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Il televisore? Ferrovecchio

Guida ai servizi online di video-streaming, dai telefilm americani sottotitolati in italiano, ai film e al calcio in diretta. Come diventare un utente post-televisivo che non guarda più la tv sull’obsoleto apparecchio, ma solo su internet.

Nel salotto di Marta e Francesco c’è un elettrodomestico ingombrante, impolverato, che ha tutta l’aria di essere stato dimenticato lì da tempo. «È il nostro fantastico quanto inutile 21 pollici. Vorremmo liberarcene, ma siamo pigri, e poi potrebbe tornare utile per videogiocare», racconta Marta – impiegata trentottenne – spiegando che il “vecchio” apparecchio televisivo non viene acceso da più di un anno. A sostituirlo ci pensano il computer e l’internet, fonte inesauribile per quanti hanno spento il televisore ma desiderano comunque godersi film, spettacoli, telefilm e notiziari.

Si, perché per godersi l’ultima puntata di “Grey’s Anatomy” o di “Desperate Housewives” non è più necessario abbonarsi a Sky o scaricare i file (illegali) sulle reti di peer-to-peer. Basta rivolgersi alla serie crescente di servizi online di video-streaming, così come sta già facendo una nicchia crescente di utenti post-televisivi che non guardano più la tv (sulla tv), ma solo su internet.

Un atteggiamento snob? «Direi di no, abbiamo semplicemente trovato il modo di aggirare la classica passività imposta dal palinsesto», spiega Francesco – 44 anni, libero professionista – illustrando i vantaggi che ciò comporta: libertà di scegliere cosa guardare e il momento in cui farlo, senza sottostare ai dettami dei palinsesti dalle varie emittenti e senza sorbirsi le fastidiose interruzioni pubblicitarie. Un esempio? Gli orari di lavoro e gli altri impegni quotidiani impediscono loro di essere davanti alla televisione alle classiche otto di sera, per seguire il tg mentre cenano, quindi il telegiornale lo guardano online, «con comodo, all’ora desiderata, attingendo ai video a disposizione sul sito Rai, per esempio, che permette di seguire tutte le sue trasmissioni anche in diretta via computer».

Al di là dell’offerta web dei broadcaster tradizionali, la rete pullula di siti che mettono a disposizione il meglio della produzione televisiva mondiale. Basta installare un player multimediale (Divx o Veoh, tanto per citarne alcuni), cliccare il file prescelto e il gioco è fatto: il filmato parte senza neanche dover aspettare i tempi di download del peer-to-peer. Marta e Francesco, per esempio, si godono gli streaming dei film collegandosi a 66stage.com: «Sulle sue pagine troviamo una vasta scelta di titoli, sia recenti che vecchi. Solitamente l’immagine è di buona qualità». Per le serie tv, in molti si rivolgono a sidereel.com. In tutti i casi quelle a disposizione sono principalmente produzioni americane, in lingua originale. Per la coppia l’inglese non è un problema. «E per vederli non dobbiamo pagare abbonamenti. Il che, in tempo di crisi, non guasta».

Ma volendo per esempio gustarsi una trasmissione nostrana come Colorado Café o Mai dire Grande Fratello? «C’è YouTube!», esclama Marta, che rapidamente si collega al portale video della grande G e digita “mai dire grande fratello 9” nella maschera di ricerca. Il risultato è un elenco infinito di video sull’argomento: ogni puntata del programma è stata riversata in rete, suddivisa in più parti, accuratamente datate e numerate. «Non c’è il brivido della diretta e sono tutti contributi degli utenti, quindi talvolta di qualità discutibile, ma a chi interessa dopotutto?». Forse a Mediaset, che lo scorso luglio ha richiesto a Google il pagamento di 500 milioni di euro a titolo di risarcimento per l’enorme quantità di video pubblicati senza autorizzazione su YouTube. «Punti di vista», dicono. Questione di copyright e di legalità, obietterebbe più di qualcuno.

I diritti televisivi non sono un gran problema nemmeno per Luigi, 38 anni, postino e tifoso della Sampdoria. Ha smesso da molto di andare allo stadio, che considera un luogo ormai «inospitale e violento», e al tempo stesso non ha intenzione di pagare le pay-tv. Quindi, con un certo compiacimento, ammette di rivolgersi ai canali di streaming online per seguire in diretta la squadra del cuore: «Il pregio è che è gratis. Il difetto è la qualità dell’immagine che spesso è molto bassa e costringe a immaginare la palla, più che a seguirla». I siti dedicati allo sport sono diversi da quelli finora citati, in quanto differente è il pubblico al quale si rivolgono: da sempre il tifoso fa storia a sé. Rojadirecta.com pubblica i link ai servizi di streaming della partita poche ore prima del calcio d’inizio: alcuni sono collegamenti che puntano direttamente a siti web come justin.tv o bwin.com dove è possibile seguire l’evento in tempo reale, mentre altri portano a servizi come Tvants, SopCast.com e il cinese UUSee.com, che richiedono l’installazione di un’applicazione per la visualizzazione della diretta. In tutti i casi, la qualità delle immagini non è eccelsa e non sempre il servizio funziona al meglio.

Legale o no, la fruizione dei contenuti televisivi online è un’abitudine che si va diffondendo sempre più tra il popolo dei telespettatori-internauti, soprattutto quelli più giovani, appartenenti alla cosiddetta generazione Y (14-24 anni), totalmente immersi nel proprio mondo digitale, naturalmente abituati a stare in rete. E’ il caso di Paola e Maria Teresa, entrambe diciassettenni, irriducibili fan dei servizi di web streaming.

Paola racconta con una punta di orgoglio di aver scoperto il fenomeno da quasi un anno, e spiega che non potrebbe più fare a meno di quella che lei definisce una gran comodità. «Posso seguire tutte le serie tv che voglio, senza il rischio di perdere qualche episodio. E finalmente riesco a vedere telefilm inediti in Italia». Anche con la possibilità di tornare su una scena particolarmente interessante o di saltare a quella successiva con un semplice click.
Le fonti cui Paola attinge sono Vedogratis, Telefilm in Streaming e AnimeOnline, ma assicura che a disposizione ce ne sono centinaia.

La tv online per lei non è solo intrattenimento, è anche un utile modo per imparare e perfezionare il suo inglese, dato che i telefilm li guarda in lingua originale: «Ho imparato molte espressioni tipiche, modi di dire che non si studiano a scuola, senza contare che è anche un utilissimo esercizio per la pronuncia». Tuttavia, per quanti hanno meno dimestichezza con le lingue straniere, esiste la possibilità di servirsi dei sottotitoli in italiano forniti da siti specializzati, organizzati attorno a un efficiente network di utenti-traduttori che dopo poche ore dal rilascio di nuove puntate mettono online i dialoghi in italiano. Tutte cose ben note anche a Maria Teresa, ennesima convinta sostenitrice della web tv, che per lei si è sostituita non solo all’«inutile» televisore ma anche al cinema: «Per me che vivo in un paese dove del cinema è rimasto solo il vecchio edificio che lo ospitava, chiuso da anni, la scoperta dei siti di streaming è stata un’occasione per vedere tanti film che avrei certamente perso».

Anche lei non guarda la tv da circa un anno: «Non ho più sentito lo stimolo di accendere la televisione, strumento obsoleto. Me ne sono del tutto dimenticata, concentrandomi sul web, più personalizzato, a misura d’uomo e dei suoi interessi». Per Maria Teresa è importante soprattutto il volto social di alcuni siti di streaming, sui quali è possibile commentare gli episodi e discuterne con utenti di tutto il mondo. Così «il tuo senso critico si acuisce, e la curiosità viene stuzzicata» aggiunge, promettendo che presto anche lei metterà online dei contenuti. Ed è forse questa la caratteristica della generazione Y che sta cambiando il mondo dei media: non solo fruisce dei servizi, ma sente anche il bisogno di dare un contributo attivo alla comunità di cui fa parte.

Articolo pubblicato su Chips&Salsa/Il Manifesto del 18 aprile 2009

Alessandra Carboni

Fonte: visionpost

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