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Ubuntu, è nata Jaunty Jackalope

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Ubuntu, è nata Jaunty Jackalope

In queste ore la comunità di sviluppo di Ubuntu metterà a disposizione del pubblico la versione finale di Ubuntu 9.04, anche nota in codice come Jaunty Jackalope (nome di un animale mitologico statunitense). Come tradizione, il sistema operativo Linux-based sponsorizzato da Canonical arriva in una edizione desktop e in una server, e a queste due si è recentemente affiancata la Remix, espressamente pensata per MID e netbook.

Gli sforzi del team di sviluppo si sono focalizzati nel rendere Ubuntu più amica dei laptop e degli utenti in mobilità. In questo campo la nuova versione 9.04 promette di ridurre sensibilmente i tempi di avvio, portandoli – in condizioni ideali – al di sotto dei 25 secondi (c’è chi ha registrato 17,5 secondi); di migliorare il supporto alla sospensione, minimizzando i tempi di riattivazione del sistema dopo un’ibernazione; e migliorare il roaming tra reti WLAN e reti mobili 3G, questo anche grazie al supporto di un più ampio numero di schede wireless e di modem 3G.

Jane Silber, COO di Canonical, ha poi affermato che Ubuntu Desktop Edition “compie un significativo passo avanti nell’attrarre gli utenti di computer mainstream”, questo anche grazie al supporto di software come Skype e Adobe Flash e all’inclusione dell’ultima release, la 3.0, di OpenOffice.

Tra le novità di rilievo di Jaunty Jackalope c’è poi il nuovo sistema per le notifiche, pensato per comunicare all’utente informazioni e aggiornamenti (nuove email, stato della connessione WiFi, livello del volume audio ecc.) nella maniera meno intrusiva possibile: questo viene fatto attraverso una piccola finestra pop-up che appare nell’angolo superiore destro del sistema, e che scompare automaticamente dopo qualche secondo. Se si passa il cursore del mouse sopra tale finestra, questa diventa semitrasparente, consentendo altresì di cliccarvi attraverso (ad esempio, per chiudere una finestra sottostante). Tutti i messaggi non più visibili possono essere richiamati cliccando sul simbolo della busta da lettere nella taskbar di sistema.

L’introduzione di questo nuovo sistema per le notifiche, che va a sostituirsi a quello standard di GNOME, ha sollevato pareri discordanti tra gli utenti, ed è forse la novità più controversa di Ubuntu 9.04. Lo stesso Mark Shuttleworth, in questo post, ha riconosciuto che il nuovo sistema potrebbe non piacere a tutti, e ha dunque invitato la comunità di utenti a fornire quanti più feedback possibile per migliorare tale funzione e renderla eventualmente “universale”, ossia capace di adattarsi anche ad altri desktop environment (primo fra tutti KDE).
E a proposito di desktop environment, quello integrato nella nuova Ubuntu è GNOME 2.26 con “motore” X.Org 1.6: delle novità del primo, quali l’inclusione del nuovo software di masterizzazione Brasero, ci siamo già occupati qui; il secondo estende invece il supporto alle più recenti GPU, migliorando le perfomance grafiche. AMD ha introdotto un primo supporto a Ubuntu 9.04 con il rilascio, la scorsa settimana, dei nuovi drive grafici ATI Catalyst 9.4 (qui le note di rilascio).
In alternativa a GNOME, Ubuntu fornisce anche KDE 4.2.2.
Sebbene il nuovo tema predefinito di Ubuntu, New Wave, non abbandoni la classica tinta marrone, i designer di canonical hanno apportato al look della distribuzione un significativo numero di modifiche, affinando dialog box, splash screen e finestra di login.

Sotto al cofano di Ubuntu 9.04 c’è il kernel 2.6.28-11.37 (basato sul 2.6.28.8), la cui novità più degna di nota è il supporto ufficiale al file system Ext4. Nonostante questo, gli sviluppatori di Canonical hanno preferito lasciare come file system predefinito l’ormai collaudatissimo Ext3, ciò soprattutto dopo che alcuni utenti hanno segnalato, con Ext4, sporadiche corruzioni dei dati. Chi desidera provare il nuovo file system può tuttavia farlo in modo più semplice che in passato, scegliendolo in fase di installazione (scelta che però impone la formattazione manuale delle partizioni). In base al feedback degli utenti, Canonical sta valutando se rendere Ext4 il file system predefinito della prossima release di Ubuntu (Karmic Koala).
Il nuovo kernel introduce poi il supporto a un maggior numero di schede e chipset wireless, inclusi quelli impiegati nei netbook.
La novità senza dubbio più importante della versione server di Jaunty Jackalope è invece rappresentata dall’inclusione di Eucalyptus, un progetto open source sviluppato dall’università californiana di Santa Barbara (UCSB) che permette alle aziende di creare cloud all’interno dei propri datacenter. Tali cloud possono interfacciarsi al servizio commerciale EC2 (Elastic Compute Cloud) di Amazon grazie alle API rilasciate da quest’ultima.

Mentre le cloud create con EC2 girano sui server di Amazon, e sono dunque accessibili esclusivamente via Internet, quelle create con Eucalyptus possono essere fatte girare dalle aziende all’interno delle propria intranet, e dunque sulle proprie macchine. Eucalyptus è per altro compatibile con l’interfaccia di EC2 e con quella di altri servizi commerciali di cloud computing.
“Grazie a Eucalyptus potete creare in modo dinamico macchine virtuali, configurare cluster in una singola cloud e persino fornire un equivalente di EBS (elastic block storage) ed uno storage manager compatibile con S3”, ha spiegato Canonical.
Va sottolineato che la piattaforma di cloud computing integrata in Ubuntu 9.04 è ancora considerata da Canonical una versione d’anteprima: il software alla sua base dovrebbe raggiungere la piena maturità con Ubuntu 9.10, una release che porterà con sé anche un migliore sistema di risparmio energetico.
Mark Shuttleworth, CEO di Canonical, ha spiegato che Ubuntu Server Edition 9.04 è stata testata su 45 differenti configurazioni hardware messe a disposizione da produttori come IBM, Sun, HP, Dell, Lenovo ed altri ancora: si tratta, secondo il boss di Ubuntu, della più ampia serie di test mai effettuata con questa distribuzione. Shuttleworth ha anche ventilato la possibilità che, in un prossimo futuro, HP pre-installi Ubuntu su alcuni modelli di server ProLiant.
Per quanto riguarda la “piccola” Ubuntu Remix, questa distribuzione accoglie tutte le più recenti novità sviluppate in seno all’iniziativa Moblin, che a fine gennaio ha rilasciato la seconda versione della propria piattaforma mobile open source. Questo sistema operativo si potrà in futuro avvantaggiare del neonato supporto di Ubuntu alle architetture ARM, che la renderà una candidata ideale per salire a bordo della futura generazione di netbook con CPU ARM. Maggiori informazioni sulla versione ARM di Ubuntu sono fornite in questo articolo di DesktopLinux.com.
Canonical afferma di aver testato Remix sui principali modelli di netbook in commercio, inclusi Asus EeePC, Acer Aspire One e Dell Mini.
Di seguito i link alle home page delle principali edizioni e versioni di Ubuntu da dove sarà possibile scaricare, non appena disponibile, l’ultima release del sistema operativo.

Il sito ufficiale italiano di Ubuntu è qui.

Fonte: punto-informatico

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