, tra le quali troviamo i kb occupati dagli “Strumenti” (ovvero Widget), la voce “Applicazioni” tramite la quale possiamo trascinare i software per eliminarli completamente e l’opzione “Eliminazione Veloce” che consente di cancellare al volo i file senza passare dal Cestino.

Nella pagina principale dedicata alla scansione, è possibile anche visualizzare un riassunto dello scan ed è possibile pubblicarlo direttamente su Twitter. La voce “Tweet il risultato” infatti reindirizza alla pagina di login del proprio account di Twitter.

CleanMyMac è una applicazione shareware per Mac, la licenza da sei mesi costa $14.95 (pari a €12), la licenza a tempo illimitato costa $29.95 (pari a €24) ed è compatibile con Snow Leopard. La versione di prova consente di liberare sul Mac solamente 200MB di spazio.

L’applicazione è localizzata in lingua italiana.

Via Ossblog