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Microsoft dona 20.000 righe di codice GPL a Linux

Un’altra fase, che osiamo definire storica, si è da poco chiusa alla celebre conferenza OSCON in California. Microsoft ha rilasciato, sotto licenza GPLv2, ben 20mila righe di codice e le ha donate al kernel Linux.

Fa un certo effetto leggere un annuncio firmato Microsoft in cui vengono rilasciati alla community di sviluppo del Kernel Linux circa 20mila righe di codice sotto licenza GPLv2, la stessa utilizzata dalla gran parte dei progetti che ruotano attorno all’universo opensource. L’azienda di Bill Gates è diventata amica del pinguino? Ovviamente no, ma almeno ora ne riconosce la validità e comincia a considerare la sua filosofia non come un cancro ma come una reale possibilità di crescita. Infatti, le tante righe di codice serviranno a garantire la piena compatibilità e interoperabilità di Linux con le tecnologie di virtualizzazione di Windows Server 2008. Si tratta in pratica del rilascio di tre driver in grado di facilitare l’interconnessione del kernel Linux con le risorse hardware della macchina fisica attraverso la tecnologia Hyper-V integrata all’interno della versione server del sistema operativo Microsoft.

mslinux

La scelta della GPLv2, spiega Pierpaolo Boccadamo, direttore della Strategia di Piattaforma di Microsoft Italia, a Punto-Informatico, non è un caso: “Quando entri in contatto con il kernel di Linux, ti rivolgi a una community forte: se vuoi contribuire le regole del progetto sono ben definite e noi le seguiamo”. Una scelta di “pragmatismo a favore della scelta del cliente”, ma anche una “setting stone, un principio sancito” a cui da oggi in avanti Microsoft intende attenersi: anche mantenendo e continuando a sviluppare questi driver, in collaborazione con altri attori importanti sulla scena come già successo fino a ora. “Il kernel Linux ci ha accettato perché abbiamo garantito la prosecuzione della nostra attività nella community: senza contare – aggiunge – che non avrebbe senso mollare adesso e lasciare indietro chi vorrà adottare queste tecnologie”. Cosa ne pensate?

Fonte: tuxjournal

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