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Archive for Maggio 2008

‘Bang’ aereo crea allarme in Sila

Due F16 dell’Aeronautica hanno inseguito aereo sospetto (ANSA) – COSENZA, 30 MAGGIO

Il bang supersonico di due F16 dell’Aeronautica che dovevano intercettare un velivolo sospetto ha provocato allarme nella Sila cosentina. I due caccia sono decollati da Trapani per intercettare un cargo Lufthansa che aveva perso il contatto radio. Con una corsa supersonica, che si e’ sviluppata soprattutto nel Sud della penisola, si sono diretti verso l’aereo sospetto che, pero’, nel frattempo, aveva ristabilito le comunicazioni. Il forte boato aveva fatto credere ad un incidente aereo.

Fonte: Ansa

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Android seminudo per sviluppatori e fedeli

Google Android, la piattaforma software che minaccia di ridefinire gli standard del mercato mobile, ha messo in mostra alcune delle carte che BigG vuol giocare nel tentativo di scompaginare il settore come e più di quanto abbia fatto finora con il search online.
il sistema in funzioneAlla conferenza per sviluppatori Google I/O tenutasi in quel di San Francisco, gli uomini chiave della Android Community hanno presentato uno smartphone “demo” basato su Android e si sono poi intrattenuti in una sessione di Q&A con la platea. A gestire l’evento c’era Steve Horowitz, engineering director del progetto, il quale non ha lesinato sui dettagli del dispositivo prototipo utilizzato e ha risposto alle domande poste dal pubblico.

Il prototipo di Android messo in mostra a San Francisco girava su un dispositivo dotato di un processore Qualcomm a 528 MHz, touchscreen marcato Synaptics e scheda cellulare per la connessione su rete UMTS – 3,6 Mbps in HSDPA. Il software era presente su una scheda di memoria flash da 256 Megabyte e sfruttava i 128 MB della RAM on-board.

Che cosa è stato capace di fare Android nella demo? Tra le possibilità messe in mostra da Horwitz va annoverata una versione specifica del servizio Google Street View, navigabile sfruttando lo schermo sensibile al tocco. La platea è esplosa in un applauso allorché l’ingegnere ha attivato la “modalità-bussola”, grazie alla quale Street View ha potuto sfruttare la bussola e gli accelerometri integrati nel dispositivo per tracciare in tempo reale i movimenti dell’utente sulle cartine virtuali.

il sistema in funzioneIl termine fissato per il lancio di Android è la seconda metà dell’anno in corso. Nella Q&A session – di cui esiste una trascrizione con video a corredo sul weblog della Community del progetto – gli sviluppatori si dicono soddisfatti dell’attuale stato dei lavori e vogliono ora essere sicuri che il tutto “sia perfetto e che le persone abbiano davvero una buona esperienza consumer” con il prodotto.

I progettisti ne sono convinti: sul lungo termine Android metterà all’angolo le piattaforme concorrenti. C’è solo da attendere che si materializzi sul mercato. A questo proposito Morse, content partner di Punto Informatico, parla di una situazione hardware tutta da definire, di nessuna certezza neanche attorno al chiacchierato HTC Dream e dice: “Proprio in questi giorni si sta costituendo in California una nuova divisione di Motorola dedicata al primo handset che impiegherà Android. Al momento, per il rilascio del primo dispositivo, si parla di una tempistica non inferiore a 12 mesi”.

Android viene attualmente sviluppato interamente da Google ma l’azienda promette che verrà rilasciato sotto licenza aperta, una volta raggiunto uno stadio di maturazione considerato “adeguato”, una incertezza sul suo status che non tutti ritengono positiva. Ad ogni modo, si tratta di un sistema che dall’open source eredita anche alte caratteristiche di flessibilità, progettato per essere platform-agnostic: il software, assicurano i G-Men, “dovrà lavorare con i dispositivi touchscreen, quelli con D-pad integrato e quelli basati su trackball. Alcuni terminali potrebbero persino non avere uno schermo”. Android sarà davvero una revolution?

Fonte: punto Informatico

Disponibile la beta 6 dell’SDK per iPhone

Maggio 29, 2008 gianmichele 2 commenti

Quasi contemporaneamente all’uscita dell’ultimo aggiornamento di Mac OS X (versione 10.5.3), esce la sesta (e probabilmente ultima) beta dell’SDK per iPhone (build 9m2192). Come sempre, il download del pacchetto di sviluppo è gratuito.

sdk iphone beta 6

Ricordiamo che la versione 2.0 del firmware è invece disponibile solo per gli sviluppatori che partecipano all’iPhone Developer Program (al costo di 99 o 299 USD).

Da notare che la nuova versione dell’SDK non ha compatibilità con i precedenti Mac OS X: cioè funziona solamente se si installa l’ultimo aggiornamento 10.5.3.

Fonte: iphoneitalia

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L’iPhone 3G sarà molto simile al modello attuale

Gene Munster, analista di Piper Jaffrey, ed uno dei più grandi “spioni” del mondo Apple, ha affermato che il modello 3G che sarà presentato al WWDC non si discosterà di molto dal modello attuale…

iphone 3g

Esteticamente le differenze saranno poche e quello funzionali quasi pari a zero, se non per l’implementazione del chip 3G che servirà per l’accesso alla rete UMTS.

Per quanto riguarda l’aspetto Munster fa notare come molte case produttrici di custodie stiano da tempo studiando nuovi modelli per il 3g che sono più lunghe e più strette, più larghe ai bordi e più sottili al centro, oltre che meno bombate. Il tutto però di pochi millimetri.

Per quanto riguarda invece le funzioni, Munster è convinto che l’iPhone 3G non avrà il GPS e che tutte le nuove funzionalità saranno implementate anche nell’attuale modello grazie al firmware 2.0, identico per entrambi.

Munster si è sbilanciato anche circa la messa in vendita dell’iPhone, almeno negli USA: la commercializzazione sarebbe anticipata al 15 giugno (e non a fine mese) per recuperare la mancanza di iPhone dell’ultimo mese e il tutto al beneficio del trimestre, infatti lanciandolo a fine giugno la Apple si troverebbe scoperta nel bilancio trimestrale che va da aprile a giugno.

Infine, conclude l’analista, il WWDC sarà aperto proprio con un discorso sull’iPhone e principalmente sul nuovo firmware 2.0, che garantirà maggiore flessibilità, implementazione di software terzi (SDK), e maggiore integrazione con con i PC.

Fonte: iphoneitalia

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Effetto valanga per i pannelli solari

Una nuova ricerca dimostra che l’utilizzo di nanocristalli nei semiconduttori triplica la capacità delle celle solari di produrre energia: anziché un solo elettrone da ogni fotone ora se ne possono ottenere tre.

L’energia del sole, pulita ed economica, è ancora usata poco in quanto i pannelli sono costosi e producono una quantità di energia relativamente bassa. Oggi però arriva una buona notizia dal mondo della ricerca che potrebbe aiutarne la diffusione. Un gruppo di ricercatori della Tu Delft (Olanda) e della Foundation for Fundamental Research on Matter hanno provato a usare nanocristalli nei semiconduttori con ottimi risultati: la capacità di produzione di energia delle celle viene triplicata.

I semiconduttori classici producono un elettrone per ogni fotone. Quelli realizzati in nanocristalli ne possono produrre fino a tre. Gli studiosi hanno chiamato questo processo “effetto valanga“, e consente un netto miglioramento nelle prestazioni di un impianto per l’energia solare. Lo studio, spiega Physorg, sarà presentato sulla rivista scientifica Nano Letter e poi, si spera, reso produttivo.

Ma l’effetto valanga non è cosa nuova. Era stato già osservato nel 2004 da alcuni studiosi dei National Laboratories di Los Alamos, in Nuovo Messico. Fu uno studio molto discusso tuttavia e poi archiviato. Oggi viene dimostrato che l’effetto esiste, anche se di entità minore a quanto si era ipotizzato in precedenza, ma comunque sufficiente a inaugurare un nuovo percorso per l’uso di questa energia pulita e rinnovabile, così abbondante nel nostro Paese eppure così poco sfruttata.

Perchè l’energia solare non è sfruttata? Parlare di alti prezzi può non essere sufficiente: basterebbe una veloce distribuzione di massa per abbassare i costi necessari alla costruzione degli impianti. Qualche considerazione autorevole si può leggere su Megachip dove parla il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia:«un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma».

Fonte: visionpost