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Adobe AIR mette radici in Linux

A nove mesi di distanza dal rilascio della prima versione stabile per Windows e Mac, la tecnologia Adobe AIR ha raggiunto la maturità anche su Linux, uscendo dallo stadio di beta testing e consentendo agli utenti del Pinguino di far girare tutte le più recenti applicazioni AIR.

La giovane tecnologia di Adobe permette agli sviluppatori di creare applicazioni web capaci di girare al di fuori del browser, in modo non dissimile dai programmi desktop tradizionali. Tali web application (qui un elenco aggiornato) possono essere scritte utilizzando tecnologie e linguaggi ormai consolidati come Flash, JavaScript, HTML e Flex.

Adobe ha promesso che, d’ora in avanti, lo sviluppo della versione Linux di AIR avverrà in sincronia con quella per Windows e Mac OS X. Ciò sarà possibile grazie al fatto che, in questi mesi, il team di sviluppo di AIR è riuscito a colmare il gap iniziale e implementare nella versione per Linux le stesse funzionalità alla base delle release per Windows e Mac, tra le quali il pieno supporto a Flash 10.

L’avvenuta unificazione delle varie versioni del software, evidenziata dal fatto che tutte portano ora il numero di release 1.5, è importante perché garantisce agli sviluppatori che le applicazioni scritte per una certa versione di AIR possano funzionare bene su tutte le piattaforma supportate. Nel recente passato il rischio incompatibilità era invece sempre dietro l’angolo: il client Twhirl per Twitter, ad esempio, non girava sulla versione beta di AIR per Linux.

Adrian Ludwig, product manager di Adobe per AIR, afferma che il supporto multipiattaforma è la caratteristica più importante delle tecnologie web-based come AIR, ed anche quella che in futuro potrebbe dare un grosso aiuto alla diffusione di Linux nel segmento desktop.

“Oggi meno del 2% dei sistemi client usano Linux. Questa situazione fa sì che gli sviluppatori di applicazioni desktop per Windows siano poco incentivati a portare il proprio lavoro su Linux”, ha commentato il manager americano. “AIR offre oggi agli sviluppatori la possibilità di creare applicazioni desktop capaci di girare, senza alcuna modifica, sulle tre più diffuse piattaforme al mondo”.

Ludwig ha poi ribadito la volontà della propria azienda di portare AIR sui dispositivi mobili, a partire dai MID. Un obiettivo che fa parte di quel progettone collaborativo, l’Open Screen Project (OSP), con cui Adobe spera di rendere la propria tecnologia Flash uno standard de facto anche nel mondo dei device mobili.

Il client e il software development kit (SDK) di AIR 1.5 possono essere scaricati gratuitamente da qui per tutte le piattaforme supportate. Il client ha una dimensione di circa 15 MB, e contiene il motore di runtime necessario per far girare le web application AIR-based.

Fonte: punto-informatico

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