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Archivio per marzo 2010

Sapete cosa manca al Segway? Il sellino

E’ solo un concept, tanto per cambiare, però pensateci: perché dovremmo essere costretti ad andare in giro su due ruote stando in piedi? Perché, quando possiamo muoverci per la città come se andassimo in giro su un pony? Che dite? Ah, ci sono già i motorini, gli scooter e le moto?

Ma questa sorta di segway con il sellino non vi sembra molto più interessante?

via Gizmodo

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Nasce il forum italiano di OpenOffice.org

L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, annuncia la nascita del forum italiano di OpenOffice.org, che si aggiunge alla mailing list utenti@it.openoffice.org e al newsgroup it-alt.comp.software.

openoffice e fornisce un’ulteriore opzione di supporto in lingua italiana agli utenti della suite per ufficio open source più conosciuta e utilizzata in Italia e nella maggior parte dei Paesi europei. L’indirizzo del forum italiano è http://user.services.openoffice.org/it/forum/.

L’Italia è il terzo Paese nel mondo per diffusione di OpenOffice.org, dopo Germania e Francia. Secondo le stime dell’Associazione PLIO, la suite per ufficio ha superato il 15% di quota di mercato e continua a crescere rapidamente, con un numero mensile di download che da oltre un anno ha superato il numero dei PC venduti sul mercato. Dall’inizio del 2010, OpenOffice.org in lingua italiana è stato scaricato più di due milioni di volte, per cui la tendenza è superiore a quella del 2009, quando i download hanno sfiorato gli otto milioni in dodici mesi.

Italo Vignoli, Presidente dell’Associazione PLIO, ha dichiarato: “La crescita di OpenOffice.org in Italia è straordinaria, se pensiamo che in tre anni siamo passati dagli 800.000 download del 2006 ai 7.865.008 del 2009, uno ogni 4 secondi. Una crescita che è andata oltre le previsioni più ottimistiche, e ha spinto l’associazione – sulla base di questo enorme interesse – ad aprire un ulteriore canale, fornendo a volontari, appassionati e professionisti un ulteriore strumento di condivisione e conoscenza”.

Link Utili

Associazione PLIO: http://www.plio.it
OpenOffice.org 3.2 in italiano: http://it.openoffice.org/download/
Guida a OOo 3.0 in italiano: http://www.plio.it/guidaintroduttiva3
Modelli in Italiano: http://templates.services.openoffice.org/it
Forum OOo Italiano: http://user.services.openoffice.org/it/forum/
Archivio Lista Utenti: http://tinyurl.com/ListaUtentiOOoIT
Newsgroup OOo Italiano: http://tinyurl.com/NewsgroupOOoIT
FAQ OOo dal Newsgroup Italiano: http://tinyurl.com/OOoFAQIT
OpenOffice.org nelle altre lingue: http://download.openoffice.org
Estensioni per OOo: http://extensions.services.openoffice.org

L’Associazione PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la principale suite libera e open source per la produttività negli uffici: OpenOffice.org. Il software usa il formato dei file Open Document Format (standard ISO/IEC 26300), legge e scrive i più diffusi tra i formati proprietari, ed è disponibile per i principali sistemi operativi in circa 100 lingue e dialetti, tanto da poter essere usato nella propria lingua madre quasi dal 100% della popolazione mondiale. OpenOffice.org viene fornito con la licenza GNU LGPL (Lesser General Public Licence) e può essere utilizzato gratuitamente per ogni scopo, sia privato che commerciale.

PLIO, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: http://www.plio.it. Vola e fai volare con i gabbiani di OpenOffice.org: usalo, copialo e regalalo, è legale!

Italo Vignoli per Associazione PLIO

Italia, un’altra Baia sotto sequestro

Un’altra sponda per accedere a The Pirate Bay è stata resa inaccessibile. Il server, però, in questo caso sembra risiedere in Italia e il sequestro sembra operare a livello di hosting.

A comunicarlo è il sigillo della Guardia di Finanza: labaia.net, che consentiva l’accesso a The Pirate Bay a mezzo proxy, è irraggiungibile. Una delle teste italiane dell’idra della Baia è stata tagliata.

labaianet

Era previsto dall’originaria richiesta del Pubblico Ministero approvata dal GIP di Bergamo nell’agosto 2008, ricordano a Punto Informatico gli avvocati di TPB Giovanni Battista Gallus e Francesco Paolo Micozzi, quando The Pirate Bay era stata per la prima volta tagliata fuori dalla rete italiana. Tutti i “relativi alias e nomi di dominio presenti e futuri, rinvianti al sito medesimo” sarebbero dovuti essere investiti dai provvedimenti inibitori. Era dunque stato imposto ai provider italiani di filtrare a livello DNS numerose variazioni sul tema www.thepiratebay.org, domini che effettuassero il redirect, la cui “libera disponibilità – scriveva il GIP Mascarino – possa aggravare o protrarre le conseguenze delle descritte condotte delittuose”.

Il procedimento, col dipanarsi dei mesi, si è fatto intricato: il ricorso della difesa, la sospensione del provvedimento inibitorio da parte del Tribunale del Riesame, il quale stabiliva che l’inibizione dell’accesso di un sito si potesse ottenere solo in certi casi esplicitamente previsti dalla legge e solo in seguito ad una disposizione del Ministero dell’Interno o dalle amministrazioni statali, e non invece da un Tribunale. La Procura di Bergamo era intervenuta per chiedere il parere della Cassazione, la Suprema Corte ha annullato il dissequestro stabilendo la liceità del procedimento, giustificata da una particolare interpretazione del d.lgs. 70/2003, con cui l’Italia ha recepito la Direttiva Europea sul commercio elettronico.

Su The Pirate Bay e su una manciata di domini che le facevano da sponda è stato imposto da poche settimane un filtro a livello IP, sono i fornitori di connettività a mettere in atto le disposizioni dell’autorità giudiziaria. Per gli utenti di numerosi ISP il browser non carica la pagina di The Pirate Bay e di siti che permettono di rimbalzarvi e restituisce un timeout: il provider in molti casi filtra, ma non c’è alcun tipo di redirezione su siti che restituiscono informazioni sul provvedimento in corso, né c’è alcun tipo di dirottamento su domini capaci di insospettire i cittadini della rete. Thepiratebay.org non risiede in Italia: il filtro dovrebbe rendere il dominio inaccessibile solo per il traffico che provenga dall’Italia.

Ma labaia.net appare risiedere su un server localizzato nel nostro paese e, a differenza di The Pirate Bay e degli altri domini isolati da filtri IP a favore dei netizen italiani, parrebbe inaccessibile anche rimbalzando attraverso un proxy: è possibile ipotizzare che il provvedimento di sequestro sia avvenuto con il coinvolgimento del servizio di hosting.

I discografici esprimono il proprio plauso: “Soddisfazione di FIMI, la federazione di Confindustria che rappresenta le principali aziende discografiche italiane, per il sequestro del sito labaia.net da parte della Procura e della Guardia di Finanza di Bergamo. Il sito italiano, sul quale campeggia ora il banner della GdF, consentiva – si denuncia in un comunicato – di accedere al portale illegale svedese Pirate Bay in violazione di quanto recentemente disposto dall’autorità giudiziaria italiana che aveva ordinato il blocco di IP e DNS verso il sito svedese a carico di tutti gli ISP”.

Come ricordava nel contesto della Festa dei Pirati l’avvocato Campanelli, difensore della Baia, dalle autorità italiane non è ancora stata formulata alcuna accusa: si è ancora nelle fasi delle indagini preliminari, la violazione del diritto d’autore non è stata contestata nei confronti di alcun cittadino della rete. Il fumus commissi delicti, la probabilità che sia stato commesso reato, continua però ad aleggiare sulla Baia, e si riverbera evidentemente sui siti che alla Baia fanno da sponda.

via punto-informatico

GUIDA IPHONEITALIA: vedere i canali Rai su iPhone grazie a Justin.tv [AGGIORNATO CON NUOVI CANALI]

marzo 24, 2010 2 commenti

Ecco una guida che potrebbe far gola a molti di voi. Oggi vi spiegheremo come visualizzare gratuitamente i canali Rai dal vostro iPhone utilizzando l’applicazione Justin.tv, appena pubblicata in App Store e di cui vi abbiamo già parlato qui. Bene, armiamoci di sana pazienza e procediamo!

Guida alla visualizzazione dei canali Rai su iPhone

La guida può essere eseguita su qualsiasi modello di iPhone, con e senza Jailbreak.

  1. Per prima cosa, occorre disporre di un account Justin.tv. Per crearne uno è sufficiente collegarsi all’indirizzo http://www.justin.tv dal proprio computer e cliccare sulla voce “Crea un Acconto” in alto a destra;
  2. Adesso inseriamo i nostri dati (username, password, data di nascita ed email) e clicchiamo su “Crea un Acconto”;
  3. Riceveremo un’email di conferma all’indirizzo indicato. Una volta aperta, basterà cliccare sul link presente al suo interno e avremo ottenuto il nostro account Justin.tv;
  4. Adesso scarichiamo l’applicazione Justin.tv (gratuita) dall’App Store;
  5. Una volta terminato il download, sincronizziamo il nostro iPhone con iTunes per installare l’applicazione;
  6. Ora procediamo con l’inserimento dei canali tra i preferiti del nostro account in modo da visualizzarli comodamente sul nostro iPhone.
    Sarà sufficiente aprire ciascuno dei seguenti link dal computer e aggiungere i canali ai preferiti tramite l’apposito pulsante “Favorite” situato in basso a sinistra subito dopo il video.

Rai 1 (http://it.justin.tv/calciopremium#r=sLqdJxw~)
Rai 2 (http://it.justin.tv/brudus2111#r=sLqdJxw~)
Rai 3 (http://it.justin.tv/mediaitaliatv#r=sLqdJxw~)
Rai International (http://it.justin.tv/thepiratest#r=sLqdJxw~)
Rai 4 (http://it.justin.tv/pro_2#r=sLqdJxw~)
Canale 5 (http://it.justin.tv/solo_tv4)
Italia 1 (http://it.justin.tv/lupo_alberto#r=sLqdJxw~)
Cartoon Network (Italiano) (http://it.justin.tv/jefhs#r=sLqdJxw~)
Sky Sport 3 (http://it.justin.tv/the_riz#r=sLqdJxw~)
Torino-Ascoli (http://it.justin.tv/novachannel#r=sLqdJxw~)

Adesso lanciando Justin.tv e cliccando sul tab Favorites dell’applicazione potremo guardare i canali che abbiamo precedentemente aggiunto direttamente dal nostro iPhone!

La qualità audio-video è davvero stupefacente!

Un ringraziamento particolare al nostro Cristy92 per la guida realizzata per iPhoneItalia.

via iPhoneItalia

Virgin Galactic prende il volo

Primo test per SpaceShipTwo, ancora attaccato a due veivoli custodi. Ma intanto la nuova corsa turistica allo spazio si fa serrata, con i Russi che pensano di partecipare.

ShaceShipTwo, il velivolo suborbitale targato Virgin e battezzato VSS Enterprise, ha spiccato per la prima volta il volo nei cieli della California.

L’Enterprise si è staccato dal suolo per 2 ore e 54 minuti, ma rimanendo ancora attaccato ai suoi WhiteKnightTwo, aeroplani custodi che hanno vigilato sul primo salto. Quest’ultimo test di volo “assistito” è tuttavia il primo di una serie che servirà a verificarne l’aerodinamica in un ambiente reale controllato.

Prosegue così la strada di Virgin Galactic, il progetto con cui il miliardario inglese Richard Branson vuole portare turisti facoltosi nello spazio, e che rappresenta la prima iniziativa privata nel settore dei voli spaziali.

Prossima fase: verificare le manovre in volo del velivolo. Sarà a questo punto che i WhiteKnightTwo lasceranno libero SpaceShipTwo e il suo pilota. Che dovrà effettuare da solo il ritorno a terra. Nella fase immediatamente successiva, attesa per il prossimo anno, Enterprise inizierà ad utilizzare il suo motore a razzo che dovrebbero spingerlo oltre al muro del suono e al confine del 100 chilometri di altitudine, convenzionalmente ritenuto l’inizio dello spazio esterno.

Non è stato stabilito un programma più dettagliato. Occorrerà infatti attendere i risultati dei collaudi per programmare le scadenza successive, tuttavia l’obiettivo per gli ultimi test, quelli che si svolgeranno con passeggeri, è stabilito per inizio 2012.

I tempi, d’altronde, non sono ininfluenti nella nuova corsa allo spazio: anche la Russia potrebbe ora lanciarsi nel turismo spaziale con la produzione di una nuova navicella Soyuz costruita proprio per tale scopo. Infatti la capacità produttiva russa è cresciuta negli ultimi anni e dovrebbe permettere di costruire cinque astronavi all’anno invece di quattro. Marginalità che potrebbe risultare strategica nella corsa al turismo spaziale. E che potrebbe portare i turisti alla International Space Station (ISS) in due o tre anni.

via punto-informatico

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