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Posts Tagged ‘Android di Google’

Android, c’è la falla

ottobre 27, 2008 Lascia un commento

È lo stesso protagonista dell’ormai celebre trick che ha portato a bucare e conquistare un MacBook Air e un premio da 10mila dollari messo in palio nel contest PWN to OWN organizzato da CanSecWest. Charles A. Miller, come lo chiama il New York Times, o Charlie Miller, come lo conoscono i più, ha provveduto a rivelare al mondo intero una falla nel neonato googlefonino distribuito al pubblico meno di una settimana fa. Che non fa molti danni, ma che ha fatto infuriare Google.

Secondo le – poche – informazioni fornite dal Miller al quotidiano statunitense, il problema riguarderebbe il browser del G1 (e di qualsiasi altro telefonino che utilizzi il nuovo sistema operativo mobile prodotto da BigG): grazie ad una imprecisata vulnerabilità dovrebbe essere possibile eseguire codice pericoloso da remoto sul cellulare, previa la visita da parte del proprietario di una pagina web appositamente creata. In questo modo sarebbe possibile installare sul terminale software pericoloso come un keylogger, o comunque in grado di alterare in qualche modo la normale fruizione della rete.

La portata del problema è stata minimizzata da Google: vista la natura a compartimenti stagni di Android, molto simile per principio allo spirito con cui è stato programmato Chrome, qualsiasi violazione del codice di un applicativo resterebbe confinata alla sandbox che lo contiene senza poter danneggiare altre parti del terminale. Miller concorda con la diagnosi, ma è indubbio che chiunque utilizzi il googlefonino per consultare il proprio conto bancario o visionare la posta elettronica non sarebbe entusiasta di scoprire che tutto quanto digita è intercettato in tempo reale (o anche in differita) da remoto.

Quanto ha davvero “mandato in bestia” i responsabili di Google per il codice di Android è stata la decisione di Miller di spifferare tutto alla stampa: l’esperto di sicurezza avrebbe “violato un codice non scritto tra aziende e ricercatori che è pensato per dare tempo ai produttori di correggere i problemi prima che vengano resi pubblici”. Da parte sua, il bug hunter si difende: la sua mossa sarebbe stata dettata unicamente dal desiderio di attirare l’attenzione sul rischio che corrono i possessori di smartphone, lo stesso tipo di rischio di qualsiasi altro utente che si colleghi ad Internet con un personal computer.

Il gesto di Miller avrebbe insomma motivazioni puramente filosofiche. Nonostante però Google abbia nel frattempo già provveduto a fixare il problema nella release open source di Android, e stia lavorando spalla a spalla con T-Mobile e HTC per provvedere a risolvere il bug anche sui terminali già in circolazione, è indubbio che questa notizia solleverà qualche perplessità sulla maturità del codice del sistema operativo. Perplessità che hanno espresso anche alcuni pezzi grossi della Open Handset Alliance, e che complicano un po’ il cammino di Android che ultimamente aveva assunto i toni di una marcia trionfale.

Fonte: punto-informatico

Android in vendita (negli States) – ed il codice è libero

ottobre 23, 2008 Lascia un commento


“L’attesa è finita”, almeno per i nostri amici d’oltreoceano. Con queste parole T-Mobile ha annunciato l’arrivo nei negozi del primo telefono con Android, il G1, dopo la prima vendita avvenuta ieri durante un evento speciale a San Francisco. Dalle 8 di questa mattina, qualunque cittadino statunitense che volesse uno di questi smartphone, può trovarlo nei negozi T-Mobile o da altri rivenditori autorizzati dove troveranno esperti pronti a rispondere a tutte le loro domande. In più, i negozi che non sono riusciti ad avere i dispositivi in tempo, hanno dei modelli dimostrativi, in attesa che arrivino quelli destinati alla vendita. Nessuna notizia, ancora, su quando sarà disponibile anche nel Vecchio Continente e su chi lo metterà in commercio. Intanto, non vediamo l’ora di vedere come andranno le vendite negli States.

Fonte: Gizmodo

Android è libero

Ogni promessa è debito a Mountain View, dunque ecco arrivare come più volte garantito l’intero codice sorgente di Android distribuito con una licenza open. Quelli di Google non si sono risparmiati, e hanno messo a disposizione una pila di roba alta così nei 2,1 gigabyte che compongono il codice sorgente: un browser per il web, quello che serve per chiamare e gestire la rubrica, client di posta elettronica, media player, calendario, comandi vocali, software per la fotocamera, insomma tutto quello che serve per fare un telefonino di ultima generazione.
Il sito dell'Android Open Source Project“Oggi è un grande giorno per Android, la Open Handset Alliance e la community open source – scrive sulle pagine di Android Open Source Project Dave Bort – Tutto il lavoro che abbiamo infuso nella piattaforma mobile è ora disponibile ufficialmente, gratis, all’interno di questo progetto”. Secondo Bort, il G1 di T-Mobile non è altro che il primo passo di una lunga carriera carica di aspettative che attende Android: “Ci siamo impegnati molto con questo primo dispositivo, e sono davvero felice della maniera in cui è riuscito. Ma un dispositivo è solo l’inizio”.
Per i suoi sviluppatori, Android non dovrebbe essere semplicemente identificato con un cellulare o un paio di modelli: Android, un po’ come i concorrenti come Windows Mobile e Symbian OS, è piuttosto “una piattaforma software a tutto tondo, completa”, capace di animare molti tipi di hardware in diverse combinazioni. BigG pone soprattutto l’accento sulla disponibilità di tutti i tasselli fondamentali per costruire un puzzle complesso come quello di un firmware per un cellulare, con la possibilità inoltre di personalizzarne ogni elemento: “Avete una grande idea per una nuova feature? Createla!”.

Come dire, se a bordo manca qualcosa, Android è pur sempre da oggi un progetto open source: al contrario della concorrenza. “La parte migliore – prosegue Bort – è che chiunque può contribuire ad Android e modificarne la rotta”. Se poi le caratteristiche implementate fossero davvero interessanti, e se Android sarà davvero un successo planetario, “potreste finire per influenzare l’intero futuro di tutti i dispositivi mobili”. Tanto più che, a quanto pare, chiunque sarà in grado di offrire un contributo significativo al codice della piattaforma potrà anche aspirare, se lo vorrà, ad assumere un ruolo direttivo all’interno della community di sviluppo.

Tecnicamente, per poter compilare da zero la propria build di Android occorre mettere in piedi una macchina di sviluppo equipaggiata con sistema operativo Linux o Mac OS X. Al momento la piattaforma Windows non pare essere supportata, mentre non ci sono problemi per Ubuntu e i computer Apple. Ci vogliono circa 6 giga di spazio libero per portare a termine la compilazione, occorre tenere a bordo le librerie Phyton 2.4 e JDK 5.0 update 12, mentre su Mac occorre dotarsi anche di XCode 2.4. Non ci sono pacchetti con il sorgente da scaricare, visto che a Mountain View hanno preferito affidarsi a Git e Repo per tenere tutti sincronizzati all’ultima versione del codice disponibile.

Fonte: punto informatico

Samsung, LG e Motorola: Android guadagna consensi

settembre 30, 2008 1 commento

Stando alle ultime indiscrezioni, anche altri grandi protagonisti del mercato potrebbero essere interessati all’androide.

Basandosi sui dati di un report su ciò che il mercato ne pensa di Android, Telecoms Korea ha lanciato un vero e proprio scoop: presto anche Samsung ed LG lanceranno i primi dispositivi mobili con Android. A quanto pare i due colossi della telefonia mobile lanceranno il loro “Googlefonino”. Quando? Entro la prima metà del 2009, giusto per dare il tempo, a Brin, Page e soci, di mettere a punto la piattaforma e ottimizzarla al massimo. Ma non solo Samsung ed LG, anche Motorola.

L’azienda statunitense ha addirittura creato un nuovo team di sviluppo, con ben 350 sviluppatori, per personalizzare Android OS. Proprio nella piattaforma di Google, Motorola vede evidentemente il suo sistema operativo mobile del futuro. Insomma, Android piace e nei prossimi mesi ne vedremo delle belle.

Fonte: TuxJournal

Google Android, svelato lo store

settembre 1, 2008 1 commento

Tra kit di sviluppo privati e API tagliate via per motivi di sicurezza e mancanza di tempo, lentamente ma inesorabilmente Google Android si appresta a raggiungere il mercato, entro la fine dell’anno. Ad essere apparentemente già pronto è il servizio di digital delivery degli applicativi per il googlefonino, svelato per la prima volta via Android Developers Blog.

lo storeAndroid Market, questo il nome del sistema, permetterà agli utenti di accedere alle appliance direttamente dagli smartphone, di scaricarle (eventualmente acquistare) e installarle senza ulteriori passaggi intermedi. Gli sviluppatori, d’altro canto, avranno la possibilità di distribuire i frutti del proprio lavoro con altrettanta facilità, dovendo affrontare i “tre semplici passaggi” della registrazione come venditori, l’upload dei contenuti e relativa descrizione e la pubblicazione.

Il sistema “fa leva sull’esperienza di Google nelle infrastrutture, la ricerca e la rilevanza nel connettere gli utenti con i contenuti creati dagli sviluppatori”, scrive il G-man Eric Chu sul blog di Android. Volutamente definito come un “mercato”, o bazar, più che uno store a là Apple, Android Market verrà ospitato sui capaci server di Mountain View e metterà a disposizione degli utenti (venditori e acquirenti) un sistema di feedback e rating non dissimile da quello già presente su YouTube.

Il confronto con l’App store per iPhone è particolarmente significativo poiché, al contrario di quest’ultimo, Android Market (esattamente come YouTube) promette di non scremare in anticipo i contenuti ma di lasciare totale libertà di publishing e download ai netizen e ai professionisti del codice. E proprio come con YouTube una simile libertà di azione non dà garanzie sulla qualità o l’affidabilità media degli applicativi distribuiti.

Google è comunque fiduciosa, e parla di servizi aggiuntivi per i venditori come le statistiche per i download e strumenti specifici per la promozione delle appliance. Appliance che, almeno nella prima fase di beta di Android Market, saranno gratuite per l’utente finale, in prospettiva di offrire un vero e proprio marketplace di e-commerce per gli smartphone compatibili.

Il compito di fornire software di qualità al marketplace in via di apertura spetterà ai partecipanti del contest Android Developer Challenge che, dopo l’annuncio dei 50 finalisti di maggio scorso, arriva ora alla sua prima fase conclusiva con la premiazione dei primi venti vincitori, metà dei quali ha ricevuto in premio 275mila dollari e l’altra metà 100mila.

Tra le 20 migliori appliance che faranno parte della prima tornata di software in vendita su Android Market spiccano servizi quali cab4me, con cui la ricerca e persino la chiamata di un taxi in zona diventa un’operazione semplice come premere un tasto; Ecorio, per tenere sotto controllo la produzione individuale di anidride carbonica in perfetta ottica di ecosostenibilità; Life360, il social networking di prossimità del Googlefonino. E ancora, mappe interattive e partecipative per turisti (Beetaun), sistemi di identificazione biometrica (BioWallet), player di musica in streaming (Diggin), misuratori di performance degli autoveicoli (Dyno), social networking avanzato (PebbleBox), eccetera eccetera.

E per quanto riguarda il googlefonino vero e proprio, Engadget è riuscita a mettere le lenti su quello che dovrebbe essere uno dei primi smartphone basati su Android a raggiungere il mercato: marchiato T-Mobile, il dispositivo mette in mostra una versione semi-definitiva dell’OS basato su Linux, con tanto di dashboard, visualizzatore di immagini e browser web. Foto sfuocate e “rubate” in anticipo sui tempi, ma che contribuiscono ad alimentare l’hype che il nuovo protagonista di peso del mercato mobile da tempo porta con sé.

Fonte: punto informatico

HTC Dream con Android (video)

In rete gira un video non ufficiale del primo dispositivo basato su Android di Google.

Il filmato mostra chiaramente l’interfaccia Android che cambia in base alla posizione dell’apparecchio.

Il telefonino (tra le tante cose telefonerà anche?) sarà infatti dotato di un sensore di orientamento oltre ad altre caratteristiche appetibili come connettività GSM, EDGE e HSDPA, Wi-Fi e Bluetooth, doppia video/fotocamera e tastierino QWERTY.

L’HTC Dream verrà probabilmente commercializzato negli states a partire da Novembre in collaborazione con T-Mobile.

La guerra all’iPhone è iniziata?

Fonte: ubuntufacile

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