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Anteprima di OpenOffice.org 3.0

Salvo ritardi dell’ultim’ora, quello di settembre dovrebbe essere il mese del rilascio della versione 3.0 di OpenOffice.org, ricca di novità e attesa, soprattutto, dagli utenti Mac. Al momento è stata rilasciata sui server la RC1: la versione italiana, per chi la volesse provare, è disponibile per Windows (Xp e Vista), Linux RPM, Linux Debian e MacOs X. Ecco cosa dobbiamo aspettarci dalla nuova major release.

La novità maggiore, forse, sta proprio nella presenza di una versione nativa per l’interfaccia Aqua di MacOS X. Fino alla versione 2, infatti, gli Apple Boys dovevano usare NeoOffice, versione per Mac di OOo, tramite server grafico X11, con ovvi problemi di integrazione nel sistema e consumi esagerati di RAM.

Innanzitutto, le prime differenze appaiono già in avvio: tralasciamo lo spash screen perché può essere brandizzato sulle diverse distribuzioni.

All’apertura del programma si avvia uno start center dall’accattivante aspetto grafico, che permette di creare un nuovo documento con l’applicazione desiderata, oppure di usare un modello o di aprire un file esistente. Una piccola annotazione: il testo che accompagna le icone non è attivo e questo può creare confusione nell’utente. Ma forse il sottoscritto è solo un pignolo perfezionista. Comunque, installata la bicicletta, è venuto il momento di pedalare; per descrivere le novità di OOo 3.0 quale occasione migliore che scrivere questo articolo?

Dopo aver cliccato sull’icona che ci permette di creare un nuovo documento di testo, si apre ai nostri occhi la finestra del nuovo OpenOffice. A prima vista nulla di nuovo ma, con uno sguardo più attento, in basso a destra troviamo un oggetto curioso: serve a gestire i livelli di zoom del documento ed è presente solo in Writer. Si può intervenire trascinando il cursore, oppure cliccando sui segni più e meno posti alle estremità della linea: in questo caso ad ogni clic corrisponde un incremento (decremento) di cinque punti percentuali.

Sulla linea sono anche presenti due piccoli segni: il primo corrisponde a un ingrandimento del 100%, il secondo a una vista a pagine affiancate. Cliccando sull’estremità sinistra della linea si ha una specie di anteprima di stampa su più pagine. A nostro parere il sistema è ergonomico ed intuitivo, ben diverso dalla solita casella di scelta con menù a discesa.

Altra chicca è la possibilità di inserire note a margine del foglio. D’accordo, Microsoft Office è già da un bel po’ di tempo che lo permette, ma in questo caso siamo di fronte a un concept pieno di promesse, nato l’anno scorso in seno al Google Summer of Code, l’iniziativa che premia i più interessanti progetti proposti e sviluppati da studenti. Il passo successivo sarà quello di integrare al meglio note e testo; aspetto con curiosità.

Passiamo a Calc; d’acchito non si vede niente di nuovo, ma la sensazione d’insieme è positiva. Guardando meglio, si può osservare come l’aspetto grafico generale sia nettamente migliorato, come evidenziato dall’immagine che mette a confronto le versioni 3.0 (sopra) e 2.4 (sotto). Le celle evidenziate non sono più in colore invertito, ma hanno una tonalità cromatica decisamente più accattivante. Un’altra novità è data dall’aumento del numero delle colonne da 256 a 1024. Altre modifiche, infine, sono roba da specialisti, come la possibilità di cercare, in una certa formula, i valori che ne massimizzano o minimizzano il risultato (ottimizzazione lineare), o di mostrare, nei grafici, le barre di errore, che definiscono il campo di incertezza dei valori. Un esempio pratico? La famosa “forchetta” degli exit pool.

Anche Impress ha beneficiato del restyling della suite, beneficiando di un netto miglioramento estetico. Le novità, però, non sono solo cosmetiche: è stata, infatti, aggiunta la possibilità di inserire una tabella direttamente in una slide, senza bisogno di doversi appoggiare ad applicazioni esterne. Noto, inguaribile pignolo, che non è ancora possibile inserire un organigramma, se non costruendolo con forme e connettori, operazione francamente lunga e noiosa. Aumentati anche gli effetti di animazione, ma, con rammarico, rileviamo che le promesse transizioni basate sulle librerie OpenGL (altro frutto del Google Summer of code dello scorso anno) non sono ancora state implementate.

Naturalmente, oltre a tutte queste novità, c’è anche un oscuro lavoro di bug fixing, di miglioramento e ottimizzazione del software che resta nascosto agli occhi dell’utente finale.

E veniamo adesso alle non novità, cioè alle cose che ci saremo aspettati di trovare e che, invece, questo giro salteranno. In primo luogo la compatibilità con OOXML, il discusso standard documentale della Microsoft, è ancora in fieri: per il momento è possibile solo importare file OOXML molto semplici e il risultato non sempre è all’altezza delle aspettative. Sempre a proposito di formati, pensavamo fosse la volta buona per importare i file PDF e per creare PDF editabili: anche in questo caso l’attesa è stata frustrata.

Cambiamo argomento: nella OooCon del 2007, tenutasi a Barcellona, fu annunciato in pompa magna che OpenOffice.org 3 avrebbe avuto un PIM, cioè un Personal Information Manager, per gestire impegni, appuntamenti e posta elettronica, . Il codice di questa nuova funzionalità non sarebbe stato sviluppato ex novo, ma si sarebbe basato su quello dei progetti Thunderbird e Sunbird/Calendar. Ebbene, lo sviluppo del client di posta elettronica della Mozilla Foundation è penosamente arretrato rispetto a quello di Firefox, vera star di casa, e stendiamo un velo pietoso su Sunbird, fermo alla release 0.8 da tempo immemorabile. Allo stato dell’arte ci risulta che gli sviluppatori di OOo stiano lavorando direttamente sul codice di Thunderbird per migliorarne la qualità e favorirne l’integrazione (qui altre notizie in proposito). Anche in questo caso dovremo aspettare ancora.

Per concludere segnaliamo che il team di sviluppo di OpenOffice.org prevede il rilascio della versione 3.0.1 per il prossimo mese di dicembre. La versione 3.1 vedrà la luce nel febbraio del 2009 e la 3.1.1 nell’estate successiva. Segnaliamo agli interessati che qui è possibile consultare il What’s new? della RC1.

Fonte: tuxJournal

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