Una delle più grandi limitazioni del pinguino è sicuramente legata all’universo dei giochi. Nei prossimi mesi, però, la situazione potrebbe cambiare.
Danny Piccirillo ha da poco annunciato la nascita dell’Ubuntu Gaming Team. Il suo obiettivo è quello di migliorare i giochi FOSS esistenti e crearne di nuovi, andando praticamente contro i pregiudizi di molti potenziali utenti che da Windows non passano a GNU/Linux a causa della mancanza di giochi. “I giochi Foss sono importanti per Ubuntu, in quanto sono una delle principali cause a limitare il passaggio in massa di molti utenti da Windows al sistema operativo libero. Molti utenti che usano ancora Windows sono ben consci delle potenzialità e dei vantaggi del software libero ed open source ma vorrebbero anche dei giochi di buona qualità per abbandonare definitivamente il modello proprietario”, si legge sul blog di Piccirillo.
Il gruppo è aperto a tutti coloro che vogliono dare una mano e, ovviamente, sono invitati a farne parte soprattutto sviluppatori di giochi ed esperti in materia. I semplici interessati a seguire gli sviluppi dell’Ubuntu Gaming Team possono iscriversi alla mailing-list o entrare in contatto con i membri sul canale IRC #ubuntu-gaming sulla rete irc.freenode.net.
Fonte: tuxjournal
Windows Crash Gallery Page è un piccolo sito sviluppato da David Joffe che propone immagini di numerosi storici e inusuali errori di Microsoft Windows e dei software che ci girano.
Explorer, applicazioni di terze parti, MS Office, Blue Screen of Death, Windows 98, 2000, XP e Vista sono ampiamente rappresentati nelle 12 sezioni del sito, che contengono anche materiale non raccolto da Joffe ma inviatogli da geek che lo hanno fotografato in giro per il mondo.
Una vera e propria galleria di “opere d’arte”, tutte corredate di data e spiegazione dell’errore, esattamente come in un museo.
Fonte: downloadblog
Opti Inc. ha vinto, Apple ha perso. Questa la fredda cronaca dell’ultimo processo che ha investito la corporation della mela morsicata. In rispetto della sentenza Cupertino dovrà versare 19 milioni di dollari come “ragionevole royalty per la violazione”. Oggetto del contendere, un certo brevetto di “predictive snooping della memoria cache” registrato da Opti nel giugno del 2002.
La tecnologia suddetta descrive un metodo per aumentare l’efficienza del trasferimento dati tra CPU, memoria e dispositivi accessori, che Apple ha ammesso di aver utilizzato nei suoi prodotti chiedendo altresì la dismissione del caso giudiziario in quanto ormai allo stato dell’arte.
La causa di Opti contro Apple è stata avviata nel 2007: la Corte Distrettuale di Marshall, Texas ha ora dato ragione all’accusa condannando Cupertino a versare l’obolo di cui sopra. Piuttosto curiosamente uno dei legali di Apple aveva stabilito in circa 270mila dollari la cifra “equa” da pagare nel caso in cui la causa fosse stata persa: evidentemente le cose sono andate molto peggio di quanto previsto.
D’altronde 19 milioni di dollari non sono poi una gran cifra per una delle poche aziende dell’IT i cui affari continuano ad andare a gonfie vele nonostante una devastante (e certamente perdurante) crisi economica come non se ne vedevano da decenni. In ogni caso, dopo Apple, Opti Inc. ha già detto di essere pronta per passare al suo prossimo obiettivo, AMD, nel pieno rispetto della strategia di difesa dei suoi brevetti.
Cupertino non ha apparentemente comunicato l’intenzione di ricorrere in appello, mentre tra le “vittime” eccellenti e pregresse di Opti Inc. c’è un altro big dell’industria, il produttore di GPU NVIDIA. Già nel 2006 era stato costretto ad accordarsi per un “check” di 750mila dollari per ogni quarto di anno su un periodo di tre anni.
Fonte: punto-informatico
Commenti recenti