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Facebook, il Web sono io

Il social network di Palo Alto punta a essere il collante della Rete. Zuckerberg cancella la privacy dalla lista dei suoi amici e pensa a stravolgere i canoni del World Wide Web

Grandi manovre in quel di Palo Alto, California. La conferenza f8 tenuta dai massimi vertici di Facebook e dedicata principalmente ai “developer” potrebbe costituire una sorta di spartiacque tra ciò che è stato e ciò che sarà il social network creato da Mark Zuckerberg, che ora pare intenzionato a stravolgere più o meno tutto: dalla gestione privacy degli utenti, che in passato ha generato non poche polemiche, all’integrazione di Facebook con il resto del Web.

Proprio su privacy e interazione con siti e applicazioni di terze parti vertono i nuovi criteri con cui i dati degli utenti verranno somministrati a sviluppatori e webmaster. Cade il termine massimo di 24 ore del periodo in cui era possibile trattenere nomi, cognomi, date di nascita e quant’altro sia disponibile sulla propria pagina: inoltre se prima era necessario autorizzare una determinata applicazione affinché questa pescasse le generalità degli utenti, ora basterà invece che questi vi interagiscano anche una sola volta per aprire le porte dei propri segreti allo sviluppatore di passaggio.

A questo proposito presto cambierà forma Facebok Connect, il tool sin qui utilizzato per far coincidere con Facebook l’accesso a diversi altri siti e social network che, una volta modificato, sarà noto con il nome di Open Graph e permetterà in pratica ai gestori di siti e applicazioni di prepararsi alla visita dell’utente confezionandone l’esperienza Web a seconda dei gusti, carpiti dal profilo Facebook.

L’aria di cambiamento radicale in realtà si respirava già da un po’ e la recente decisione di cancellare Facebook Lite non è stata che l’ultima di una serie continue modifiche che hanno coinvolto il social il network in blu, dal layout ai termini d’uso.

Mark Zuckerberg sembra volersi prendere tutto sobbarcare un’opera titanica, ovvero quella di rimodellare le fondamenta del Web: “Stiamo operando in maniera che tutti i siti Web possano lavorare insieme per creare una rete di contatti migliore e migliorare l’esperienza social di ognuno – ha spiegato il fondatore di Facebook – abbiamo ridisegnato la piattaforma per semplificare e migliorare gli strumenti utilizzabili dagli sviluppatori sparsi per la Rete al fine di dare una forma alla mappa”.

I partner di Facebook sembrano accogliere favorevolmente questa piccola rivoluzione, come dimostra la risposta data da Tom Conrad, CTO di Pandora, a chi gli ha chiesto cosa significasse per il portale musicale quanto annunciato da Zuckerbeg: “Queste novità consentirà agli utenti di Pandora di condividere i propri gusti su Facebook, facilitando l’inserimento dei novizi senza che questi debbano frugare nel database – ha dichiarato al New York Times – possiamo dire ora che Pandora è finalmente social”.

Via punto-informatico

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