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A volte ritornano: riecco la legge delle tre disconnessioni

Ottobre 26, 2009 gianmichele Lascia un commento

A volte ritornano: riecco la legge delle tre disconnessioniCredevate che la malvagia HADOPI fosse stata definitivamente sconfitta? Ebbene no, visto che la Corte Costituzionale Francese si è espressa favorevolmente su una nuova versione della “legge delle tre disconnessioni” riveduta e corretta.

Il cambio all’interno della legge riguarderebbe il soggetto in possesso del potere di dare il via al procedimento di disconnessione: non più l’ormai famosa agenzia governativa ma un giudice, cosa che evidentemente è bastata a rimettere HADOPI nella giusta carreggiata per diventare realtà.

Non sono mancate come prevedibile le reazioni alla notizia, tra le quali quella del Parti Pirate, secondo il quale dopo aver stabilito qualche mese fa che l’accesso alla rete era un diritto inviolabile del cittadino, è strano che ora basti dare il potere di tagliare la connessione a un giudice per far passare la legge.

Fonte: downloadblog

Scaricare serie tv via torrent, fenomeno in aumento

Ottobre 6, 2009 gianmichele 1 commento

piratesIl download di serie di tv via torrent è in costante aumento. Come spiegare altrimenti il fenomeno? Il modello della tv come la conosciamo, o meglio come ce la propinano, vacilla. Anzichè essere legati ad un palinsesto ad orario fisso, magari su centinaia di canali, le persone preferiscono vedere ciò che vogliono nel momento in cui lo vogliono. E questo porta a scaricare programmi che comunque verrebbero visti gratis. Lapalissiano per qualcuno ma non per tutti.

Uno dei siti di riferimento per la ricerca e catalogazione dei torrent tv è EZTV. Torrentfreak ha riportato proprio oggi che EZTV raddoppiato i propri visitatori in un solo anno, e non c’è segno che la crescita rallenti. Si parla di 15 milioni di visite solo per il mese di Settembre 2009, in confronto ai 9 milioni di pagine del Settembre 2008.

Se è vero che è possibile negli Usa vedere ad esempio Heroes in streaming legale via Hulu, è anche vero che per il resto del mondo le cose sono diverse. In Italia, come sappiamo bene, è necessario aspettare mesi prima di vedere la messa in onda con un doppiaggio magari non gradito, e con orari o programmazioni in alcuni casi “bizzarre”. C’è però il caso di nazioni anglofone, come l’Australia, dove è necessario attendere mesi senza che sia una valida motivazione tecnica. Non allora un caso che in Australia EZTV sia uno dei siti più visitati, insieme a Mininova, The Pirate Bay e IsoHunt.

Come fermare il fenomeno non è affatto chiaro, ne tantomeno sarà facile. E’ comunque chiaro che finchè le emittenti non saranno in grado di trasmettere nello stesso momento (o quasi) la stessa serie televisiva, ci sarà sempre la voglia di vedere “subito” l’ultima puntata del proprio telefilm preferito.

Fonte: downloadblog

Il backup di The Pirate Bay va online

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Il backup di The Pirate Bay va onlineCom’era lecito aspettarsi il backup di The Pirate Bay è stato pubblicato online all’indirizzo http://tracker.btarena.org/, dove è possibile ritrovare i 873.671 torrent ospitati dalla piattaforma segnalati qualche giorno fa in un unico torrent delle dimensioni di 21,3GB.

Se dopo la vendita di The Pirate Bay non vi fidate più della piattaforma potete dunque ricorrere anche a questo mirror, che l’autore tiene a precisare rimarrà tale senza evolversi per tentare di fare concorrenza alla Baia o comunque di diventare un punto di riferimento nel panorama P2P.

Fonte: downloadblog

Il Partito del Pirata si diffonde in Francia e Repubblica Ceca

Il Partito del Pirata si diffonde in Francia e Repubblica CecaDopo il successo elettorale alle recenti elezioni europee, il Partito del Pirata, movimento politico nato in Svezia, si è diffuso presto in tutta Europa. Recentemente nuove formazioni del Partito del Pirata sono nate anche in Francia e in Repubblica Ceca.

In Repubblica Ceca il partito ha già raccolto 2.500 firme elettroniche, e spera di poter ottenere qualche risultato nelle elezioni di ottobre. Il leader del CPS (ovvero del Českou pirátskou stranu) ha dichiarato che non vuole ottenere seggi in Parlamento: basterebbe che i politici si interessassero ai problemi della pirateria e dei diritti digitali. Come tante altre formazioni politiche simili, il Partito del Pirata ceco non ha un vero e proprio programma politico, ma punta sui temi della proprietà intellettuale e spera di collaborare con altri partiti.

Il movimento francese, nato da poco, gestisce un gruppo su Facebook e un blog su WordPress, anche se la speranza è quella di ingrandirsi sulla scia dell’omonimo svedese. Proprio la Francia potrebbe essere un terreno fertile proprio a causa della legge sulle tre disconnessioni che il governo ha tentato più volte di far passare. Ad oggi il gruppo su Facebook ha 1.600 membri.

Ovviamente i due partiti sono ancora troppo piccoli per destare interesse politico. Ma è un segnale di come il sasso lanciato in Svezia stia dando risultati in tutta Europa. Solo poche settimane fa il Partito del Pirata in Germania otteneva un posto in Parlamento grazie al passaggio di Jorg Tauss nel nuovo movimento. Chissà se anche in Italia accadrà qualcosa di simile. Voi cosa pensate di un Partito del Pirata tutto italiano?

Fonte: downloadblog

Moby si scaglia contro la RIAA: “La multa di 1.9 milioni di dollari è un’assurdità”

Moby si scaglia contro la RIAALa notizia della multa di 1.9 milioni di dollari data alla signora Jammie Thomas per aver scaricato e condiviso 24 canzoni su Internet, ha fatto il giro del mondo. E, nonostante la soddisfazione degli avvocati della RIAA, alcuni musicisti hanno espresso dei pareri negativi.

E’ il caso di Moby e Radiohead, due artisti che hanno spesso appoggiato le cause a favore degli utenti, accusando la RIAA e le società di tutela del diritto d’autore.

Secondo Moby è assurdo pagare 80.000 dollari per ogni canzone: l’industria musicale dovrebbe pubblicare musica a prezzi più economici e smetterla con queste cause.

Questo modello di business non è sostenibile a lungo andare. Inoltre negli ultimi anni oltre 30.000 utenti avrebbero preferito patteggiare con la RIAA per una media di 3.500 dollari, e ciò significa che la RIAA avrebbe guadagnato oltre 10 milioni di dollari senza affrontare neanche un processo.

Anche i Radiohead si sono espressi a favore degli utenti, sostenendo il caso del giovane Tenenbaum, del quale abbiamo più volte parlato in passato.

Fonte: downloadblog