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Wifi a 28.000 km/h

Un paio di giorni fa, l’astronauta Mike Fincke ha girato un video in cui presenta in dettaglio al pubblico, in alta definizione, gli interni della Stazione Spaziale Internazionale, e lo fa senza troppe cerimonie, mostrando e descrivendo, con la voce nasale dovuta alla congestione dei fluidi del corpo da microgravità, l’incredibile caos strutturato che regna a bordo (ci sono lavori in corso) e anche le parti meno conosciute e nobili della struttura: compreso, ovviamente, il mitico gabinetto.

La visita guidata è estremamente affascinante per qualunque nerd spaziale e al tempo stesso assolutamente claustrofobica (la parte in cui Fincke visita la Soyuz è da angoscia: tre persone passano due giorni lì dentro?). Spicca l’uso di tutte le superfici disponibili per alloggiare apparecchiature e immagazzinare materiali, compresi il “soffitto” e il “pavimento”: concetti molto relativi, in un ambiente in cui si fluttua in assenza di peso. Cavi dappertutto, scritte in cirillico miste ad etichette in inglese piene di acronimi, file su file di apparati tecnici. Roba da disorientamento immediato. Il tutto è però compensato dalle vedute incredibili della Terra che Fincke ci offre dagli oblò, simili a questa (non tratta dal video):

Fincke mostra anche uno degli access point wifi della Stazione (immagine qui sotto): la rete più veloce del mondo, visto che va a 28.000 km/h. E’ curioso vedere a bordo di un veicolo spaziale un oggetto così banale. Per non parlare della riconoscibilissima stampante appiccicata a una parete.

Il video è stato trasmesso da Nasa TV e una sua versione a risoluzione normale è disponibile su Youtube (prima parte; seconda parte; terza parte; quarta parte). Se qualcuno sa dove trovare la versione in HD originale, ho giusto un videoproiettore full HD da collaudare…

Se questo genere di cose vi intriga, godetevi anche questo grafico animato interattivo (immagine qui sotto) della costruzione e struttura della Stazione Spaziale, pubblicato da USA Today. Questo è quello che fanno per la scienza i giornali generalisti esteri. A quando qualcosa di paragonabile dalle nostre parti?

Fonte: attivissimo

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  1. gennaio 27, 2009 alle 12:28 am

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