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Archivio per maggio 2010

MyWeboo: gestire i propri file presenti su vari servizi web mediante un unico strumento

MyWeboo: gestire i propri file presenti su vari servizi web  mediante un unico strumento

Considerando l’esistenza delle più svariate tipologie di strumenti presenti online, di certo gran parte di voi appassionati lettori di GeekItaly, così come una buona fetta di tutti gli altri accaniti navigatori del web, avrà a propria disposizione molteplici profili online facenti riferimento ai più disparati servizi, tra cui sembra primeggiare Facebook, il ben noto social network.

Avere la possibilità di poter sfruttare differenti profili e servizi online a seconda di quelle che sono le esigenze di ogni singolo utente costituisce senz’altro un fattore positivo ma, nella maggioranza dei casi, una situazione di questo tipo potrebbe portare anche inevitabilmente ad avere vere e proprie difficoltà nella gestione dei vari upload effettuati su ciascun servizio.

Tenendo ben presente quanto appena affermato, ricorrere all’utilizzo di un applicativo online quale MyWeboo potrebbe andare a risultare decisamente rilevante.

Si tratta infatti di un nuovo ed interessantissimo strumento web gratuito che pone come obiettivo proprio quello di facilitare e velocizzare la gestione dei vari file presenti sui molteplici servizi online ai quali siamo iscritti, tra cui risultano disponibili Facebook, YouTube, MySpace, Picasa, Flickr e, ovviamente, molto altri ancora.

Detta in altri termini, scopo di questo nuovo strumento consiste essenzialmente nel permettere a ciascun utente di avere sempre a portata di mano tutti i file uploadati tra i vari servizi ai quali risulta iscritto, raggruppando il tutto in un unico “luogo virtuale” così come se si trattasse di una sola ed unica risorsa.

I file caricati sui diversi servizi andranno dunque a collocarsi in una sorta di unico disco virtuale, risultando dunque sempre disponibili, a patto ovviamente che vi sia la possibilità di accedere a MyWeboo sfruttando una connessione ad internet.

Tra le altre interessanti caratteristiche offerte vi è senza dubbio quella che consente di effettuare l’upload anche dei file presenti sul nostro PC, così da poter condividere successivamente il tutto sui vari servizi web associato a MyWeboo, e, inoltre, la possibilità di creare vere e proprie copie dei file da un sito web all’altro con estrema facilità.

Gli utenti più puntigliosi saranno inoltre ben lieti di sapere che il servizio consente anche di applicare modifiche ai propri file direttamente online, il tutto nel giro di qualche click ed avendo a propria disposizione un interfaccia utente semplice e decisamente intuitiva.

Link | MyWeboo

Via geekitaly.com

Svezia, un porto per la Baia

Rick Falkvinge ha annunciato che il Partito Pirata rifornirà di banda i pirati più famosi del torrentismo. Che sono risorti online con un beffardo micio. Intanto, si accende la protesta degli ISP sulle direttive di IPRED.

I pirati più famosi del torrentismo sembravano essersi nuovamente arenati, pronti alla caccia di un nuovo porto, un nuovo host. Una ricerca che sembra già essersi conclusa, da quando un grosso micio sorridente ha fatto la sua comparsa online. Un sorriso davanti agli “inutili tentativi di controllo” da parte di industria e autorità nazionali. Il tracker dei pirati è infatti tornato improvvisamente online, nuovamente ospitato da un host. Questa volta, un nome decisamente sorprendente. “A partire da oggi, il Partito Pirata svedese rifornirà di banda The Pirate Bay“. Così l’annuncio ufficiale da parte di Rick Falkvinge, leader del ben noto piratpartiet.

“Siamo stufi di questo gioco del gatto e del topo organizzato da Hollywood – ha continuato Falkvinge – così abbiamo deciso di garantire la banda alla Baia. È tempo di prendere il toro per le corna e alzarci in piedi per quella che crediamo essere un’attività del tutto legittima”. Falkvinge ha quindi sottolineato come la Baia sia soltanto un motore di ricerca, non affatto responsabile dei suoi contenuti.

Il soccorso del Partito Pirata svedese appare certamente curioso, dal momento che lo stesso Peter “Brokep” Sunde aveva in precedenza deciso di non appoggiare lo stesso piratpartiet nel corso delle elezioni europee del 2009. Elezioni comunque stravinte dal partito, che aveva raggiunto un sorprendente 7,1 per cento dei voti.

Se la risurrezione della Baia potrà rendere più sereni gli animi del torrentismo, una recente sentenza di una corte d’appello svedese potrebbe invece far riaccendere il dibattito su IPRED, la controversa legge locale sulla proprietà intellettuale. Il provider TeliaSonera potrebbe infatti pagare fino a 100mila dollari di multa qualora non riveli a quattro case cinematografiche i principali dettagli su un suo preciso cliente.

Ovvero il tracker SweTorrents, colpevole di aver distribuito online copie illecite di cinque pellicole, alcune delle quali in anticipo rispetto alla programmazione nelle sale. Il provider – che era già stato condannato in primo grado – dovrà quindi rivelare tutti i dettagli che servano ad identificare i responsabili di SweTorrents, pena il pagamento della salata multa di 750mila corone.

Quello sulle direttive di IPRED è un dibattito che pare essersi improvvisamente acceso in terra svedese. Jon Karlung, CEO del provider Bahnhof, ha recentemente annunciato che prenderà adeguate misure per proteggere la privacy dei suoi clienti. La legge svedese sulle comunicazioni elettroniche non prevede infatti che gli ISP raccolgano obbligatoriamente gli indirizzi IP dei propri clienti.

I detentori del copyright finirebbero così per rimanere a bocca asciutta: i provider potrebbero smetterla di raccogliere e archiviare i vari indirizzi. E dato che anche provider come Tele2 hanno mostrato lo stesso intento, pare che in Svezia sia diventato molto difficile identificare i criminali del torrentismo. Parola della stessa polizia locale, che ha sottolineato proprio questa mancanza di dati. Alle autorità nordeuropee non rimarrà dunque che ritoccare le attuali leggi sul data retention.

Via punto-informatico

La prossima PSP potrebbe avere la doppia fotocamera, la connessione 3G e il touchscreen

maggio 19, 2010 1 commento


Folli. Questo è il modo più sintetico per descrivere quelle che dovrebbero essere le specifiche della prossima PSP, stando a VG247. Peccato che forse non riusciremo a vedere queste presunte meraviglie neanche in occasione dell’E3 di giugno.
Intanto, diamo un’occhiata all’elenco:

  • doppia fotocamera
  • nessun medium fisico, probabilmente
  • touchscreen, ma con un layout di pulsanti fisici simile all’attuale
  • 3G. Potrebbe avere anche il 3G, nel momento in cui i telefono diventano anche piccole consolle da gioco, le consolle da gioco devono diventare più simili ai telefoni. Ha senso, no?
  • un processore Cell a quattro core “dannatamente potente”, come un processore da PS3 in miniatura

E nonostante tra le cose citate sopra ce ne siano alcune di eclatanti, non ci sono molte altre specifiche che possiamo diffondere e probabilmente, la più credibile di tutte e quella che riguarda il processore. La notizia più strana è invece che pare certo “al 99 per cento” che Sony non presenterà la nuova PSP all’E3 il che significa che potrebbe non entrare in commercio nel 2010.

Via gizmodo

Italia, il Governo vuole autoregolamentare la Rete

Stilata la bozza definitiva del codice di autodisciplina destinato agli operatori Internet italiani. Lo ha scritto il Ministro degli Interni. Obiettivo dichiarato: preservare la dignità dei cittadini.

Italia, il  Governo vuole autoregolamentare la Rete La “Bozza definitiva” del “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet” è stato presentato agli operatori Internet dal ministro degli Interni Maroni e dal viceministro alle Comunicazioni Romani.

L’idea era stata avanzata da qualche mese (già a dicembre) dalla maggioranza, e rilanciata in concomitanza con il caso Vividown. Nel frattempo è stata cancellata la dicitura “Internet mi fido”, nome con cui era conosciuta l’iniziativa, ma l’intento è il medesimo: costituire una sorta di bollino per spazi online che funga da “garanzia di rispetto dei principi fondamentali della libertà” e “contro l’uso malevolo delle informazioni e dei contenuti diffusi”. Un modo per assicurare gli utenti che i contenuti non incitino “all’odio, alla violenza, alla discriminazione, ad atti di terrorismo, o che offendano la dignità della persona, o costituiscano una minaccia per l’ordine pubblico”, e conciliare “la salvaguardia della sicurezza pubblica, la dignità della persona e il suo diritto alla privacy e alla riservatezza”.

D’altronde, per il Governo italiano è “essenziale che sia assicurata da parte dei soggetti che vi operano, a titolo imprenditoriale o meno, un’azione di vigilanza sulla rete che renda possibile, a seguito delle segnalazioni opportunamente ricevute, un controllo ex-post dei contenuti, veicolati o ospitati, al fine di garantire la liceità degli stessi ed il pieno rispetto della dignità umana, il rifiuto di ogni forma di discriminazione”. E l’autodisciplina è ritenuto un mezzo efficace.

Il principio è quello del marchio di qualità comunemente usato, per esempio, per i prodotti agroalimentari: in quel caso si tratta, a grandi linee, di determinate caratteristiche e processi produttivi che vengono riconosciuti come indice di qualità di prodotto tale da meritare un bollino di garanzia (su cui vigila un Comitato di qualità) il quale viene costruito ad hoc per distinguere il bene dai concorrenti meno efficienti e agevolare così il consumatore nella scelta.

Dell’autoregolamentazione come alternativa ad un intervento diretto o strumento complementare alla legislazione tradizionale parla anche il Parlamento europeo, tra l’altro con una raccomandazione sotto forma di “Consiglio sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet”: la speranza per il Governo è che l’iniziativa italiana non rimanga un unicum, ma che altre realtà la seguano possibilmente creando un quadro di Internet di qualità a livello europeo che possa, meglio di un’ottica schiacciata sui confini nazionali, rappresentare un controllo realistico sui contenuti.

In Internet ciò si declina con diversi obblighi a carico dei soggetti che decideranno di aderirvi e la costituzione di un Comitato di Attuazione dl Protocollo, cui spetterà il compito di “definire le caratteristiche del logo identificativo del marchio di qualità” e concederne l’utilizzo agli aderenti vigilandone gli effettivi adempimenti e le modalità in cui verranno applicate. “I soggetti e le Associazioni di categoria – si legge nella bozza definitiva – firmatarie del presente Protocollo si impegnano ad applicare e far rispettare il Codice di Autodisciplina nell’ambito delle rispettive competenze”.

Per i Web service provider ciò significa l’obbligo di “rimuovere tempestivamente i contenuti illeciti adottando procedure che garantiscano l’effettività di tale tutela”, mettere a disposizione (chiaramente e direttamente) “un apposito link a modelli di segnalazione e di reclamo” e garantire la trasparenza in tutte queste operazioni in modo da escludere ipotesi di censura su segnalazioni non corrette. Inoltre loro compito sarà anche inserire le regole del Codice nelle condizioni generali sottoposte agli utenti.

Per gli access provider che decideranno di aderirvi, invece, il principale impegno è assicurare una “tempistica collaborazione con le autorità giudiziarie e le forze di polizia” qualora necessario.

L’adesione, i qualità di strumento di autoregolamentazione, resta volontario, ergo sarà il valore che gli attribuiranno utenti e operatori a garantirne il successo o decretarne la sconfitta. Nell’ultima riunione organizzata dal Governo che si è occupata del Codice erano presenti Microsoft e Google, ma mancavano altri importanti soggetti tra cui Facebook.

Via punto-informatico

Versioni di latino gratis online

Non sempre le versioni di latino che troviamo sui nostri libri dispongono di traduzione, ma per fortuna esistono siti e metodi in grado di fornirci ciò che ci serve.

Google può essere un’ottimo strumento per trovare le nostre versioni, infatti tramite alcuni semplici passi ci riporta subito al sito in cui ritroviamo la nostra versione.

Le versioni online però possono essere trovate anche su alcuni siti in maniera completamente gratuita, quindi andiamo a vedere come fare.

Il primo sito che mi viene in mente quando devo cercare una traduzione è di certo StudentVille, che dispone del ricco database di latino.net. Tramite questo sito possiamo trovare tutte le nostre versioni di latino gratis ed online. Per prima cosa dobbiamo dirigerci sul sito di StudentVille, poi fare clic su Versioni di Latino oppure cercare il titolo nella casella di ricerca (fai cluc sull’immagine per ingrandirla):

Versioni di latino gratis online

Facendo una rapida ricerca otterremo ovviamente tutti i risultati e basterà aprire il titolo per visualizzare la versione in latino.

Invece, cliccando su Versioni di Latino, visualizziamo tutti gli autori divisi in ordine alfabetico. Entriamo su uno di essi per trovare tutte le raccolte di traduzioni. Entriamo di nuovo in una di esse per visualizzare i titoli delle versioni. Apriamone quindi una.

Sia se abbiamo effettuato la ricerca, sia se siamo giunti alla nostra versione tramite i passaggi appena spiegati, visualizzeremo il nostro testo in latino. Da qui possiamo capire, ovviamente, se questa è la versione che cerchiamo. Sarà facile capirlo poichè basterà semplicemente confrontare l’inizio e la fine del testo.

Adesso, per ottenere veramente ciò che vogliamo, facciamo clic in fondo al testo su Traduzione (clic sull’immagine per ingrandirla):

Versioni di latino gratis online

Finalmente ce l’abbiamo fatta, abbiamo sotto i nostri occhi la nostra versione di latino online tradotta, e in maniera totalmente gratuita!

Ovviamente StudentVille non è l’unico servizio esistente, anche se forse il più ricco di tutti. Per trovare una versione, talvolta, uso altri metodi. Uno di questi è, semplicemente, Google.

Il metodo di Google è molto facile e veloce: di solito prendo la parte iniziale di una versione, la digito nella casella di ricerca di Google e attendo il caricamento dei risultati. Aprendo uno di questi, confronto il finale, e se è giusto leggo la traduzione

Vediamo come fare, prendo un qualsiasi inizio di una versione, che nel mio caso si intitola “Tra i due contententi…“. Il testo iniziale è: Ursus cum lupo cotidie in silva ambulabat et feras exagitabat.

Adesso provo a digitare il testo su Google, e noto che sembrano esserci effettivamente alcuni interessanti risultati (clic sull’immagine per ingrandirla):

Versioni di latino gratis online

Aprendo il primo risultato che ho trovato sono capitato su Yahoo Answer, e per fortuna un altro ragazzo aveva già chiesto la traduzione. Confrontanto la continuazione della mia versione di latino e notando che il finale è identico, posso concludere che questa è la versione online che cercavo, ed è completamente gratis.

Noto anche che c’è la traduzione, e sembra essere stata ben votata, quindi la versione è certamente giusta. Ecco la pagina che visualizzo, in alto la versione in latino, sotto la traduzione in italiano (clic sull’immagine per ingrandirla):

Versioni di latino gratis online

Insomma, dovete veramente provare questo servizio! Scegliete voi quale utilizzare.

Via geekitaly.com

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