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PS3, il primo custom firmware ama il Pinguino

È da inizio anno che GeoHot, nome in codice dell’hacker George Hotz già autore del jailbreaking per iPhone, ha dedicato le proprie abilità di reverse engineering all’individuazione di falle e debolezze all’interno del sistema di protezione di PlayStation 3. La console nipponica ha già fatto crack sotto le capaci mani dello smanettone, che ora dà un’ulteriore dimostrazione della validità del suo lavoro proponendo un video che mostra in funzione il primo “custom firmware” per PS3.

Video e firmware seguono a stretto giro di posta l’update obbligatorio al firmware che Sony ha reso disponibile dal 1 aprile, un aggiornamento teso quasi esclusivamente a eliminare la funzionalità di installazione di un secondo sistema operativo su HD impedendo di fatto di poter usare OS Linux sulla console.

Gli utenti non l’avevano presa bene, e GeoHot aveva subito promesso di mettere una pezza laddove Sony aveva deciso di abbandonare quella parte dei suoi consumatori interessati (legittimamente) all’utilizzo di Linux su PS3. Manca ancora un archivio da scaricare ma, visto il buon nome che si è fatto l’autore, il video inserito su YouTube è al momento sufficiente a dimostrare che il custom firmware “3.21OO” esiste ed è pienamente funzionante.

Il primo firmware hackerato della storia di PS3 non mette in mostra nessuna nuova funzionalità, dice GeoHot, perché la release 3.21 originale (non) fa altrettanto. L’installazione del firmware è definita “super-facile” a condizione che la macchina monti la versione 3.15 o precedente, e ripristina la capacità di installare un sistema operativo alternativo sulla console con buona pace dei tagli di funzionalità da parte di Sony.

Non solo il firmware 3.21OO sarebbe in grado di restituire la funzionalità perduta alle console “fat”, ma potrebbe anche (condizione non ancora testata nemmeno dall’hacker) integrarla nelle versioni “slim” della console, che non l’hanno mai avuta. Un risultato, come evidenzia Shacknews, che aumenta di parecchio il livello e l’attrattiva dell’opera di coding di GeoHot.

Ancora una volta, dunque, si ripete il classico schema di corsa e rincorsa tra produttori di sistemi presunti “blindati” e smanettoni interessati ad aprire ogni genere di lucchetto, e GeoHot si prende anche la soddisfazione di bacchettare Sony accusandola di voler “potenzialmente trasformare oltre 100mila utenti legittimi in hacker” vista la rimozione della funzionalità “OtherOS” e l’enorme aumento di traffico (x20) sperimentato dal suo blog dopo l’annuncio del custom firmware.

via punto-informatico

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