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Archivio per marzo 2010

The Pirate Bay verso l’appello

In attesa dell’autunno giudiziario la Baia del P2P continua la sua avventura online e nelle aule di tribunale. TPB vince in Norvegia mentre l’ex-portavoce rilascia interviste via Skype. Per evitare l’arresto.

La Baia dei Pirati avrebbe dovuto trasformarsi in The Pay Bay, ed è invece finita come al solito a fungere da ritrovo per le numerose schiere di utenti abituati a condividere contenuti digitali su rete BitTorrent. Se la Baia rimane per molti versi immobile, tutto intorno a lei si muove, dai marosi delle cause legali (l’ultima delle quali conclusasi positivamente per il sito) alla nuova vita di ex-collaboratori d’eccezione.

Se nel loro paese natio il primo round del processo è stato assegnato all’industria multimediale, in Norvegia i tecno-contestatori svedesi incassano un’importante vittoria contro i desideri di censura della predetta industria rappresentata da IFPI e dall’organizzazione locale TONO. Entrambe le società di rappresentanza avevano chiesto, nel marzo del 2009, che il provider Telenor bloccasse l’accesso al sito della Baia pena il dover affrontare una causa in tribunale.

Al contrario di quanto successo in Italia, però, l’ISP ha affrontato IFPI e TONO davanti ai giudici che hanno infine sancito l’impossibilità di far rispettare il genere di imposizioni voluto dalle major. La recente decisione dell’Alta Corte norvegese ha lasciato ai legali dell’accusa la sola possibilità di ricorrere alla Corte Suprema del paese, ma IFPI e TONO dicono ora chiaro e tondo di non voler procedere oltre con la loro offensiva legale.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle due organizzazioni, le chiarificazioni ricevute dai giudici circa la non esistenza, all’interno del sistema legale norvegese, di una norma capace di rafforzare le misure di blocco nei confronti di servizi come TPB è sufficiente a chiudere il discorso. Proseguire oltre sarebbe uno spreco di soldi e di tempo, e i legali dicono di voler meglio impiegare entrambe le risorse per chiedere al parlamento di chiudere il “buco legale” esistente e far recepire in pieno la direttiva sul diritto d’autore emanata dall’Unione Europea nel 2005.

The Pirate Bay vince in Norvegia, una buona notizia che dovrebbe servire a rincuorare i tre fondatori e l’uomo d’affari già condannati in Svezia mentre attendono, il prossimo 28 settembre, la possibilità di giocare un nuovo match in appello.

Di certo Peter Sunde, ex-portavoce della Baia ora impegnato a lavorare in una nuova start-up svedese, dimostra la baldanza e il tono derisorio di sempre mentre interviene via Skype a un’intervista per evitare di finire nelle galere federali degli States, paragonando TPB prima alla Coca Cola e poi allo zucchero (“ti fa male ma non puoi fare a meno di usarla”); e infine sparando su Google e sul fatto che a Mountain View lavorano solo “una gran massa di bugiardi”, “malvagi” fino al midollo e altresì impegnati a dare di sé un’immagine “bonaria” atta a nasconda la realtà dei fatti.

via punto-informatico

Hugo Chavez vuole chiudere la rete in Venezuela

Hugo Chavez vuole chiudere la rete in VenezuelaDopo essersi scagliato qualche tempo fa contro le console da gioco, il Presidente del Venezuela Hugo Chavez ha deciso stavolta di andare contro Internet, auspicando nella propria nazione un maggior controllo da parte delle autorità su quanto viene pubblicato sulla rete.

La reazione di Chavez arriva come conseguenza dell’apparizione su un sito della notizia su un presunto falso omicidio di uno dei suoi ministri, cosa che a quanto pare ha spinto il presidente a dire queste parole:

“Internet non può essere un qualcosa di aperto dove tutto ciò che si dice è fatto. Ogni nazione deve applicare le proprie regole e norme. Dobbiamo agire. Chiederemo al procuratore generale di aiutarci, perché questo è un crimine. Sono stato informato che questa pagina pubblica periodicamente incitamenti al colpo di stato. Questo non può essere permesso”

Secondo diverse fonti tutto ciò sarebbe solo un pretesto per chiudere la rete in Venezuela, visto che da altre parti del mondo di certo non ci si sogna di attaccare la rete o parte di essa per quello che succede a causa di un singolo, tranne forse Cina, Iran e… ehm, Italia.

via downloadblog

Haiku sarà presentato all’Università di Camerino e in diretta su UStream

Haiku Haiku è una reinvenzione di BeOS che tutti dovreste conoscere, almeno nominalmente: è passato qualche mese dall’uscita della prima alpha e qualcuno ha già pensato di “trasferircisi”.

Al punto che la comunità italiana di Haiku – in collaborazione col LUG dell’Università di Camerino – ha fissato una presentazione in grande stile per domani, lunedì 15 marzo.

Fortunatamente anche chi non potesse assistere di persona all’evento (Camerino si trova nelle Marche in provincia di Macerata) potrà assistere alla presentazione grazie a un canale su UStream creato appositamente per la copertura online in diretta: l’occasione è ghiotta per conoscere un sistema operativo open source diverso da Linux — anche per chi non fosse granché convinto del progetto.

Per quanto mi riguarda, non sono un grande esperto di BeOS e Haiku… ma di primo acchito mi sembra un sistema operativo piuttosto rapido e performante, anche se attualmente disponibile solo a 32-bit: il partizionamento può apparire “ostico” per chi arriva da Windows, mentre rispetto a Linux è decisamente più immediato.

Ha però tutti i limiti di una versione alpha, che può migliorare tanto.

via ossblog

L’iPhone potrebbe avere il multitasking entro l’estate grazie al firmware 4.0


Stando ad una fonte di AppleInsider, il firmware 4.0 dell’iPhone introdurrà il multitasking entro l’estate.
La soluzione multitasking “supporterà molte applicazioni di terze parti” tutte in una volta con un “gestore di multitasking che utilizza una tecnologia di interfaccia già integrata nel suo sistema operativo Mac OS X“.

Per noi, questo suona molto come Exposé: una visione a multi-finestra che si trova già in telefoni come l’HTC Legend.

Francamente, non ci interessa molto di come sarà visivamente, almeno finché ci permette di guardare la posta facilmente mentre navighiamo sul web come si può già fare su Android. Inutile aggiungere che se l’iPhone avrà il multitasking, la cosa riguarderà anche l’iPad.

via gizmodo

OpenGL 4.0 sfida DirectX 11

Khronos Group ha rilasciato una nuova revisione dello standard grafico aperto. Che ora ambisce a sfidare le funzionalità della tecnologia DirectX 11. Tra le novità, il supporto alla tessellation.

Le famose librerie grafiche OpenGL hanno beneficiato di uno dei più importanti aggiornamenti degli ultimi anni. La nuova specifica 4.0, stilata dal consorzio Khronos Group, promette di fornire agli sviluppatori di giochi e applicazioni 3D maggiori performance, più flessibilità e una qualità grafica alla pari con quella offerta dalle più blasonate API DirectX 11 di Microsoft.

OpenGL“OpenGL 4.0 vanta lo stesso livello di funzionalità di DirectX 11″, ha proclamato Khronos in una presentazione proiettata durante la Game Developers Conference 2010 di San Francisco. Khronos afferma che OpenGL 4.0 sfrutta a fondo la potenza e le caratteristiche dell’ultima generazione di processori grafici, introducendo il supporto a caratteristiche come la tessellation e gli shader a doppia precisione. Oltre a ciò, la nuova specifica migliora l’interoperabilità con lo standard OpenCL per il GPGPU computing, che permette agli sviluppatori di utilizzare la scheda grafica per sgravare la CPU da certi compiti, come ad esempio la transcodifica video. OpenCL si contrappone alla API Direct Compute che Microsoft ha incluso nell’ultima versione della piattaforma DirectX.

La specifica OpenGL 4.0 supporta i profili Core e Compatibility introdotti con la revisione 3.2, che consentono agli sviluppatori di usare solo un sottoinsieme delle funzionalità dell’API e di conservare la compatibilità con il preesistente codice OpenGL. Le nuove librerie includono poi due nuovi shader stage, che consentono alla GPU di scaricare la CPU dai calcoli relativi alla geometry tessellation, e supportano la precisione in doppia virgola mobile a 64 bit, che migliora l’accuratezza e la qualità del rendering.

In questo comunicato Khronos elenca altre novità tecniche fornite dalla nuova API.

OpenGL 4.0

Insieme alla versione 4.0 è stata altresì rilasciata la specifica OpenGL 3.3, pensata per mettere a disposizione delle GPU meno recenti quante più caratteristiche possibile di OpenGL 4.0. OpenGL 3.3 sarà particolarmente importante per definire la futura evoluzione di OpenGL ES, l’API concepita per i dispositivi mobili e oggi utilizzata da iPhone, webOS e Android.

Tutte le specifiche relative a OpenGL 4.0 possono essere scaricate da qui insieme a documentazione e altro materiale.

via punto-informatico

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