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Giocare online con Android si può. Quasi

Android è arrivato. O quasi: T-Mobile G1, lo smartphone polifunzionale recentemente presentato dall’omonimo operatore tedesco in una conferenza stampa alquanto lontana dall’ipnotismo monolitico dagli show di “Apple Jobs”, sarà disponibile nei negozi statunitensi solo a partire dal prossimo 22 ottobre. Nel mentre, chi volesse dare uno sguardo ravvicinato al gingillo può servirsi del simulatore in tecnologia Flash sviluppato dalla stessa T-Mobile.
il cosinoDefinito impropriamente un “emulatore” del googlefonino, l’appliance del provider che per primo si è accollato l’investimento necessario ad adottare Android non è in realtà granché usabile o funzionale, limitandosi a fornire un’idea di massima e un colpo d’occhio su forma e contenuti del G1.

L’applicazione offre una visione “a 360 gradi” dello smartphone riprodotto in grafica di sintesi, anche se la suddetta visione sembra piuttosto eterodiretta e limitata, giusto il tempo di vedere i marchi “Google”, “HTC” e “T-Mobile” stampati sul telaio, lo schermo scorrere a rivelare o coprire la micro-tastiera QWERTY e il balenìo dei finti riflessi pre-renderizzati che farebbero apparire bello anche il device più brutto e anonimo.

La sezione “Guide” del simulatore offre poi una panoramica delle operazioni meccaniche possibili con il googlefonino, utili a far comparire la tastiera, sostituire la batteria, montare la SIM-card e la memory stick. Il tutto ancora una volta in pre-rendering e senza particolari possibilità di interazione da parte dell’utente.

La parte del simulatore definita “emulatore” da T-Mobile offre una rappresentazione a pieno schermo del G1, e permette di “giocare” con la tastiera, i pulsanti presenti sulla base longitudinale del dispositivo e una riproduzione del desktop di Android, con tanto di icone per le chiamate, le e-mail, i contatti, il browser, Google Maps e quant’altro.

Oltre a poter cliccare un po’ a casaccio e visualizzare pagine statiche sul “browser” simulato, però, non si va: tutto è finto, pura estetica che nelle intenzioni di T-Mobile dovrebbe traghettare gli utenti interessati dritti verso l’acquisto e quindi l’esborso di quei 180 dollari scarsi necessari.

Navigando tra i menu e le appliance del simulatore ci si trova, più spesso che no, di fronte all’avviso “questo schermo non è pienamente operativo”, riducendo la prova a una successione un po’ asettica di screenshot in bassa risoluzione. Chi fosse interessato a vedere davvero all’opera G1, suggerisce T-Mobile, dovrà comprarselo.

Fonte: punto informatico

  1. gennaio 11, 2014 alle 11:23 am

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