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iPhone 3.0, iPod in fiamme

C’è il Palm Pre ormai sempre più imminente, una folta schiera di cellulari dotati di sistema operativo Symbian o Windows Mobile, e quell’Android che sta svolgendo il ruolo del cuneo per la penetrazione in grande stile di Linux nel settore degli smartphone. A un anno, settimana più settimana meno, dall’annuncio riguardante la versione 2.0 del firmware di iPhone, Apple decide che è arrivato il momento giusto di dare uno sguardo a quello che verrà dopo: se la tabella di marcia fosse la stessa dello scorso anno, entro l’estate potrebbe esserci in dirittura d’arrivo OSX Mobile 3.0 e magari anche un nuovo melafonino.

Per sapere cosa conterrà esattamente la terza versione del firmware di iPhone occorrerà attendere le ore 13 (fuso orario del Pacifico) di martedì: nella serata di domani si conosceranno le novità che da Cupertino pensano di introdurre con la nuova release e (forse) con un nuovo terminale. Secondo The Boy Genius Report, due caratteristiche sarebbero garantite: i molto discussi messaggi multimediali MMS, che iPhone è uno dei pochi terminali in circolazione a non supportare, e il tethering. Quest’ultima funzione, vale a dire la possibilità di usare il melafonino come modem per collegarsi ad Internet dal PC, è uno dei principali cavalli di battaglia dei sostenitori del crack del cellulare.Fino a oggi, infatti, per poter sfruttare le doti di connettività di iPhone per navigare via PC è stato necessario sbloccare il firmware (in gergo “jailbreak”) per installare un software non autorizzato da Apple: in questo modo è possibile da subito sfruttare i profili tariffari proposti dal proprio gestore per il cellulare di Cupertino per surfare, al prezzo però della perdita della garanzia. Questo stesso argomento è anche al centro della querelle che vede opposte Apple e EFF in seno alla commissione che si occupa di DMCA per la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, e che potrebbe anche rimescolare le carte nel caso venisse deciso che lo sblocco del firmware è una procedura ammissibile.

In ogni caso, la questione delle nuove funzioni non si limita a tethering e MMS. Sul piatto ci sono ad esempio la notifica push, che non ha mai funzionato nonostante fosse stata promessa agli sviluppatori a marzo 2008 durante la presentazione del primo SDK. Senza contare che molti degli attuali proprietari di un melafonino farebbero salti di gioia per un copia-incolla del testo, come già fa il Pre di Palm, per un Bluetooth realmente funzionante con qualunque dispositivo (ad esempio una tastiera?), e infine per il formato Flash finalmente supportato all’interno del browser Safari Mobile.

La lista di quanto iPhone non fa e potrebbe fare è molto lunga. Visto il tono degli inviti spediti da Apple ai giornalisti, è improbabile che tutti i segreti del prossimo firmware vengano svelati martedì: più verosimilmente verranno fornite indicazioni utili soprattutto agli sviluppatori per indirizzare il loro lavoro, così da consentirgli di fare fronte alle novità in tempo per il rilascio del nuovo software (e dell’eventuale nuovo iPhone) con i dovuti aggiornamenti alle loro applicazioni. Persino il GPS potrebbe vedere qualche novità, così da aprire la strada a qualche strumento di navigazione attiva sullo stile degli apparecchi da auto (con tanto di indicazioni recitate da una voce sintetica).

A beneficiare delle novità, come sempre in passato, dovrebbe essere anche iPod Touch: il lettore multimediale altro non è che un iPhone privo di modulo GSM e GPS, ma offre ugualmente accesso all’App Store e quasi ogni altra funzione del suo cugino cellulare. L’iTouch, come viene chiamato, è poi anche al centro di una curiosa vicenda: una donna di Cincinnati (Ohio) ha sporto denuncia contro Apple e 10 commessi di un negozio a causa delle bruciature riportate dal figlio durante una presunta esplosione del proprio iPod.

Secondo quanto riportato, il ragazzo aveva spento e infilato in tasca il suo iPod Touch quando ha sentito un piccolo “pop” provenire dal palmare e ha avvertito una crescente sensazione di calore. In breve il terminale ha preso fuoco, spargendo le fiamme anche ai jeans che indossava il malcapitato: solo la corsa in bagno e l’aiuto di un amico gli hanno permesso di strapparsi le braghe di dosso ed estinguere il fuoco, che nel frattempo aveva comunque causato la liquefazione dei suoi slip sintetici e una serie di bruciature. La richiesta di risarcimento ammonta a circa 58mila euro (75mila dollari).

Fonte: punto-informatico

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  1. marzo 16, 2009 alle 9:37 pm

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