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Archivio per febbraio 2010

Opera 10.5 è il browser più veloce del mondo

febbraio 18, 2010 Lascia un commento

Grazie al nuovo motore di rendering Javascript e alla libreria grafica Vega, il browser è riuscito a battere in velocità tutti i diretti concorrenti.

L’ultima versione beta della versione 10.5 del browser Opera, che include utilizza un nuovo motore di rendering JavaScript e una nuova libreria – chiamata Vega – per gestire il rendering grafico all’interno del browser stesso, ha fatto il botto. Sì perché stando ad alcuni test effettuati nei laboratori di ComputerWorld, Opera 10.5 è il browser più veloce del momento.

A quanto pare è risultato essere addirittura del 15% più veloce rispetto a Safari per Windows e di circa il 20% più veloce di Google Chrome. Firefox, invece, è rimasto praticamente a bocca aperta: Opera 10.5 è attualmente più veloce del 50% mentre è addirittura 10 volte più veloce di Internet Explorer 8.

I benchmark sono stati effettuati utilizzando la suite SunSpider Javascript su Windows XP Service Pack 3. Ricordiamo che Opera 10.5 è disponibile in versione beta solo per Windows e in alpha per Linux e Mac.

tuxjournal

Ecco come gira Safari sull’iPad

febbraio 18, 2010 1 commento

Se qualcuno di voi ha già scaricato l’SDK dell’iPad, può usarlo per accedere al browser Safari, oltre che a tutte le altre cose, e dare un’occhiata. Gli altri, invece, possono guardare questo video per avere un’idea di come girerà il browser sul tablet di Cupertino.

E’ simile a quello per l’iPhone, ma con l’aggiunta dei nuovi elementi dell’interfaccia utente dell’iPad, ovviamente. Buona visione.

via gizmodo

AGCOM, indagine sul file sharing

febbraio 17, 2010 Lascia un commento

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha pubblicato uno studio conoscitivo che mira a fare il punto su pirateria e regolamentazione nazionale. In controtendenza con i paesi più impegnati nella lotta per il diritto d’autore

Si intitola Il diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. È un’indagine conoscitiva pubblicata di recente sul sito ufficiale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). Un corposo documento che non mira a fissare un quadro definitivo di regolamentazione, bensì a lasciare aperti i possibili scenari futuri, a dare a cittadini e imprese la possibilità di avanzare proposte. E di aprire un dibattito.

Nell’introduzione al documento, AGCOM ha ricordato un’esigenza di ricostruzione del quadro sul diritto d’autore in Italia, in modo da garantire un prezioso bilanciamento. In particolare, tra la libertà d’espressione, l’equa remunerazione degli autori e un’adeguata tutela dei diritti dei cittadini della Rete. Tenendo conto della necessità di garantire privacy e accesso alla cultura, in particolare sul web.

Questo innanzitutto perché l’Italia ha bisogno di riflettere su questo modello per conformarsi al pacchetto di direttive dell’Unione Europea sulle comunicazioni elettroniche. Pacchetto che ha sostanzialmente sottolineato come l’accesso a Internet sia un principio fondamentale dell’ordinamento comunitario.

Modello italiano, dunque. Nel Belpaese, il cosiddetto Decreto Romani vorrebbe affidare all’Autorità un potere di molto superiore a quello attuale, inclusa la possibilità di disconnettere gli utenti colti a violare ripetutamente il diritto d’autore. Nella sua indagine conoscitiva, AGCOM sembra aver intrapreso una strada teorica decisamente in controtendenza con quelle illuminate da paesi come la Gran Bretagna e la Francia.

Esempio. Secondo uno studio effettuato sul traffico a livello globale – e riportato nel documento – il fenomeno della pirateria a mezzo P2P appare in diminuzione. Precisamente, dal 40 per cento del 2007 al 19 per cento del 2009. Mentre a crescere sarebbe il numero di abbonamenti a banda larga. Questo potrebbe voler dire, a detta di AGCOM, che la crescita degli abbonamenti broadband allontanerà i cittadini dal P2P, facilitando la vita al mercato dei contenuti digitali legali.

AGCOM ha ricordato che esistono seri obblighi tecnici e giuridici nelle pratiche di accertamento di illeciti sulla Rete. Limiti come quelli imposti dalle direttive comunitarie, che escludono l’ipotesi di affidare poteri di monitoraggio ai provider. O limiti come quelli sottolineati dai principi a tutela della neutralità della Rete. O della privacy dei cittadini.

E in contrasto con privacy e neutrality sarebbero anche quelle che attualmente sono le misure nella lotta alla pirateria, poco adattabili ad un utilizzo all’interno del mercato residenziale a banda larga. Inoltre, misure tecniche come il port blocking sarebbero facilmente aggirabili da parte degli utenti, ad esempio variando la configurazione di connessione del client P2P relativamente alle porte di rete.

E il content filtering, uno dei metodi più utilizzati per filtrare l’accesso ai contenuti web, sarebbe in contrasto evidente con i principi a tutela della privacy e della net neutrality. Mentre le tecnologie di Deep Packet Inspection, a detta di AGCOM, potrebbero violare – se attuate su larga scala – gli stessi principi di libertà democratica.

L’Autorità si è fatta quindi promotrice della necessità urgente di procedere ad una riformulazione dell’impianto normativo attuale. Una soluzione ipotetica, tra le altre, potrebbe essere quella delle licenze collettive estese. Si tratta di un sistema di adesione volontaria, in virtù del quale gli enti di gestione collettiva negoziano per conto degli aventi diritto la licenza con gli operatori che veicoleranno poi i contenuti digitali su Internet.

AGCOM ha quindi illustrato ciò che sta attualmente accadendo in paesi come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, sottolineando come approcci basati su divieti e repressioni non abbiano ad oggi dimostrato particolare efficacia. Soprattutto in un’ottica di garanzia di una giusta tutela sia degli autori che degli utenti.

Il documento di AGCOM ha poi riportato alcune delle teorie sviluppate dal professore di diritto di Harvard Lawrence Lessig che ha sottolineato l’importanza di conoscere quelli che sono degli aspetti positivi legati al file sharing. Una società non dovrebbe quindi fare a meno dei benefici legati al P2P, non a causa di un atteggiamento che vorrebbe stroncarlo sul nascere.

punto-informatico

Feeder.fm: nuova applicazione per ascoltare e condividere musica su Facebook

febbraio 17, 2010 Lascia un commento

Feeder.fm è una nuova applicazione per Facebook che permette di trovare, ascoltare e condividere musica in modo semplice e gratuito.

Per iniziare a condividere la propria musica preferita con gli amici basta infatti inserire il nome di un gruppo/artista/brano nell’appostito form di ricerca di Feeder.fm e consentire l’accesso al proprio account Facebook (tramite Facebook Connect).

Si può condividere il brano con un amico su Facebook o sulla propria bacheca semplicemente cliccando su “Feed It!“.

Per utilizzare Feeder.fm non è necessario possedere un account Facebook, potrete infatti ascoltare lo stesso i brani online e sfuttare Feeder.fm come uno dei tanti servizi per cercare ed ascoltare musica gratuita in streaming.

via Ilarialab

MeeGo, Moblin e Maemo uniscono le forze

febbraio 16, 2010 Lascia un commento

Al Mobile World Congress di Barcellona, Intel e Nokia hanno fatto sapere che uniranno le rispettive piattaforme mobili basate sul pinguino Moblin e Maemo. Questa iniziativa creerà una piattaforma unificata basata su Linux che potrà funzionare su diverse piattaforme hardware attraverso un’ampia gamma di dispositivi, inclusi computer mobile tascabili, netbook, tablet, televisori e sistemi di infotainment.

MeeGo, questo il nome della nuova piattaforma, accelererà l’innovazione del settore del time-to-market per numerose nuove applicazioni e servizi basati su internet con esperienze utente entusiasmanti. Nokia e altri produttori presenteranno nel corso dell’anno i primi dispositivi basati su MeeGo. “La nostra ambizione di offrire una comunicazione semplice tra i dispositivi informatici di cui l’utente dispone a casa, in auto, in ufficio e in tasca fa un enorme passo avanti oggi con l’introduzione di MeeGo”, ha dichiarato Paul Otellini, Presidente e CEO di Intel. “Si tratta di un passo fondamentale nel rapporto tra la nostra società e Nokia. La fusione di questi due asset importanti in una piattaforma open source è cruciale per poter proporre una straordinaria esperienza utente in tutta una serie di dispositivi e per ottenere sostegno da diversi settori”.

“MeeGo porterà alla realizzazione di una gamma ancora più ampia di esperienze utente per internet e le comunicazioni su nuovi tipi di dispositivi mobili”, ha affermato Olli-Pekka Kallasvuo, CEO di Nokia. “Attraverso il processo di innovazione aperta, MeeGo creerà un ecosistema che non sarà secondo a nessuno e attirerà la collaborazione di operatori in diversi settori. Sosterrà inoltre una gamma di modelli di business in tutta la catena del valore, basandosi sull’esperienza e la conoscenza di Nokia, di Intel e di tutti coloro che collaboreranno. In pratica MeeGo inaugura una nuova era dell’informatica mobile”. MeeGo fonde le caratteristiche migliori di Maemo e Moblin per creare una piattaforma aperta per architetture multiple di processori.

La piattaforma si basa sulle capacità del sistema operativo core Moblin e sulla sua potenzialità di supportare un’ampia gamma di dispositivi, unita al successo di Maemo nel settore mobile. MeeGo inoltre fonde i forti ecosistemi di applicazioni Maemo e Moblin e le comunità open source. Per gli sviluppatori, MeeGo amplia la gamma di segmenti di dispositivi target per le loro applicazioni. L’utilizzo di Qt per lo sviluppo delle applicazioni significa che potranno scrivere le applicazioni una volta sola e distribuirle su MeeGo e altre piattaforme, come ad esempio Symbian.

Ovi Store sarà il canale attraverso cui verranno commercializzate le applicazioni e i contenuti di tutti i dispositivi Nokia, inclusi quelli basati su MeeGo e Symbian, mentre il Forum Nokia fornirà supporto agli sviluppatori per tutte le piattaforme dei dispositivi Nokia. Attraverso l’AppUpSM Center di Intel verranno commercializzati i dispositivi MeeGo basati su Intel di altri produttori e il programma Intel Atom Developer Program fornirà supporto per le applicazioni per dispositivi di diverse categorie.

La piattaforma software MeeGo sarà sviluppata in collaborazione con la Linux Foundation come progetto completamente open source, incoraggiando la partecipazione delle comunità in linea con le best practice del modello di sviluppo aperto. Intel e Nokia invitano i membri delle rispettive Maemo.org e Moblin.org a partecipare alla community comune MeeGo.com, oltre a incoraggiare una più ampia partecipazione da parte dei settori delle comunicazioni, dell’informatica e dei settori collegati. La prima release di MeeGo è prevista per il secondo trimestre di quest’anno.

via tuxjournal

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