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Maroni: censurare Internet per contrastare il terrorismo

La Rete aiuta anche gli affiliati di Al-Qaida. Per il Ministro è quindi un qualcosa da sorvegliare attentamente. E da censurare ove sia ritenuto necessario

Maroni: censurare Internet per contrastare il terrorismo

Il terrorismo passa anche e sopratutto da Internet. Censurare i siti che raccolgono contenuti di ispirazione terrorista deve essere facoltà dei governi. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni, a margine della Conferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi del Mediterraneo occidentale (CIMO) tenutasi a Venezia, ha ribadito la necessità di esercitare un controllo maggiore sulla Rete.

Di concerto con i colleghi di altri 9 paesi dell’area mediterranea, Maroni intende fare della CIMO una struttura permanente, con una sede e un segretario propri sotto l’egida della Commissione Europea: ad essa spetterà il compito di organizzare la lotta contro il terrorismo che corre sulla rete delle reti.

La proposta del ministro Maroni si fonda su un’idea di base che vede Internet come uno strumento fondamentale per l’attuazione di piani terroristici su scala internazionale: “Nessun allarme – ha dichiarato il titolare dell’Interno – ma è giusto non sottovalutare o banalizzare fatti che non derivano dall’azione individuale di qualcuno. La preoccupazione si basa su fatti avvenuti di recente, come l’arresto di pakistani a Brescia accusati della strage di Mumbai”.

“Si tratta di una decisione importante che – ha sottolineato il Ministro – ci impegna a collaborare per oscurare i siti attraverso lo scambio di informazioni tra i 10 Paesi, impedendo la diffusione dell’ideologia terrorista, il reclutamento e la raccolta dei finanziamenti”.

Maroni, che già in passato aveva sollevato questioni inerenti alla Rete come veicolo di comunicazione per i terroristi, sembra riprendere un messaggio lanciato dal presidente Silvio Berlusconi esattamente un anno fa: promuovere la creazione di regole più chiare per il Web, e affidare la tutela delle stesse all’occhio vigile del G8.

In quell’occasione le parole del premier rimasero tali, ma a differenza di altre iniziative come ad esempio quella presa contro Skype, quest’ultima trovata pare stia invece prendendo corpo. Non c’è, tuttavia, ancora nulla di palpabile all’interno di CIMO: vanno stabiliti degli obiettivi reali e le modalità per conseguirli dovranno basarsi su una consapevolezza effettiva di ciò che è Internet. Per ora Maroni sta spingendo affinché Venezia ne ospiti la sede ufficiale.

Via punto-informatico

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