Allmyapps.com è un comodo sito che consente l’installazione di software gratis e a pagamento semplicemente con un click disponibile sia per sistemi windows (XP, Vista e Seven) che per Ubuntu (dalla 8.04 fino alla ultimissima 9.10).
Il sito consente, previa registrazione gratuita, la scelta dei software da installare in un vasto repository di oltre 20000 applicazioni (come dichiarato sul loro blog ufficiale), opportunamente divise per tipologia di software nonché, naturalmente, per sistema operativo. Allmyapps consente anche la creazione di liste di software e con un semplice click è possibile procedere all’installazione dell’intera lista. È inoltre possibile condividere le liste attraverso le email oppure con codice html da pubblicare sul proprio sito. Infine è possibile mantenere uno storico delle proprie installazioni in maniera da poterle ripetere in futuro.
Allmyapps è quindi un sito con delle potenzialità decisamente interessanti, consentendo ad esempio di ripristinare il sistema con le proprie applicazioni preferite in maniera molto veloce e sicura. Il team di gestione del sito inoltre incoraggia la comunità a fornire nuove idee e feedback al fine di migliorare continuamente le features del sito.
Da ieri è disponibile la release stabile di Karmic Koala, ultima “creatura” di Canonical: come di consueto, GetDeb ha inviato ai suoi sottoscrittori una nota in cui scoraggia fortemente l’aggiornamento manuale da Ubuntu 9.04 — invitando a effettuare l’installazione dal principio.
Quello che ormai è diventato persino un motivo di scherno da parte degli utenti più esperti potrebbe andare oltre la proverbiale cautela: a prescindere dall’uso del repository di GetDeb e dei suoi pacchetti, le novità introdotte da Ubuntu 9.10 sono tali da non poter prendere alla leggera questo avviso. Almeno, se si vogliono evitare spiacevoli inconvenienti.
L’introduzione di GRUB2 – che è giunto alla versione 1.97 – come bootloader predefinito e del kernel 2.6.31, che ha problemi noti coi driver proprietari di ATI, sono due ragioni sufficienti per procedere con una fresh installation del sistema operativo: per esperienza, il pieno supporto a fglrx è stabile qualche settimana dopo il rilascio di una nuova release di Ubuntu.
Disponibile per il download la versione finale di Karmic Koala, nuova major release della più diffusa distribuzione Linux desktop
In linea con quanto annunciato la scorsa settimana, ieri Canonical ha rilasciato la versione finale di Ubuntu 9.10, alias Karmic Koala.
“Ubuntu 9.10 porta con sé cambiamenti grandi e piccoli che hanno un obiettivo comune: rendere Ubuntu il sistema operativo più user-friendly”, si legge nel comunicato con cui a inizio settimana Canonical ha annunciato l’arrivo imminente del suo Koala karmico.
Le principali novità di Ubuntu 9.10, descritte in questo recente approfondimento, interessano vari aspetti del sistema operativo, migliorando la velocità del processo di boot, la connettività 3G, l’autenticazione, l’installazione e la gestione delle applicazioni, il framework multimediale e il supporto al cloud computing. Un tour corredato di screenshot delle più importanti applicazioni e funzionalità di Ubuntu 9.10 è stato pubblicato in questa pagina del sito ufficiale.
Oltre all’edizione desktop, di Ubuntu 9.10 esiste anche la Netbook Remix per i PC ultramobili e la Server per i sistemi enterprise. Ad accompagnarla anche le altre varianti della distribuzione, quali Kubuntu, Xubuntu e Edubuntu. Le note di rilascio in italiano si trovano qui, e riportano requisiti minimi, suggerimenti per l’upgrade da una precedente versione e problemi noti.
Per il download di Ubuntu 9.10 è raccomandato l’uso di uno dei mirror elencati qui o di BitTorrent: in queste ore i server ufficiali mostrano infatti qualche affanno.
Update: in queste ore è stata rilasciata una nuova versione di Wubi che consente di installare Ubuntu 9.10 nella stessa partizione di Windows e senza alterare il file system preesistente.
In anteprima su TuxJournal le immagini del browser Chrome ottimizzato per l’utilizzo su ChromeOS, il sistema operativo del colosso delle ricerche atteso per i primi mesi del prossimo anno.
Entro pochi mesi dovrebbe essere annunciato il primo sistema operativo di casa Google. Stiamo parlando ovviamente di Chrome OS, con cuore Linux (in molti dicono che si baserà su Debian proprio come Ubuntu) e che avrà più che altro dei connotati da sistema operativo Web-centrico. Proprio per la sua natura, Chrome – il browser multipiattaforma del colosso delle ricerche – sarà al centro dell’intero sistema operativo. Per questo motivo, non sarà come l’abbiamo visto fino ad ora ma avrà look e funzioni decisamente più interessanti. Direttamente dal browser, infatti, potremo gestire le nostre reti, navigare sul web, consultare i nostri account di servizi Google (incluso GMail), controllare lo stato della batteria e molto altro ancora. Insomma, un modo di concepire il browser completamento nuovo. Ecco come si mostra al grande pubblico una delle ultime build in formato .deb di Chrome. Sorpresi?
Quasi in contemporanea con il debutto di Windows 7, Canonical ha presentato la release candidate della sua distribuzione. Una versione che anticipa quella finale di una sola settimana. Ecco le principali novità
Nelle stesse ore in cui Microsoft lanciava ufficialmente Windows 7, Canonical ha annunciato la release candidate di Ubuntu 9.10 (Karmic Koala), nuova major release di una distribuzione Linux che, più d’ogni altra, ha saputo conquistare il cuore degli utenti desktop e guadagnarsi la fama di migliore alternativa open source alle versioni client di Windows.
Non va però dimenticato che Ubuntu non esiste solo nella versione desktop, ma anche nell’ormai matura versione server e nella giovanissima edizioneNetbook Remix, che come suggerisce il nome si rivolge al fertile mercato dei mini notebook. A quest’ultima spetta l’arduo compito di contrastare l’arrivo sui netbook di Windows 7, un segmento dove il precedente Vista non è riuscito a far breccia, lasciando molti varchi aperti ai sistemi operativi Linux-based: sistemi operativi per altro decisamente più evoluti dell’ormai attempato Windows XP Home alla base di quasi tutti gli odierni netbook Redmond-based.
Ubuntu 9.10 RC viene definita dai suoi sviluppatori sufficientemente completa e stabile da poter essere provata da qualsiasi utente, ma a chi desidera utilizzarla come sistema operativo principale, specie se in ambienti di produzione, viene raccomandato di attendere l’ormai vicinissimo rilascio della versione finale, fissato per il 29 ottobre.
Karmic Koala porta avanti il grande lavoro di ottimizzazione del processo di boot iniziato da Canonical con la precedente release di Ubuntu, la 9.04: per velocizzare ulteriormente l’avvio del sistema operativo è stato rimpiazzo il boot grafico Usplash con il nuovo XSplash, che tra le altre cose offre anche un’interfaccia più gradevole e migliora la transizione tra una schermata e l’altra, ed è stata portata a compimento la migrazione ad Upstart, che sostituisce il vecchio demone init System V e contribuisce a ridurre i tempi di caricamento dei servizi.
Le ottimizzazioni al processo di boot continueranno anche nella prossima versione di Ubuntu, la 10.04 (Lucid Lynx), che secondo Scott James Remnant, autore di Upstart, dovrebbe ridurre i tempi di caricamento del sistema operativo a soli 10 secondi.
Venendo al software, Ubuntu 9.10 include il nuovo Ubuntu Software Center, uno strumento per l’installazione, la rimozione e la gestione dei pacchetti software che va a rimpiazzare la precedente funzione Add/Remove. Inoltre abbraccia GNOME 2.28, che integra il nuovo framework di instant messaging Telepathy, il nuovo client di IM Empathy e il nuovo modulo Bluetooth che semplifica la connessione e la gestione di dispositivi mobili al PC. Tra le altre novità si citano una nuova versione del tool di sicurezza AppArmor, il kernel Linux 2.6.31 con il Kernel Mode Settings (KMS) attivato per i chipset grafici di Intel, e l’uso di KDE 4.3.2 in Kubuntu e di XFCE 4.6.1 in Xubuntu.
Estendendo il supporto al cloud computing, implementato per la prima volta nella versione 9.04, Ubuntu 9.10 include le prime immagini ufficiali preconfigurate per far girare i servizi di cloud Ubuntu Enterprise Cloud (UEC) e Amazon EC2 all’interno di macchine virtuali. Oltre a ciò Ubuntu 9.10 integra Ubuntu One, il neonato servizio di Canonical che permette agli utenti di sincronizzare i propri file tra più PC e di condividerli con amici e colleghi. Ubuntu One offre 2 GB di spazio gratuito online: chi necessità di maggiore spazio può acquistarlo sottoscrivendo un abbonamento mensile sl servizio.
Restando in tema di funzionalità lato server, Canonical ha spiegato che Ubuntu 9.10 porta con sé un sistema di risparmio energetico più sofisticato ed efficiente, in grado di “addormentare” i server inutilizzati e di “risvegliarli” automaticamente non appena ve ne sia la necessità. Una funzione che, secondo l’azienda, potrà tagliare i costi energetici dei data center, inclusi quelli dove girano le cloud.
Karmic Koala è anche la prima versione di Ubuntu ad abbracciare l’ext4 come filesystem predefinito, una mossa che segue quella compiuta da Fedora 11 la scorsa primavera. Ext4 supporta volumi e file più grandi, rispettivamente fino a 1024 PB e 16 TB, e fornisce funzionalità avanzate come l’allocazione ritardata, che dovrebbe contribuire a ridurre la frammentazione e incrementare le performance. Va sottolineato che ext4 viene usato solo per le nuove installazioni: nell’aggiornamento ad una vecchia versione Ubuntu 9.10 mantiene il filesystem preesistente.
Le note di rilascio di Ubuntu 9.10 RC si trovano qui e contengono i link da cui scaricare le varie edizioni e varianti del sistema operativo.
Negli scorsi giorni è stata rilasciata anche la prima beta di Fedora 12, di cui è possibile leggere un’anteprima delle novità qui.
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