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Articoli taggati ‘Open Source’

Cento milioni di OpenOffice

Novembre 11, 2009 gianmichele Lascia un commento

di Fabrizio Bartoloni – Alla OOoCon 2009, i successi e gli insuccessi del progetto open source. L’Italia detiene il primato dei download. L’intervista al presidente PLIO Italo Vignoli.

Cento milioni di OpenOffice“Cento Milioni”, questo il titolo scelto per l’edizione 2009 dell’OOoCon, la conferenza annuale di OpenOffice.org svoltasi al 3 al 6 Novembre nei palazzi del centro storico di Orvieto, proprio a sottolineare l’importante traguardo di download dal rilascio della versione 3 di questa suite.

La migrazione ad OOo del Comune di Bologna è stato il primo dei casi studio in esame: un progetto privo di precedenti per dimensioni nel nostro paese in cui 3.600 PC coinvolti hanno dovuto far fronte a una licenza di Office97 giunta ormai a fine vita. “Avremmo dovuto comprare altrettante nuove licenze a prezzo pieno, 300 euro l’una, invece migrare ad OpenOffice 2.4.2 l’intero parco macchine è stato possibile spendendo un totale di 80mila euro in due anni suddivisi tra una borsista della locale università e la consulenza e formazione da parte di Yacme, una azienda privata del campo OSS” ci spiega al termine del suo intervento l’Ing. Massimo Carnevali, responsabile ICT del capoluogo felsineo. “Il Comune ha speso 580mila euro di licenze software nel 2006, le previsioni per il 2010 sono di 400mila euro grazie all’open source” aggiunge. Una metà delle workstation ha compiuto una transizione completa, delle restanti, complice la ragnatela di circa seicento applicativi in gioco (Lotus Domino, SAP etc), 900 hanno dovuto optare per la coesistenza delle due soluzioni e in altre 900 c’è stato un upgrade parziale (Office97 è installato ma invisibile all’utente). Per fine anno si prevede di completare il processo transitivo una volta risolte le dipendenze binarie dalle DLL di Domino e dalle funzioni peculiari di MS Office. Anche l’opera di formazione del personale sul nuovo pacchetto di ufficio sembra aver dato frutti positivi, il sistema di feedback su un campione di 300 dipendenti comunali ha rilevato un tasso di gradimento compreso tra 3.5 e 4 su un massimo di 5. Il piano successivo, nelle intenzioni di Carnevali, è di migrare anche il sistema operativo ad una soluzione open source, nella fattispecie Linux.

Il secondo caso studio si svolge a Roedovre, città danese di meno di 40mila abitanti. La municipalità si trova ad abbandonare Office 2003 in maniera graduale, la gestione dei documenti passa da una forzata integrazione tra MS Word e Notes in cui si può gestire solo un documento alla volta, dove troppi messaggi di errore affollano lo schermo e la pubblicazione online avviene manualmente. Leif Lodahl, project manager a Magenta ApS e coordinatore per la Danimarca di OOo, ne racconta la dinamica: “Siamo partiti dalla soluzione dei problemi, abbiamo creato una applicazione dummy il cui unico scopo fosse di mostrare come li avevamo risolti e quali migliorie avessimo apportato. 300 template sono stati convertiti, sono state create estensioni e configurazioni personalizzate, inoltre ora Notes e OpenOffice.org sono ora molto più vicini di quanto accadesse col vecchio pacchetto Microsoft. L’esperienza utente è migliorata quanto la produttività, sono spariti i messaggi di errore e i documenti sono al sicuro dal rischio di sovrascrizione involontaria”. Questo in 1-2 anni allocando 180mila euro di spesa.

Chi invece è dovuta tornare sui suoi passi è stata l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Massimiliano Falcinelli, systems engineer presso la stessa, riferisce di un ambiente quantomeno sui generis con uffici e laboratori sparsi su tutto il globo attraverso ogni fuso orario, necessità di reazione tempestiva ai problemi e di sicurezza massima cui sinora solo la casa di Redmond sembra poter rispondere con una assistenza adeguata, nonostante le direttive generali delle Nazioni Unite, da cui l’AIEA dipende, impongano di adottare l’OSS ovunque sia possibile. Se aggiungiamo l’ostilità degli scienziati coinvolti renitenti al cambiamento, abbiamo OpenOffice installato su davvero poche postazioni in ambiti molto limitati e marginali.

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La Casa Bianca sceglie Drupal per il sito ufficiale

Ottobre 28, 2009 gianmichele Lascia un commento

Il governo Obama continua a mostrare chiari segni di attaccamento alla causa Open Source migrando il sito web più importante degli Stati Uniti al celebre CMS.

Così come ci ricorda Wikipedia, Drupal è un content management system (CMS) modulare scritto in linguaggio PHP e distribuito sotto licenza GNU GPL. Un CMS è uno strumento usato per gestire un sito web evitando di dover programmare l’intero software lato server che gestisce il sito. Molti CMS contemporanei, compreso Drupal, offrono un’interfaccia di amministrazione con cui l’amministratore può gestire ogni aspetto del sito web, senza il bisogno di possedere conoscenze tecniche particolari. Drupal funziona su diversi sistemi operativi, tra cui Windows, Mac OS X, Linux e qualsiasi piattaforma che supporti i web server Apache (versione 1.3 o superiore) o IIS (versione 5 o superiore) e PHP (versione 4.3.3 o superiore). Le sue qualità hanno sorpreso anche l’amministrazione Obama, tant’è vero che Drupal è da poco dietro il sito web della Casa Bianca. Macon Philips, responsabile del progetto, ha dichiarato che non ci saranno cambi a livello grafico ma in compenso il codice dell’intero sistema sarà disponibile per la consultazione e la modifica. Drupal è stato anche scelto per migliorare la sicurezza del sito, attraverso i tanti fix quotidiani che arrivano direttamente dagli utenti.

whitehouse

Fonte: tuxjournal

OS House

Ottobre 28, 2009 gianmichele Lascia un commento

os-house

Per una volta non parliamo di software ma di architettura ed edilizia. L’obiettivo di Open Source House è quello di condividere la conoscenza per poter disegnare progetti di case ecocompatibili dai costi minimi. Il modello è proprio quello del software open source. Chi vuole può contribuire con idee fattibili, affinchè il progetto possa proseguire.

Uno dei progetti realizzati si trova in Bolivia, dove sono state utilizzate bottiglie di plastica riempite di sabbia al posto di mattoni e cemento. Questo ha permesso un risparmio notevole, dando la possibilità anche i più poveri di vivere in una abitazione.

C’è da augurarsi che che il modello Open Source si sviluppi anche in campi non necessariamente legati all’informatica.

Fonte: ossblog

Stallman: GNU GPL ruba il futuro a MySQL

Ottobre 23, 2009 gianmichele Lascia un commento

L’animatore di Free Software Foundation chiede alla Commissione Europea di bloccare l’acquisizione del database open source da parte di Oracle. Motivo: la licenza GPL

Nella vita può succedere di tutto, persino di ascoltare un paladino delle licenze libere e del codice aperto come Richard Stallman criticare apertamente GNU GPL per scarsità di appeal economico. L’autore originale della celebre licenza FOSS, animatore di Free Software Foundation e di tante battaglie contro il codice chiuso e le sue derive commerciali si pronuncia contro l’acquisizione di MySQL da parte di Oracle dopo l’acquisto di Sun, chiedendo all’antitrust europeo di mettersi di traverso nell’operazione.

La UE è attualmente impegnata a valutare il takeover da vicino, dopo aver espresso preoccupazioni sui possibili pericoli per la salute del settore DBMS dove già la concorrenza non è esattamente la norma. Preoccupazioni che Oracle ha provato a liquidare dichiarandosi per l’ennesima volta convinta del valore di MySQL e dell’opportunità di farlo convivere con il formato di database di sua proprietà.

In una lettera inviata al commissario europeo per la competitività Neelie Kroes, Stallman, Knowledge Ecology International e Open Rights Group chiedono alla UE di negare l’approvazione dell’accordo tra Oracle e Sun. L’accordo ha già avuto il via libera delle autorità antitrust statunitensi, ma un eventuale blocco da parte del Vecchio Continente mettere seriamente a rischio l’acquisizione.

I paladini dell’open source mettono in luce il pericolo di un restringimento del mercato di MySQL a favore di Oracle, e rispondendo alla “ipotesi fork” già avanzata (tra gli altri) dall’ex-CEO di MySQL Marten Mickos – secondo cui nemmeno Oracle potrebbe schiacciare MySQL perché la community sarebbe portata a rispondere con una nuova linea di sviluppo del software – Stallman e i paladini dell’open source sostengono che un eventuale fork non rappresenterebbe la salvezza a causa della licenza con cui viene distribuito il codice di MySQL.

“L’acquisizione di MySQL da parte di Oracle sarà una grave battuta d’arresto nello sviluppo della piattaforma di database FOSS” si legge nella lettera inviata alla UE, con la possibile alienazione e dispersione del core degli sviluppatori di MySQL. “Considerando che il fork del codice di MySQL sarà particolarmente dipendente dai contributi della community FLOSS, più che da quelli interni alla società – continua la lettera – la mancanza di una licenza più flessibile per MySQL presenterà barriere considerevoli a un nuovo percorso di sviluppo biforcato”.

GNU GPL farebbe secondo Stallman in modo da trattare gli sviluppi commerciali biforcati del codice in maniera non paritaria, togliendo tutto l’appeal alla ipotetica nuova rinascita di MySQL dovesse Oracle decidere di affossare il progetto. La posizione di Mr. Free Software risulta d’altronde in linea con quella di Monty Widenius, creatore originale del database che anima la pila LAMP (Linux, Apache, MySQL e PHP) dei server di rete, che ha già provveduto a mettere in piedi la Open Database Alliance con il relativo fork di MySQL noto come “MariaDB”.

Non bastasse l’ostilità del mondo FOSS, per Oracle le brutte notizie arrivano anche da Bruxelles dove un portavoce di Kroes ha detto che il commissario è “deluso” per l’incapacità dimostrata da Oracle di fornire, nonostante le ripetute richieste della Commissione, prove evidenti della compatibilità tra il business di Oracle e quello di MySQL. A questo punto l’UE potrebbe davvero bloccare l’acquisizione di Sun o, nella migliore delle ipotesi, chiedere la vendita di MySQL.

Fonte: punto-informatico

Internal Design Application: arredare gli interni dell’appartamento con Sweet Home 3D

Ottobre 16, 2009 gianmichele Lascia un commento

L'interfaccia di Sweet Home 3D

Pianificare la posizione dei mobili all’interno di un appartamento non è più un problema. Sweet Home 3D è un software open source, scritto in java, che consente di arredare un appartamento virtuale su una piantina 2D, visualizzandolo in un’anteprima 3D.

Il programma, la cui ultima versione è stata rilasciata di recente, consente, attraverso una interfaccia molto semplice, di definire i confini perimetrali dell’appartamento, e, all’interno di esso, posizionare i mobili. Per ciascun elemento d’arredo è possibile specificare le proprietà: colore, dimensioni, posizione.

Sufficientemente vasto il set di mobili integrati nel software, e, per i più esigenti, oltre 250 modelli possono essere scaricati dalla rete e importati in SH3D.

In qualsiasi momento, è possibile modificare la vista dell’appartamento da 2D in 3D o in Virtual visit mode che simula la visione dell’utente dall’interno l’appartamento. L’utilizzo di texture dei muri e della mobilia, rende inoltre più realistica l’immagine in tre dimensioni.

Molto utile anche la possibilità di fotografare l’appartamento. E’ possibile anche esportare l’immagine in OJB allo scopo di migliorare il rendering con programmi quali ad esempio Blender

Le funzionalità di Sweet Home 3D possono inoltre essere estese attraverso plugin ovvero procedure in Java.

Fonte: Ossblog