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Archive for Giugno 26, 2008

iPhone sul desktop con Adobe AIR e Flex 3

AIR iPhone è una applicazione desktop creata da Joe Johnston con Adobe AIR e Adobe Flex 3, che simula l’interfaccia utente del iPhone.

Ha la capacità di effettuare chiamate, ricevere chiamate e tanto altro, anche se ancora non ha tutte le funzionaòità dell’Iphone (per effettuare le chiamate si deve avere un account con Ribbit qui per attivare l’account)

AIR iPhone lo si può scaricare QUI!

Gli sviluppatori Linux: aprite i vostri driver. Ora

Riportando all’attualità una questione che, in passato, è già stata al centro delle crociate di Richard Stallmann e di iniziative come il Linux Driver Project, all’inizio della settimana oltre 130 sviluppatori del kernel di Linux hanno firmato una lettera in cui definiscono i driver closed source “dannosi e sgraditi”.

“I moduli e i driver a codice chiuso vanno a detrimento degli utenti di Linux, delle imprese e del vasto ecosistema di Linux”, si legge nella missiva. “Tali moduli negano la libertà, la stabilità, la flessibilità e il livello di manutenzione permessi dal modello di sviluppo di Linux, impedendo agli utenti di avvalersi della competenza della comunità Linux. I produttori che forniscono moduli per il kernel closed source costringono i loro utenti a rinunciare ai principali benefici forniti da Linux e a rivolgersi ad altri produttori”.
Tra i firmatari compaiono guru del kernel Linux come Andrew Morton, Marcelo Tosatti e Ingo Molnar, ma non Linus Torvalds. Quest’ultimo, come noto, lavora in seno a Linux Foundation, lo stesso consorzio non profit che ha deciso di appoggiare ed amplificare l’appello degli sviluppatori di Linux, pubblicandone la lettera e corredandola di questo Q&A. Nel documento l’organizzazione illustra più approfonditamente i motivi che dovrebbero convincere tutti i produttori di hardware ad aprire i loro driver e pubblicarli sotto la licenza GPL2: una licenza, spiega Linux Foundation, che permette alla comunità di modificare e migliorare i driver di periferica per poi integrarli nel kernel di Linux.

“Il processo di revisione e riscrittura del codice dei moduli open source porta spesso ad una base di codice più snella, veloce e stabile di quella dell’originario modulo closed source”, si legge nel Q&A. “Ciò grazie all’esperienza degli sviluppatori del kernel di Linux e all’elevato numero di persone che ne vagliano il codice”.
La Fondazione sostiene che sebbene oggi “la stragrande maggioranza” dei produttori di hardware metta a disposizione della comunità driver open source, c’è ancora una minoranza di società, tra le quali spicca il nome di Nvidia, che continua a distribuire i propri driver nella sola forma binaria, negando dunque la possibilità di vederne o modificarne il codice.
A puntare il dito contro Nvidia è stato, in particolare, il technical advisory board chair di Linux Foundation, James Bottomley, che in una intervista ha definito i driver binari di Nvidia “una tra le principali cause di crash del kernel di Linux”. Secondo Bottomley, il lavoro di quality assurance che Nvidia esegue sui propri driver per Linux non basta per garantirne una sufficiente stabilità, e ciò rischia di rovinare l’immagine di Linux.
Ma da quell’orecchio Nvidia proprio non ci vuole sentire. “Non c’è alcuna necessità di aprire il codice dei nostri driver”, ha risposto un portavoce dell’azienda. “Come la comunità di Linux, anche Nvidia supporta Linux, e da lungo tempo viene elogiata per la qualità dei propri driver. I driver grafici di Nvidia vengono distribuiti solo in forma binaria perché contengono proprietà intellettuali che Nvidia desidera proteggere“.
L’azienda ha poi aggiunto: “Non ci aspettiamo che gli sviluppatori del kernel di Linux facciano il debugging dei nostri moduli”, puntualizzando infine che “tutto il codice specifico per Linux viene fornito sotto forma di un layer d’interfaccia per il kernel, e chiunque può ricompilarlo o persino patcharlo, se necessario”.
Diversa la scelta fatta dalla principale rivale di Nvidia, AMD, che in passato si è impegnata a pubblicare il codice alla base dei propri driver grafici e, quando questo non è possibile, le specifiche hardware dettagliate delle proprie architetture, così da aiutare la comunità a creare moduli open source. L’ultimo passo in questa direzione è stato il rilascio, poco meno di due settimane fa, del documento R600-Family Instruction Set Architecture (PDF), che dovrebbe contribuire a migliorare il driver open source radeonhd per X.org.
Analoghe le intenzioni di VIA, che di recente ha inaugurato un portale dove ha promesso di rilasciare progressivamente il codice e la documentazione di molti suoi chipset, a partire dall’IGP CN896.
Tra i sostenitori dei driver open c’è anche Dell, che lo scorso anno, in occasione della commercializzazione dei suoi primi PC consumer con Ubuntu, si è impegnata a privilegiare l’adozione di componenti hardware corredati di driver open source, facendosi così portabandiera della battaglia condotta dalla comunità Linux.

Fonte: punto-informatico

Dal 2009 i nomi di dominio su misura: .amore, .odio, .città, …

L’ICANN (Internet corporation for assigned names and numbers), dal 2009 darà la possibilità di creare nomi di dominio su misura, e non essere più vincolati alle solite estensioni .net, .it, .com, …

“Oltre ai .com, .org, .net, dal primo trimestre del 2009, gli utenti di internet (circa 1,3 miliardi di persone), potranno creare degli indirizzi generici, depositando parole d’uso corrente come .amore, .odio, .città o anche dei nomi propri” ha dichiarato Paul Twomey, presidente dell’ICANN, nel corso del 32° congresso internazionale dell’associazione apertosi a Parigi il 23 giugno.

L’entusiasmo del presidente è giustificato anche dal fatto che all’ICANN saranno riconosciuti dei diritti per ogni dominio creato. Già, perché la creazione di un dominio non sarà alla portata di tutti.

Il costo dell’operazione sarà di migliaia di dollari per cui potranno usufruirne solo le società che avranno un certo bagaglio tecnico e una solida situazione finanziaria.

Fonte: bloggiando