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Archivio per novembre 2009

Contrappunti/ L’ignoranza dell’intellighenzia

novembre 30, 2009 Lascia un commento

Uno strumento a disposizione dei terroristi, del demonio, chissà di chi e cos’altro. Internet è un avversario: eppure è solo uno strumento che, come qualunque altro, può essere utilizzato per il meglio o per il peggio

Qualche giorno fa, durante un convegno della Caritas diocesana bolognese, Monsignor Vecchi, vescovo vicario della città, ha detto che il demonio sta spesso dentro Facebook. Sempre nel corso della scorsa settimana il Ministro Maroni, intervenendo ad un incontro del CIMO (un organismo di paesi mediterranei che comprende fra gli altri Algeria, Marocco ma anche Francia e Spagna) ha affermato che occorra “impedire la presenza di siti internet che fanno apologia del terrorismo e la fruizione e diffusione telematica di documenti audio e video di natura estremista”.

Intervistato da Alessandro Longo, il sottosegretario alle Comunicazioni Romani ha ammesso (candidamente, va detto) di non conoscere il decreto Pisanu che regola, per ragioni di antiterrorismo, l’autenticazione in accesso a Internet dalle reti wireless in due soli paesi al mondo: in Italia e – pare – nel Dubai.

Se non bastasse sempre in questi giorni giunge alle battute finali il processo milanese che vede Google imputata per il famoso video su Youtube del ragazzo affetto da sindrome di Down maltrattato dai bulli della sua stessa scuola. Le dissertazioni sul bullismo sono da tempo ormai scivolate nelle pagine interne dei quotidiani, ma una eventuale condanna della piattaforma californiana per l’utilizzo sconsiderato che ne fanno gli utenti sarebbe un degno compimento di questo clima pesante che avvolge da tempo la rete italiana, stropicciata e maltrattata da un numero molto vasto di critici disinformati e largamente improvvisati.

C’è, alla base di tutto questo, anche una cultura della mediazione che, nella gestione delle politica delle reti, è semplicemente malsana e perdente. Nella confusione che definisce molte delle cose che non conosciamo, la molteplicità di giudizio potrebbe anche essere considerata un’ancora di salvezza, i distinguo sembrerebbero aiutare la nostra capacità di comprendere l’imprevedibile.

Così i gestori di una piattaforma di rete sono responsabili “anche” degli utilizzi della piattaforma stessa (come se a Telecom Italia si chiedesse di controllare parola per parola che il contenuto delle comunicazioni vocali che transitano sulle proprie linee non contengano contenuti puniti dalla legge), i blogger sono frequentemente citati in solido con eventuali commentatori, magari anonimi, dei propri post, i siti web sono “anche” prodotti editoriali (e come tali teoricamente sottoposti alle normative riservate alla stampa), infine chi sta troppo tempo su Facebook, magari non diventa cieco (al riguardo si potrebbe contattare Monsignor Vecchi per una consulenza), ma in un numero elevato di casi, come direbbero gli psichiatri del Policlinico Gemelli che hanno recentemente aperto un ambulatorio apposito, ne resta “anche” intossicato.

Internet è insomma buona ma soprattutto cattiva, bella ma più che altro pericolosa, è uno strumento formidabile di sviluppo economico ma anche un gingillo completamente inutile, visto che i soldi per gli investimenti, per una ragione o per l’altra, vanno sempre altrove.

Non è chiaro se faccia maggior danno la distanza del sottosegretario Romani dagli scenari tecnologici che amministra (dimenticavo, sempre la settimana scorsa Romani ha affermato che in Italia, contro le indicazioni del commissario europeo e in contrasto con le scelte di gran parte degli altri paesi, le frequenze liberate dal passaggio alla TV digitale invece che essere riservate alla larga banda mobile resteranno probabilmente nella disponibilità delle piccole TV private) o il rovinoso cipiglio interventista del Ministro dell’Interno e dei tanti politici che da tempo dichiarano superiori necessità di censurare in rete questo o quello.

Ciò che è sufficientemente chiaro è che viviamo in questo paese tempi cupissimi nei quali, ad una diffusa sottostima delle possibilità di Internet di autoregolarsi, si somma una arroganza nel trattare, a voce alta e in sedi spesso istituzionali, argomenti dei quali non si ha nemmeno una vaga idea.

Aiutati dal grande rumore di fondo che nasconde in poco tempo qualsiasi stupidaggine e dalla sempre più grave amnesia di un paese che sembra aver preferito le nebbie del cloroformio, anche Internet finisce dentro il grande otre della comunicazione urlata e vanesia, il cui risultato finale è un deprimente e continuo nulla di fatto, pur se urlato con maschia convinzione. Il che, per voler essere più realisti del re, è comunque sempre meglio di un decisionismo casuale affidato alle mani di questi signori.

Via punto-informatico

Un sottodominio per i propri short URL con Google Apps

novembre 30, 2009 Lascia un commento

Google Apps Short URL

Può darsi che qualcuno di voi conosca già questa funzione, benché si tratti di una feature sperimentale di Google Labs: mi riferisco alla possibilità di configurare un sottodominio per creare un servizio di URL shortening sul proprio server. Esistono svariate possibilità per farlo, ma quella di Google Apps potrebbe rivelarsi particolarmente utile.

È infatti disponibile un’estensione – installabile gratuitamente da Google Solution Marketplace, anche su domini standard – che permette di configurare via DNS un sottodominio dedicato agli short URL del proprio sito: il limite di questa funzione è proprio nel fatto di non poter usufruire direttamente del dominio base registrato per Google Apps.

In ogni caso è allettante l’idea che sia proprio Google a farsi carico di accorciare gli indirizzi del nostro sito (per i quali è anche prevista l’opzione del redirect permanente di tipo 301): è sufficiente disporre di un dominio che consenta la configurazione manuale dei DNS per avvalersene e l’opzione è ideale per la condivisione sui principali social network.

Via downloadblog

Google Chrome Privacy Protector

novembre 30, 2009 Lascia un commento

Alcuni utenti di internet sono diffidenti ad utilizzare il browser Google Chrome per motivi di privacy. Queste preoccupazioni non sono “immaginarie”, ma riguardano il fatto che i dati vengono trasmessi tra il browser di Google e tra i server di Google. Parte dei dati che si inviano viene usato anche da altri browser web (come la funzione che permette di segnalare gli errori).

Un unico ID viene assegnato ad ogni installazione di Google Chrome che rende teoricamente possibile la creazione di profili utenti e di identificare gli utenti. Molti utenti si chiedono “ cos’è esattamente l’Id client? Di solito il client ID viene utilizzato per il servizio riguardante i parametri utente, ovvero un’opzione che permette agli utenti di inviare le statistiche di utilizzo a Google in modo rendendo possibile agli sviluppatori di apportare miglioramenti.

Per essere più sicuri utilizzando Google Chrome, si può provare : Google Privacy Protector. Il programma gratuito eseguirà la scansione del sistema informatico per l’installazione di Google Chrome e permetterà di visualizzare se l’Id client del browser è già stato impostato su anonimo. Un clic su “rimuovi id unico” renderà tutto anonimo se non è già stato fatto.

Via gekissimo.net

Firefox 3.6 Beta 4 disponibile in italiano per Windows, Linux e Mac

novembre 28, 2009 Lascia un commento

<!– –>Firefox 3.6 Beta 4 è stato reso pubblico nelle scorse ore da Mozilla. Come ormai da tradizione, questa beta è disponibile in lingua italiana.

In Firefox 3.6 beta 4 sono stati corretti ben 140 bug segnalati nella precedente beta 3, ed è stata introdotta la funzione che permette di eseguire gli script in modo asincrono per aumentare la velocità di caricamento delle pagine.

Visita la pagina ufficiale di Firefox 3.6 Beta 4

Scarica Firefox 3.6 Beta 4 per Windows

Scarica Firefox 3.6 Beta 4 per Linux

Scarica Firefox 3.6 Beta 4 per Mac OS

 

Via downloadblog

Cassinelli vuole le reti Wi-Fi libere in Italia

novembre 28, 2009 Lascia un commento

Roberto Cassinelli potrebbe passare alla storia come il deputato che ha reso decisamente meno restrittive le norme di accesso alle reti Wi-Fi. Il decreto Pisanu anti-terrorismo risalente al 2005 prevede infatti che ogni utente debba fornire un valido documento di identità da fotocopiare e archiviare per accedere ad una qualsiasi rete senza fili pubblica. Cassinelli, invece, ha proposto una modifica a questa legge per rendere più semplice l’accesso ai punti di accesso ad Internet pubblici.

Secondo il deputato la norma vigente è decisamente troppo restrittiva e pone un grosso freno allo sviluppo di nuove forme di comunicazione. Oltre a volere Internet libero per tutti, Cassinelli ha anche proposto un nuovo metodo per identificare chi usa le Reti nostrane. Basta utilizzare una carta Sim. Ma qual è l’idea?

wi-fi-free1

Tale sistema potrebbe funzionare in questo modo: chi tenta di accedere ad internet tramite una rete wireless pubblica viene “bloccato” da una finestra che richiede l’inserimento del numero di cellulare. Per potere navigare, l’utente è obbligato ad inserirlo.

In pochi secondi, ed in via del tutto automatica, l’utente riceve sul proprio telefonino un sms contenente un codice tramite il quale può “sbloccare” il sistema ed accedere senza problemi alla rete. In questo modo, non c’è pregiudizio alla sicurezza pubblica perché l’utente è stato univocamente identificato (ogni utenza di telefonia mobile italiana, infatti, è abbinata all’identità di una persona rintracciabile), ma si evita una procedura particolarmente macchinosa che, di fatto, ha impedito un pieno sviluppo delle moderne tecnologie di comunicazione nel nostro Paese.

Via tuxjournal

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