In attesa della major release 3.0, che dovrebbe caratterizzare le prossime versioni di Ubuntu 10.04 e Fedora 13, il team di sviluppo di Gnome include comunque un bel po’ di novità all’interno dell’ultima arrivata 2.28. Vediamo quali.
Assieme a GNOME 2.28 vede la luce GNOME Bluetooth, programma per la gestione di dispositivi Bluetooth. E’ in grado di supportare centinaia di dispositivi come mouse, tastiere e auricolari, integrato con il sistema PulseAudio per la gestione di auricolari e microfoni. Oltre a tutto questo, è anche disponibile il supporto per accedere a Internet dal proprio telefono cellulare. Una volta accoppiato il telefono con GNOME Bluetooth, il gestore delle connessioni «Network Manager» visualizzerà una voce per usare il proprio telefono come punto di accesso a Internet. L’applet Conteggio tempo, che consente di tenere traccia del proprio tempo e delle proprie attività, è stata migliorata e comprende nuove funzionalità. Inoltre la riproduzione di DVD nel Riproduttore multimediale è stata migliorata con la possibilità ora di poter navigare i menù dei DVD e di riprendere la riproduzione dall’ultima posizione. Anche il plugin di YouTube è stato migliorato.
Oltre ai grandi cambiamenti, come per ogni rilascio di GNOME, ci sono molte piccole aggiunte e correzioni.
I menù e i pulsanti sono stati standardizzati in tutte le applicazioni del desktop per non visualizzare più le icone. I menù con oggetti dinamici, come applicazioni, file o segnalibri e dispositivi sono le uniche eccezioni e possono visualizzare un’icona. Questa modifica rende l’interfaccia utente standard e più pulita.
La posizione di salvataggio delle note e dei file di configurazione di Tomboy è stata modificata in conformità con la specifica di Freedesktop.org.
Il Gestore alimentazione supporta i portatili dotati di più di una batteria ed è stato aggiunto il supporto al rallentamento dei dischi fissi grazie a DeviceKit.
I backend di stampa GTK+ e lpr supportano la stampa di pagine multiple per foglio.
Gedit è stato portato su piattaforma Mac OS X.
La resa video del testo è stata ulteriormente migliorata in Pango grazie all’utilizzo di un nuovo motore OpenType che fa uso di meno memoria e dispone di un supporto migliorato per i tipi di caratteri non funzionanti.
Grazie ai miglioramenti apportati in VTE, gli utenti del Terminale noteranno un minor utilizzo di memoria.
Brasero, l’applicazione per masterizzare CD/DVD, è in grado di masterizzare dati dividendoli su più dischi ed è stata aggiunta una rappresentazione visiva dello spazio usato sul disco prima della masterizzazione.
Il deputato Cassinelli presenta una proposta per modificare la legge sul diritto d’autore. Inseguendo Web 2.0, digitalizzazione e UGC. Tentando di spezzare le catene dei DRM
È in attesa della prima lettura della Camera un progetto di legge del deputato Cassinelli, dal titolo “Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di libere utilizzazioni di contenuti protetti da diritto d’autore”.
La proposta, che secondo quanto riferito dall’avvocato Marco Scialdone che vi ha collaborato, riprende in parte il lavoro svolto dalla Commissione Gambino sul diritto d’autore e le nuove tecnologie, tocca il rapporto tra diritto d’autore, libere utilizzazioni, digitalizzazione del materiale delle biblioteche, web 2.0 e DRM. Tutti argomenti che vogliono essere trattati in nome del “giusto equilibrio tra le pretese dei titolari dei diritti e quelle degli utenti dei materiali protetti”, afferma Cassinelli, già autore di numerose proposte di legge volte a correggere alcune storture evidenziate dai cittadini della rete.
Rifacendosi alla direttiva europea 2001/29/CE in materia di diritto d’autore e società dell’informazione e al libro verde sul “diritto d’autore nell’economia della conoscenza”, la proposta di legge cerca di mettere mano alla legge italiana del 1941, cercando da un lato di assecondare movimenti già intrapresi da privati, come quello della digitalizzazione del patrimonio culturale delle biblioteche, dall’altra di legittimare alcuni elementi della digital life come gli user generated content.
Alla questione della digitaliazzazione dei materiali presenti nelle biblioteche e alla loro distribuzione elettronica sono destinate le modifiche degli articoli 68, 69 e 71 che cercano di ampliare le facoltà e le eccezioni al diritto d’autore concesse alle biblioteche.
Si prevede inoltre di estendere le possibilità di riproduzione per uso personale del materiale contenuto nelle biblioteche e ancora in catalogo, ma prevedendo un prezzo forfettario (che le biblioteche pagherebbero annualmente ai detentori dei diritti). Si allargherebbero inoltre le eccezioni per l’utilizzazione libera delle opere per finalità didattiche, di ricerca scientifica, critica o discussione, per il momento limitate ad estratti dell’opera utilizzata.
È possibile che attirerà critiche, tuttavia, la proposta di modifica dell’art. 69 comma 2, che prevede un “equo compenso per i prestiti effettuati dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici” (anche se fatta eccezione per le biblioteche universitarie e di istituti e scuole), per cui sarebbe istituito un “fondo per il diritto di prestito pubblico”, i cui criteri di ripartizione da parte di SIAE dovrebbero essere previsti dal Ministero per i beni e le attività culturali sentite le associazioni di categoria interessate.
La proposta di legge parla anche di “applicazioni web 2.0, quali blog, podcast, wiki o video sharing” fino ad arrivare a trattare degli UGC: “questi contenuti, realizzati a partire da opere esistenti, costituiscono la nuova modalità di scrittura delle giovani generazioni, il modo in cui esse commentano gli
accadimenti, esprimono sdegno, entusiasmo o approvazione”. Cassinelli propone di “fornire un quadro normativo diverso” capace di tutelare “i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia” senza “l’imposizione di un sacrificio dei diritti
degli autori” e nel contempo di “salvaguardare quella libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero che, in ogni modo e forma, è tutelata dalla nostra Carta costituzionale”.
Il progetto chiude affrontando lo spinoso argomento della copia privata in relazione ai sistemi DRM: limita tali sistemi alla presenza di accordi contrattuali e afferma, con la modifica dell’art. 71, la liceità del superamento dei blocchi imposti dai detentori dei diritti, “se per uso personale, senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali”. In questi casi, inoltre, prevede in capo ai titolari dei diritti l’obbligo a provvedere a rimuovere l’eventuale misura di protezione.
Anche il principale sindacato italiano sbarca sull’iPhone. La Cgil, difensore dei diritti degli ultimi, ha deciso di far sentire la propria voce sullo strumento che, soprattutto in Italia, passa per essere uno status symbol dei primi. Senz’altro una semplificazione eccessiva, ma anche un’apparente contraddizione che non è certo sfuggita al sindacato. “La nostra è una scelta per guardare al futuro”, ci spiega Stefano Landini, segretario organizzativo della Cgil Lombardia. “Ovviamente manteniamo, e anzi ogni giorno intensifichiamo, i nostri canali tradizionali di comunicazione con i lavoratori, ma l’idea è proprio quella di aprirci anche ai canali del futuro prossimo. La scelta di esordire con l’iPhone non è certo modaiola, ma è legata unicamente a questioni tecnologiche. Presto la nostra applicazione, con tutti i suoi servizi, sarà disponibile anche per gli altri telefoni”. Nel giorno in cui Apple si autocelebra con il record di due miliardi di download sui propri telefonini, ecco arrivare dunque anche l’applicazione Cgil Tv, scaricabile – gratis ovviamente – da iTunes. Dall’inconfondibile quadrato rosso comparso sul telefono si potrà quindi accedere a tutti i contenuti della Web Tv della Cgil Lombardia, esperimento pilota a livello nazionale nato 9 mesi fa. Trenta canali tematici che sono dedicati ai diritti sul lavoro, alle pari opportunità, alla scuola, ai pensionati, a pace e solidarietà. “E’ stato proprio il successo della tv su Internet a convicerci che la strada delle nuove tecnologie è quella giusta”, continua Landini. “Con questi strumenti anche il lavoratore più sperduto nel territorio e isolato può avere a portata di mano un contatto sicuro con la Cgil, i nostri servizi e i suoi diritti”.
A prometterlo è Intel. Che punta sul giovane sistema operativo open source per spingere Atom su una grande varietà di dispositivi consumer
Inizialmente concepito come sistema operativo per i MID, ma poi rapidamente riadattato ai netbook (che al contrario dei MID hanno riscosso un immediato successo sul mercato), Moblin è oggi tornato a corteggiare i device mobili, inclusi gli smartphone, e nello stesso tempo ha esteso le proprie mire a nettop e computer di bordo per auto.
A spingere Moblin fuori dal segmento netbook sarà l’imminente versione 2.1, di cui Intel ha mostrato una prima beta in occasione del recente Intel Developer Forum di San Francisco (vedi l’articolo pubblicato la scorsa settimana). Della nuova release di Moblin esisteranno tre versioni: una dedicata a dispositivi embedded e mobili (smartphone, MID, navigatori satellitari computer di bordo ecc), una ai netbook e una ai nettop. Le funzionalità saranno all’incirca le stesse, come anche l’esclusivo supporto alle CPU Intel Atom, ma ciascuna di queste edizioni avrà un’interfaccia utente ottimizzata per display con determinate dimensioni e risoluzioni.
Le maggiori novità di Moblin 2.1 sono date dal supporto agli schermi touch e alle gesture, alla telefonia e alle reti 3G, a Bluetooth e a schermi con diagonale sopra i 10 pollici. Il rinnovato sistema operativo mobile doverebbe inoltre migliorare il client integrato di messaggistica istantanea, il supporto alle lingue e il kernel, basato su una più recente versione di Linux.L’altra grande novità attesa al debutto in Moblin 2.1 è Moblin Garage, una sorta di app store da cui gli utenti possono scaricare applicazioni, sia gratuite che a pagamento, ottimizzate per Moblin. La stragrande maggioranza dei programmi avrà una licenza FOSS, ma non mancheranno anche software proprietari. Proprio per incoraggiare lo sviluppo di programmi tagliati su misura per Moblin e le proprie CPU Atom, la scorsa settimana Intel ha annunciato l’iniziativa Atom Developer Program.
Gli utenti possono navigare fra le applicazioni disponibili su Moblin Garage per mezzo del Moblin Application Installer, che oltre a fornire una suddivisione per categoria dei vari programmi ne permette l’immediata installazione/rimozione. Tra le prime applicazioni disponibili vi saranno l’editor audio Audacity, il media player Banshee, il gestore di foto F-Spot, l’editor di immagini GIMP e il jukebox Songbird. Per il momento non è prevista la possibilità, da parte degli utenti, di votare le applicazioni scaricate.
Per provare Moblin Application Installer, e navigare tra i programmi di Moblin Garage direttamente dal proprio netbook, non è necessario attendere l’uscita di Moblin 2.1: da qui è possibile scaricare il tool per Moblin 2.0.
Come si è detto, Moblin 2.1 è destinato a salire a bordo sia dei nettop, di cui sarà in grado di supportare gli ampi schermi e l’eventuale tecnologia multitouch, sia degli smartphone, sui quali potrà fornire tutte le tipiche funzionalità dedicate alla telefonia e alla gestione delle connessioni 3G.
Non è un caso che il rilascio della versione finale di Moblin 2.1 coinciderà con quello di Moorestown, la prossima piattaforma mobile di Intel che avrà il compito di traghettare i processori Atom sui device mobili. Così come voluto da Intel, fondatrice e principale sponsor del progetto Moblin, l’evoluzione di questo sistema operativo sta seguendo passo-passo quello di Atom.
In questo scenario si giocano almeno due sfide del massimo interesse: la prima, relativa al software, vede contrapposto Moblin a Windows; la seconda, relativa all’hardware, vede invece darsi battaglia Atom e le CPU ARM. Le due competizioni hanno un punto in comune: su entrambi i fronti c’è un giovane avversario (Moblin e Atom) che tenta di penetrare in un segmento già dominato da prodotti ben più blasonati e maturi (Window e le CPU ARM).
Nel suo attacco a Windows, Moblin 2.1 potrà contare sul supporto a tre fra le principali piattaforme runtime: Flash/AIR, Silverlight e Java. Tali tecnologie forniranno agli utenti la possibilità di usufruire dei contenuti Web 2.0, e agli sviluppatori l’opportunità di creare applicazioni in grado di girare sia su Moblin che su Windows e altri sistemi operativi.
Come accade con il sistema operativo embedded Slashtop, utilizzato da vari produttori di schede madri e di PC come ambiente di instant boot, anche Moblin arriverà sul mercato personalizzato e rimarchiato dai distributori di Linux o dagli stessi OEM. Tra le prime aziende ad aver rilasciato una distribuzione di Moblin c’è Canonical, la cui developer edition di Ubuntu Moblin Remix è già riuscita a farsi spazio sui netbook Mini 10v di Dell. Quest’ultima avverte però che “nel suo attuale stato Moblin non è del tutto stabile e libero da bug”: per tale motivo Dell raccomanda l’acquisto di un netbook basato sull’attuale versione di Ubuntu Moblin Remix solo ad appassionati di Linux, sviluppatori e utenti desiderosi di testare in anteprima il prodotto. In tutti gli altri casi l’azienda suggerisce di ordinare il suo Mini 10v insieme alla versione standard di Ubuntu Netbook Remix.
Anche Novell sta trapiantando Moblin sulla propria distribuzione SUSE Linux, e lo sta facendo in collaborazione con il Taiwan Moblin Enabling Center, un’organizzazione nata dalla collaborazione tra Intel e il Taiwan Institute for Information Industry.
Tra gli altri produttori ad aver già presentato mini notebook basati su Moblin vi sono anche Asus e Acer, due aziende che insieme dominano oltre il 50 per cento di questo mercato.
Una galleria di screenshot di Moblin 2.1 beta è stata pubblicata qui da Phoronix, mentre di seguito si riporta un video relativo al netbook Mini 10v di Dell.
Google Maps è uno dei servizi di Google più interessanti ed utili. Peccato che per consultare le mappe bisogna essere collegati ad Internet. Ma ci sono software che permettono di collegarsi a Google Maps e scaricare le mappe per poi consultarle offline. Tempo fa vi abbiamo segnalato l’ottimo Google Map Buddy.
Offline Maps è un programma per Windows che offre diverse funzionalità per utenti e sviluppatori. Per esempio è possibile scaricare sul PC le mappe, visualizzando tutte le informazioni possibili di un determinato luogo; chiedere informazioni e salvare un percorso.
Offline Maps è disponibile sia per Microsoft Windows che per Windows Mobile. Il programma richiede .NET Framework per funzionare. Potete scaricare Offline Maps cliccando su questo link.
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