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In autunno Ubuntu salirà tra le nuvole

Mentre il team di sviluppo è ormai vicino a congelare il codice della versione 9.04 di Ubuntu (Jaunty Jackalope), il patron della famosa distribuzione Linux, Mark Shuttleworth, ha fatto un po’ di luce sulle novità della prossima versione autunnale di Ubuntu, la 9.10.

In questo post, apparso sulla mailing list ufficiale di Ubuntu, Shuttleworth ha rivelato che il nome di Ubuntu 9.10 sarà Karmic Koala, perché come un Koala che segue i principi del karma saprà muoversi dai rami di eucalipto alle nuvole, e dormirà ogni qual volta potrà risparmiare energia.

Come intuibile, il riferimento alle “nuvole” tira in ballo il cloud computing, una tecnologia che Ubuntu 9.10 abbraccerà in due modi: integrando le API del servizio on-demand Elastic Compute Cloud (EC2) di Amazon, che consentiranno a chiunque di creare la propria cloud utilizzando strumenti aperti; e implementando Eucalyptus, un progetto open source sviluppato dall’Università californiana di Santa Barbara (UCSB) che permette alle aziende di creare cloud all’interno dei propri datacenter.

Da notare che mentre le cloud create con il servizio EC2 girano sui server di Amazon, e sono dunque accessibili esclusivamente via Internet, quelle create con Eucalyptus possono essere fatte girare dalle aziende all’interno delle propria intranet, e dunque sulle proprie macchine. Eucalyptus è per altro compatibile con l’interfaccia di EC2 e con quella di altri servizi commerciali di cloud computing.

Eucalyptus farà già parte di Jaunty Jackalope, ma Shuttleworth ha promesso che in Ubuntu 9.10 questo software sarà più completo e integrato, e capace di “crescere dinamicamente e ridurre le risorse allocate in base alle vostre esigenze”.

Restando in tema di funzionalità lato server, Shuttleworth ha spiegato che la futura Ubuntu porterà con sé un sistema di risparmio energetico più sofisticato ed efficiente, in grado di “addormentare” i server inutilizzati e di “risvegliarli” automaticamente non appena ve n’è la necessità. Una funzione che, secondo il fondatore di Canonical, potrà tagliare i costi energetici dei data center, inclusi quelli dove girano le cloud.

Per quanto concerne invece l’ambito desktop, Karmic Koala dovrebbe ridurre in modo sostanziale i tempi di boot, portandoli al di sotto dei 25 secondi promessi da Ubuntu 9.04, e affinare ulteriormente l’interfaccia grafica di avvio, eventualmente adottando il framework open source Plymouth di Red Hat. Quest’ultimo sfrutta il kernel mode-setting (KMS) per ridurre i tempi di caricamento, offrire un’interfaccia più gradevole e migliorare la transizione tra una schermata e l’altra.

Ulteriori dettagli Ubuntu 9.10 verranno resi noti durante il prossimo Ubuntu Developer Summit, che si svolgerà dal 25 al 29 maggio a Barcellona.

Shuttleworth ha infine rivelato che nei prossimi mesi verrà aggiornata anche Ubuntu Netbook Remix, questo con lo scopo di accogliere tutte le più recenti novità sviluppate in seno all’iniziativa Moblin, che a fine gennaio ha rilasciato la seconda versione della propria piattaforma mobile open source. “Vogliamo garantire che Netbook Remix si installi facilmente e lavori al meglio su tutto l’hardware per netbook più recente”.

Fonte: punto-informatico

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