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Android seminudo per sviluppatori e fedeli

Google Android, la piattaforma software che minaccia di ridefinire gli standard del mercato mobile, ha messo in mostra alcune delle carte che BigG vuol giocare nel tentativo di scompaginare il settore come e più di quanto abbia fatto finora con il search online.
il sistema in funzioneAlla conferenza per sviluppatori Google I/O tenutasi in quel di San Francisco, gli uomini chiave della Android Community hanno presentato uno smartphone “demo” basato su Android e si sono poi intrattenuti in una sessione di Q&A con la platea. A gestire l’evento c’era Steve Horowitz, engineering director del progetto, il quale non ha lesinato sui dettagli del dispositivo prototipo utilizzato e ha risposto alle domande poste dal pubblico.

Il prototipo di Android messo in mostra a San Francisco girava su un dispositivo dotato di un processore Qualcomm a 528 MHz, touchscreen marcato Synaptics e scheda cellulare per la connessione su rete UMTS – 3,6 Mbps in HSDPA. Il software era presente su una scheda di memoria flash da 256 Megabyte e sfruttava i 128 MB della RAM on-board.

Che cosa è stato capace di fare Android nella demo? Tra le possibilità messe in mostra da Horwitz va annoverata una versione specifica del servizio Google Street View, navigabile sfruttando lo schermo sensibile al tocco. La platea è esplosa in un applauso allorché l’ingegnere ha attivato la “modalità-bussola”, grazie alla quale Street View ha potuto sfruttare la bussola e gli accelerometri integrati nel dispositivo per tracciare in tempo reale i movimenti dell’utente sulle cartine virtuali.

il sistema in funzioneIl termine fissato per il lancio di Android è la seconda metà dell’anno in corso. Nella Q&A session – di cui esiste una trascrizione con video a corredo sul weblog della Community del progetto – gli sviluppatori si dicono soddisfatti dell’attuale stato dei lavori e vogliono ora essere sicuri che il tutto “sia perfetto e che le persone abbiano davvero una buona esperienza consumer” con il prodotto.

I progettisti ne sono convinti: sul lungo termine Android metterà all’angolo le piattaforme concorrenti. C’è solo da attendere che si materializzi sul mercato. A questo proposito Morse, content partner di Punto Informatico, parla di una situazione hardware tutta da definire, di nessuna certezza neanche attorno al chiacchierato HTC Dream e dice: “Proprio in questi giorni si sta costituendo in California una nuova divisione di Motorola dedicata al primo handset che impiegherà Android. Al momento, per il rilascio del primo dispositivo, si parla di una tempistica non inferiore a 12 mesi”.

Android viene attualmente sviluppato interamente da Google ma l’azienda promette che verrà rilasciato sotto licenza aperta, una volta raggiunto uno stadio di maturazione considerato “adeguato”, una incertezza sul suo status che non tutti ritengono positiva. Ad ogni modo, si tratta di un sistema che dall’open source eredita anche alte caratteristiche di flessibilità, progettato per essere platform-agnostic: il software, assicurano i G-Men, “dovrà lavorare con i dispositivi touchscreen, quelli con D-pad integrato e quelli basati su trackball. Alcuni terminali potrebbero persino non avere uno schermo”. Android sarà davvero una revolution?

Fonte: punto Informatico

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