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iPhone crackato, con polemica

Era stato il primo a penetrare le maglie del codice dell’ormai vetusto iPhone EDGE, quello di due anni fa: all’epoca aveva 17 anni e riuscì a far valere il suo telefono la bellezza di tre altri iPhone illibati e una Nissan 350Z. Oggi George Hotz di anni ne 19, ma è di nuovo primo: primo ad aver rilasciato un jailbreak per iPhone 3GS, quello HSPA e più veloce, sul mercato da meno di un mese. Questa volta GeoHot, così si fa chiamare George, non ha voluto niente in cambio della sua prodezza: il jailbreak è disponibile per tutti e funziona sia su Mac che su PC. Alla faccia, lo dice lui stesso, del Dev Team che aveva rinviato l’uscita del proprio tool in attesa di un imminente aggiornamento firmware per il melafonino.

Di Hotz, dopo l’exploit del 2007, si erano perlopiù perse le tracce: è lui stesso a ribadire, nel post in cui presenta il nuovo hack per sbloccare il melafonino, che non è solito rilasciare codice al grande pubblico ma che, vista la reticenza del Dev Team (di cui si riteneva facesse parte ma da cui, evidentemente, si è separato in aperta rottura) ha deciso di fare il grande passo. Al contrario di quanto visto fino ad oggi, inoltre, la sua app di sblocco appare piuttosto compatta (pesa meno di 400KB) e si scarica comodamente recandosi su un sito appositamente approntato e collegando normalmente il proprio iPhone al computerGli unici requisiti di sistema, dopo l’aggiornamento di purplerai1n (così Hotz ha chiamato la sua applicazione) alla RC2, sono la presenza di iTunes 8.2 e un iPhone 3GS con firmware 3.0 installato: un computer qualsiasi con Windows (Seven compreso) e Mac OSX andrà benone. GeoHot puntualizza comunque che si tratta di software beta, che potrebbe quindi funzionare o non funzionare, e che potrebbe anche trasformare il melafonino in un costoso soprammobile: è dunque necessario mettersi al riparo da ogni evenienza effettuando un backup dei propri dati. Giova inoltre ricordare che ogni tipo di tentativo di sbloccare un iPhone comporta l’immediata perdita della garanziaChi l’ha provata, comunque, ha descritto la procedura di installazione e sblocco come semplice e veloce: ci si collega, si scarica, si installa. Si riavvia il telefono e si ha a disposizione Cydia, il più celebre installer per OSX Mobile alternativo all’AppStore di Apple: da lì si può partire per aggiungere nuove applicazioni e nuove funzioni al telefono, con programmi che consentono di attivare una modalità di background per gli eseguibili, o altri che consentono di filtrare le chiamate in entrata tramite delle whitelist e delle blacklist preimpostate.

Con purplerai1n GeoHot ha reso iPhone un po’ più libero: diviene possibile installare a piacimento tutte le applicazioni scritte per lo smartphone di Cupertino, anche quelle che non ricevono l’approvazione per l’ingresso nell’AppStore, mentre restano precluse le opzioni che consentono – nei paesi dove, a differenza dell’Italia, il telefono è legato ad un operatore specifico – di variare i parametri di configurazione per utilizzare una qualunque SIM di qualsivoglia provider mobile. Per quella occorrerà attendere che il Dev Team rilasci una nuova versione del suo UltraSn0w, che in ogni caso pare sia già compatibile e installabile sul 3GS anche in assenza di conferme ufficiali.

Proprio per il Dev Team, comunque, Hotz riserva parole piuttosto amare: “Normalmente non rilascio tool per il pubblico – spiega – (…) Ma ragazzi, cos’è sta faccenda di aspettare fino al (firmware, ndr) 3.1? Non è così che funziona il gioco. Noi rilasciamo, Apple sistema, noi troviamo nuovi buchi”. Con un pizzico di boria, infine, GeoHot conclude: “Non vale la pena aspettare perché potresti avere l’ultimo buco di iPhone. Ma quale ultimo buco, non è golf. Ne troverò uno nuovo la prossima settimana”.

Fonte: punto-informatico

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