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Archivio per luglio 2009

Modificare il proprio URL su Facebook? Ora si può

luglio 24, 2009 2 commenti

Modificare il proprio URL su Facebook? Ora si può

Da qualche settimana Facebook ha introdotto una funzione che permette agli utenti di modificare il proprio URL ed inserire il proprio nome e cognome. Inizialmente questa opzione era definitiva, con buona pace per tutti quegli utenti che hanno scelto indirizzi un po’ buffi o hanno sbagliato a digitare qualche lettera.

Ora, invece, Facebook ha aggiornato questa politica, probabilmente anche a causa delle richieste per cambiare URL. Oppure, molto più semplicemente, le registrazioni di nuovi username sono diminuite, permettendo al social network di gestire le operazioni di cambio.

Se siete tra coloro che non sono soddisfatti del proprio URL potete andare su “Impostazioni account” e cliccare su “Modifica” nella sezione “Nome utente”. Per adesso Facebook avvisa che è possibile cambiare nome utente una sola volta, quindi state attenti al nuovo username.

Oppure, molto più semplicemente, Facebook vuole evitare il diffondersi di username ridicoli e assurdi, come quelli che abbiamo segnalato tempo fa.

Fonte: downloadblog

Il bollente autunno di Android

luglio 23, 2009 1 commento

Sino ad ora, le roboanti previsioni fatte sull’invasione androide nel settore degli smartphone non sembrano essersi avverate del tutto: dopo la conferma di Rachael, solo HTC sembra mantenere vivo il mercato sfornando con regolarità e puntualità smartphone animati dal robot verde. Se le previsioni fatte da Schmidt si avvereranno, tutti gli altri si ritroveranno ad intasare il mercato autunnale, che potrebbe essere davvero bollente.

Nel mentre, dopo la dimostrazione ufficiale di Hero, terzo smartphone della casa taiwanese che ha mostrato finalmente il vero lato open di Android grazie alla Sense UI (interfaccia realizzata dal produttore stesso), alcune indiscrezioni in circolo in rete vogliono HTC prossima a presentare un nuovo smartphone basato sul sistema operativo di Google. Il condizionale in questo caso è d’obbligo, dal momento che del dispositivo sono state diffuse in rete alcune foto, troppo poco per poter rappresentare una conferma.

Secondo PointGPhone, sito che ha pubblicato le immagini in questione, si tratterebbe dell’HTC Click, smartphone entry level dai costi contenuti. Le foto in questione non presentano alcun brand, che verosimilmente potrebbe nascondersi sotto la banda bianca messa dal sito che le ha diffuse. Poco o nulla si evince della dotazione tecnica: il dispositivo è ovviamente uno smartphone touch screen che, a differenza della trackball ampiamente utilizzata nei modelli sin qui commercializzati lascia posto ad un touchpad tondeggiante.

In attesa di conferme, o magari di smentite, quella che appare certa è l’intenzione di HTC di sviluppare una gamma di smartphone basati su Android in grado di coprire le esigenze di ogni portafoglio. Inoltre, la possibilità di personalizzare secondo le proprie esigenze il sistema operativo sviluppato a Mountain View sembra trovare il pieno favore dell’azienda, che secondo alcuni rumor sarebbe intenzionata a portare la quota di smartphone marchiati Android al 50 per cento della produzione entro il 2010. Il restante 50 per cento, come noto, monterebbe Windows Mobile, in attesa della settima versione per riprendere quota sul mercato.

Comunque, Android non sembra far gola solo ad HTC: dopo l’exploit di Sony Ericsson, il cui Rachael X3 è stato confermato dall’azienda stessa e le certezze di Samsung, il nome nuovo per Android è Motorola. Da tempo si vocifera che il rilancio del gigante statunitense debba passare anche per Android, ipotesi che sarebbe confermata anche dal leak di alcune foto relative a Morrison, smartphone dotato di qwerty a slitta che potrebbe arrivare sul mercato in tempo per lo shopping natalizio, magari con il brand di T-Mobile.

In definitiva, l’autunno per il mercato smartphone potrebbe essere davvero animato dal piccolo robot verde: a giovarsi delle previsioni fatte dal CEO di Google in persona, secondo il quale il 2009 porterà in dote circa una ventina di smartphone androidi, potrebbe essere anche Qualcomm, che secondo alcune previsioni fatte da analisti di mercato potrebbe vedere i suoi chip montati su diversi smartphone animati da Google, ottenendo un interessante ritorno economico.

Fonte: punto-informatico

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Annunci: Associazione per il Software Libero

luglio 22, 2009 2 commenti

Da pochi giorni i nuovi rappresentanti eletti al Parlamento  Europeo hanno raggiunto i loro uffici e iniziato il nuovo lavoro. Le  prime settimane sono state particolarmente intense, perché ognuno di  loro ha dovuto ambientarsi, firmare un sacco di carte, entrare in  questa o quella commissione, studiare regolamenti, formalizzare la  squadra degli assistenti e via di questo passo. Ora è tempo di  occuparsi delle cose per le quali sono stati eletti.

La nostra Associazione sta seguendo con particolare interesse i  destini di 35 di questi deputat: sono coloro che hanno preso un  impegno importante con noi e con gli elettori firmando il “Patto per  il Software Libero” ( http://www.freesoftwarepact.eu/ ) nell’ambito  delle campagne di informazione e sensibilizzazione avviate in tutta  Europa. In Italia abbiamo inserito questo progetto nel contesto del  lavoro iniziato negli anni scorsi con l’iniziativa “Caro Candidato” (http://carocandidato.org/ ). Abbiamo seguito non soltanto le elezioni  europee, ma anche le altre elezioni provinciali e comunali che hanno chiamato al voto milioni di persone nel nostro paese.

I risultati sono decisamente soddisfacenti: per le elezioni Europee hanno aderito 50 candidati italiani, 6 dei quali sono stati eletti (l’8,33% dei 72 Membri italiani del Parlamento Europeo). In tutta Europa hanno aderito 232 candidati da 10 diversi Paesi: 34 di questi, da 7 paesi europei e di 6 gruppi politici diversi, sono stati eletti rendendo concreta la possibilità di costituire in seno al Parlamento Europeo un intergruppo sul Software Libero e le libertà digitali.

Qui trovate l’elenco completo dei firmatari eletti al Parlamento Europeo, divisi per nazione: http://www.freesoftwarepact.eu/elected
Un altro dato importante viene dalle forze messe in campo: un’iniziativa nata dalla collaborazione tra l’Associazione per il Software Libero (http://softwarelibero.it ) e l’omologa francese April ( http://april.org ) è riuscita a coinvolgere in breve tempo persone e movimenti in 10 diversi paesi dell’Unione, con campagne lanciate ufficialmente in Belgio, Francia, Italia, Spagna e Inghilterra.

E il ruolo di questo coordinamento spontaneo non termina con le elezioni. La nuova Legislatura Europea sta iniziando e sul tavolo ci sono già molte questioni che riguardano il software libero, le reti digitali ed i contenuti digitali: Pacchetto Telecoms, brevetto comunitario, revisione della Direttiva EUCD, tutela dei consumatori, diritti fondamentali sulla rete Internet, etc. Queste questioni possono essere tecnicamente complesse e richiedere competenze specialistiche per individuare le minacce alla realizzazione d’una società dell’informazione libera. Per questo auspichiamo la creazione
di un Intergruppo nel Parlamento Europeo che coinvolga tutti i Membri che hanno firmato il Patto per la tutela e lo sviluppo del software libero nell’Unione Europea. E per questo lavoreremo insieme da tutti i paesi dell’Unione sostenendo, informando, aiutando nel loro lavoro i firmatari del Patto.

L’Intergruppo potrebbe anche avere ad oggetto i temi delle reti digitali libere (per preservare la neutralità della rete e l’ecosistema del software libero) e dei contenuti liberi (per rendere concreto il diritto di tutti i cittadini di “partecipare liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici”).

Sul piano nazionale, sommando le diverse campagne, hanno aderito a Caro candidato 422 politici di tutti i raggruppamenti politici.

Forse sta nascendo una lobby trasversale per il software libero in tutti i partiti? Ce lo auguriamo e invitiamo chi promuove il software libero ed è iscritto ad un partito, ad unirsi ai suoi colleghi e sottoscrivere il patto per il software libero.

Noi da parte nostra ci impegneremo affinché “Caro Candidato” non finisca qui e non si esaurisca con gli appuntamenti elettorali. Per esempio, miglioreremo il software per dare modo ai politici di far conoscere il loro lavoro in favore del Software Libero ed agli elettori di controllare l’operato dei loro rappresentanti, metteremo in contatto i nostri rappresentanti eletti con i LUG, i movimenti e le persone che operano sul loro territorio. Prepareremo della documentazione chiara per spiegare il nostro punto di vista e per illustrare gli aspetti più tecnici a chi è chiamato a gestire la cosa
pubblica e prendere decisioni, in modo che possa farlo nel miglior modo: conoscendo le cose.

E ovviamente continueremo a seguire le prossime elezioni, dalle amministrative nel piccolo comune, alle prossime regionali, alle politiche che verranno.

Associiazione per il Software Libero
http://softwarelibero.it/contact

Firefox 3.7, bottoni e trasparenze per tutti

Ma chi l’ha detto che la palma dell’innovazione deve andare solo agli sviluppatori di Opera, o a Google per il suo Chrome, browser con velleità da sistema operativo apprezzato soprattutto dalla critica ma meno dal pubblico? In quanto a rinnovi la casa del panda rosso non è evidentemente seconda a nessuno, prova ne sia il fatto che invece di riposare sugli allori per la fresca ancorché bucherellata release di Firefox 3.5 Mozilla già pensa al browser che verrà.

Le ultime informazioni rilasciate dagli sviluppatori non sono rivolte a cambiamenti tecnologici fondamentali come il già trattato “switch” verso la stessa architettura multi-processo di Internet Explorer 8 e Google Chrome, quanto piuttosto a scelte di design che hanno comunque un certo impatto sull’interfaccia del software e la sua usabilità.

Sul suo wiki Mozilla ha rilasciato un abbozzo di quella che potrebbe essere la UI di Firefox 3.7, un’interfaccia che grazie a un tema rinnovato tende a integrare maggiormente il browser con gli “effetti speciali” delle shell incluse nei più recenti OS di Microsoft e aumentare ulteriormente le possibilità di personalizzazione.

Negli screenshot postati sul wiki è possibile scorgere non solo cambiamenti estetici ma anche tre nuove caratteristiche: l’integrazione degli effetti “Glass” della tecnologia Aero di Windows, con pulsanti translucenti ed effetto tridimensionale rispetto al resto dell’interfaccia; posizionamento del pulsante “pagina” nella parte sinistra della linguetta delle schede; posizionamento di un pulsante composito “strumenti”+”preferiti” nella parte destra dell’interfaccia principale del browser per enfatizzare la sua utilità nella personalizzazione delle funzionalità del software.

Si tratta ovviamente di visioni largamente anticipate di un design destinato a cambiare più volte di qui alla prossima release del panda rosso, e vista l’importanza della UI nei moderni browser web (sempre più interfacce omnicomprensive con cui passare parecchio tempo e sempre meno “accessori” di secondaria importanza rispetto al resto degli applicativi locali) Mozilla ha deciso di darle in assaggio alla community in attesa di feedback.

Fonte: punto-informatico

Microsoft dona 20.000 righe di codice GPL a Linux

Un’altra fase, che osiamo definire storica, si è da poco chiusa alla celebre conferenza OSCON in California. Microsoft ha rilasciato, sotto licenza GPLv2, ben 20mila righe di codice e le ha donate al kernel Linux.

Fa un certo effetto leggere un annuncio firmato Microsoft in cui vengono rilasciati alla community di sviluppo del Kernel Linux circa 20mila righe di codice sotto licenza GPLv2, la stessa utilizzata dalla gran parte dei progetti che ruotano attorno all’universo opensource. L’azienda di Bill Gates è diventata amica del pinguino? Ovviamente no, ma almeno ora ne riconosce la validità e comincia a considerare la sua filosofia non come un cancro ma come una reale possibilità di crescita. Infatti, le tante righe di codice serviranno a garantire la piena compatibilità e interoperabilità di Linux con le tecnologie di virtualizzazione di Windows Server 2008. Si tratta in pratica del rilascio di tre driver in grado di facilitare l’interconnessione del kernel Linux con le risorse hardware della macchina fisica attraverso la tecnologia Hyper-V integrata all’interno della versione server del sistema operativo Microsoft.

mslinux

La scelta della GPLv2, spiega Pierpaolo Boccadamo, direttore della Strategia di Piattaforma di Microsoft Italia, a Punto-Informatico, non è un caso: “Quando entri in contatto con il kernel di Linux, ti rivolgi a una community forte: se vuoi contribuire le regole del progetto sono ben definite e noi le seguiamo”. Una scelta di “pragmatismo a favore della scelta del cliente”, ma anche una “setting stone, un principio sancito” a cui da oggi in avanti Microsoft intende attenersi: anche mantenendo e continuando a sviluppare questi driver, in collaborazione con altri attori importanti sulla scena come già successo fino a ora. “Il kernel Linux ci ha accettato perché abbiamo garantito la prosecuzione della nostra attività nella community: senza contare – aggiunge – che non avrebbe senso mollare adesso e lasciare indietro chi vorrà adottare queste tecnologie”. Cosa ne pensate?

Fonte: tuxjournal

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