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Avatar, curiosità dal backstage del kolossal 3D di James Cameron

Se siete appassionati di cinema sapete che questa è la settimana di Avatar, il film di James Cameron (già pluripremiato regista di Titanic, Terminator 2, The Abyss…) in uscita nelle sale italiane il 15 gennaio e realizzato con le ultime innovazioni tecnologiche non solo nell’ambito della computer grafica, ma anche dal punto di vista delle tecniche di ripresa. Abbiamo avuto la fortuna di vedere in anteprima il film, di scendere con i protagonisti su Pandora, il pianeta alieno teatro della storia e letteralmente inventato da Cameron: animali giganteschi, vegetazione rigogliosa e vivente, indigeni, i Na’vi, tanto diversi nelle fattezze agli uomini, quanto simili per sentimenti ed emozioni. Tutto questo è Avatar: una volta inforcati gli occhialini tutto sembra essere così reale da coinvolgere completamente e da rendere lo spettatore attore, presente sulla scena, su Pandora, al fianco dei protagonisti.

Ma come si arriva a creare tutto questo? Al di là delle tecniche di ripresa utilizzate, in particolare l’innovativa “performance capture”, molto è stato fatto utilizzando applicazioni grafiche che probabilmente molti di noi hanno installato sul computer di casa. Ad esempio, per la realizzazione di molte texture e sfondi grafici ad alta risoluzione, impiegati poi in Computer Grafica 3D per la ricostruzione di Pandora e delle varie ambientazioni, è stato usato Adobe Photoshop, ovvero lo stesso programma che usiamo per ritoccare le nostre fotografie! Nelle prime fasi della produzione, poi, è stato usato Adobe After Effects per animare le illustrazioni statiche che hanno costituito la prima bozza della sceneggiatura; in una fase successiva, invece, il programma è servito per automatizzare l’integrazione grezza dei volti degli attori reali (ripresi con una speciale minivideocamera fissata ad un caschetto) con quelli degli Avatar e dei Na’vi, ovvero i personaggi digitali, in fase di previsualizzazione.

Il montaggio finale del film e le fasi di editing creativo sono state realizzate utilizzando un sistema basato su AVID, ma durante la produzione il regista si è servito di Adobe Premiere Pro per renderizzare singole scene girate in HD, verificare così la resa dei Visual Effects e fornire ai montatori Avid indicazioni per integrare i nuovi tagli nel progetto definitivo.

Se anche voi sapete usare Photoshop o After Effects o Premiere per ritoccare le vostre foto, fare piccoli montaggi e creare effetti grafici… beh, siete sulla buona strada per diventare eredi di Cameron… Hollywood vi aspetta!
via gizmodo

  1. Uta
    marzo 4, 2013 alle 5:54 pm

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