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Roma verso la nuova legge antiP2P

La Camera dei Deputati ha votato un Ordine del Giorno proposto da Giorgio Stracquadanio (PDL) che potrebbe gettare le basi per una trasformazione radicale su come vengono investigati e perseguiti in Italia una serie di comportamenti su Internet legati alla condivisione di contenuti.

In fase di esame del decreto sulla data retention e sul rinnovo della conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico, con un rinvio per alcuni obblighi in carico agli operatori, l’Ordine del Giorno osserva come proprio questo tema sollevi le problematiche del delicato equilibrio tra diritto alla riservatezza ed “efficacia nelle indagini di polizia”.

In particolare, si legge nell’OdG, “la questione dell’obbligo di riservatezza dei dati rileva sempre più in termini di tutela dei diritti e delle libertà altrui, in particolare per il contrasto alla diffusione, tramite internet, di materiale protetto da diritto d’autore, il cui traffico illecito genera danni per centinaia di milioni di euro per autori e produttori”.

Se non sorprende il riferimento al presunto danno causato da P2P e derivati, non deve sorprendere neanche il diretto collegamento tra privacy e indagini sul P2P: come noto è proprio sul fronte privacy che si sono schiantati procedimenti ad ampio spettro come quello legato all’affaire Peppermint. La riservatezza degli utenti è stata considerata prioritaria e nei procedimenti civili è pressoché impossibile procedere ad “indagini profonde” su quello che combinano online gli utenti.

L’Ordine del Giorno fa espresso riferimento alla decisione della Corte di Giustizia europea che lo scorso gennaio, come ricorderanno i lettori di Punto Informatico, aveva invitato gli stati membri della UE di “garantire un giusto equilibrio tra i diversi diritti fondamentali tutelati” e “garantire, nell’ambito della società dell’informazione, l’effettiva tutela della proprietà intellettuale e del diritto d’autore”, una dichiarazione che era stata interpretata come una sorta di “via libera” a inchieste più pervasive nelle attività online.

A fronte di tutto questo, l’Ordine del Giorno impegna il Governo “ad assicurare un adeguato bilanciamento tra la tutela della privacy e la tutela giudiziaria, anche in sede civile (il corsivo è nostro, ndr), dei diritti di proprietà intellettuale in ambito digitale; a dare seguito agli impegni presi in sede europea a favore di politiche pubbliche di collaborazione tra i prestatori di servizi e i titolari di diritti, in nome della lotta alla pirateria informatica”.

Proprio sul fronte del P2P e della privacy è di interesse il fatto che proprio ieri il Consiglio d’Europa abbia stralciato dal Pacchetto Telecom il famoso emendamento 138. Si tratta di quell’emendamento voluto dal Parlamento Europeo che di fatto sbarrava la strada alla Dottrina Sarkozy, ritenendo fuori proporzione la misura della disconnessione da Internet per gli utenti abusivi. Impediva anche che simili provvedimenti potessero essere assunti senza il vaglio di un magistrato.

Stando alle fonti francesi, dunque, i ministri europei che si sono riuniti per benedire il celebre “Pacchetto” avrebbero deciso non solo di dare una sterzata contraria rispetto alle scelte dell’Europarlamento ma anche rispetto agli orientamenti della Commissione Europea, che ha già appoggiato il voto del Parlamento comunitario. Una scelta antitetica, quella del Consiglio, che non è ancora definitiva: si tratta di un orientamento che potrebbe facilitare nel Parlamento Europeo il voto finale prima delle prossime elezioni.

Inutile dire, peraltro, che la scelta del Consiglio ha suscitato la reazione dei presentatori dell’emendamento, il socialista Guy Bono e il verde Daniel Cohn-Bendit, che hanno già annunciato l’intenzione di ripresentare l’emendamento non appena il testo uscito dal Consiglio giungerà in Parlamento. “Questo emendamento – ha dichiarato Bono – costituiva un grosso problema per Nicolas Sarkozy e i suoi amici dele major. Qui non siamo dinanzi al Parlamento Europeo o alla Commissione che sono lontani dalla gente, qui siamo davanti ad un Consiglio che favorisce intese ambigue tra amichetti”.

Fonte: Punto-informatico

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